Jerry Calà, non sono bello…piaccio!

 

Ammettiamolo, senza abbassare la voce, quelli della mia generazione, gli ultra-trentenni intendo, hanno amato Jerry Calà e continuano a trovarlo simpatico. Sarà che ci ricorda l’infanzia, sarà che certe battute sono diventate dei tormentoni…sarà, come sarà ma Jerry Calà, parafrasando una sua nota battuta, non è bello, ma… piace.

L’ho intervistato un paio d’anni fa e devo dire che non è cambiato affatto, la verve da ragazzino non è proprio passata! Aveva un’influenza di quelle che ti fa stare a letto mezzo distrutto eppure, nonostante questo era un continuo fiorire di battute, gag, alcune magari già sentite, ma molto divertenti. L’idea che mi sono fatta è che sia un uomo sereno, felice di certe scelte ed innamorato del figlio. E sì perchè Jerry Calà ha “messo la testa a posto”, si è sposato e ha un bimbo piccolo che, a sentir lui, ha un talento vero per lo spettacolo.

Prima della fatidica ora, avevo pensato a lungo sul cosa chiedergli ed una domanda mi frullava nel cervello. Sì certo, ma come fargliela? Credo che sia la domanda che chiunque gli farebbe, se avesse la possibilità di parlargli anche solo per un attimo col suo mito dell’infanzia.

Perchè sul grande e piccolo schermo non la si vede più da moltissimi anni? Era questa la mia domanda… In realtà Jerry Calà continua a lavorare alla Capannina di Forte dei Marmi, a fare spettacoli in giro per l’Italia, ma in tv e cinema non lo si vede da un pezzo. Quando l’ho intervistato mi aveva parlato di un progetto per rifare “Operazione vacanze“, il telefilm anni Ottanta con Gegia e Sabrina Salerno e stava lavorando come regista a Pipì Room, un film sui giovani e lo sballo del sabato sera, “visto” dalla prospettiva di un gabinetto. Leggete quì.

Jerry Calà continua ad esibirsi e fa il regista ma, mi chiedevo prima dell’intervista, cosa l’avesse spinto a non fare più certi film che gli avrebbero assicurato quella notorietà che altri, come Greggio, Boldi e De Sica, hanno ancora. Sarò una nostalgica ma ammetto che mi piacerebbe rivederlo in un film o telefilm stile anni Ottanta. E voi?

Vi lascio uno stralcio dell’intervista tratta da InEuropa del 14 dicembre 2009. Ecco cosa mi ha risposto.

Venendo al presente oggi siamo arrivati al ventiseiesimo cinepanettone in prossima uscita, eppure lei fu proprio uno dei protagonisti del primo “Vacanze di Natale”. Perché smise con quel filone?  Mah, all’epoca fu una mia scelta. Ero appena uscito da un gruppo, quello dei “Gatti”, per entrare in un altro assieme a Greggio, Boldi, De Sica e la cosa mi stava stretta. Sono sempre stato un po’ insofferente alle collaborazioni troppo chiuse ed avevo voglia di continuare la carriera da protagonista. Poi mi sembrava che i film di Natale si assomigliassero tutti ed avevo voglia di provare altre strade.
Per questo, dalla metà degli anni Novanta l’abbiamo vista sempre meno sul grande schermo?
Mah, sì forse per questo. Forse fu un errore all’epoca, forse non credetti abbastanza in quel prodotto, al fatto che sarebbe durato tanto. Sa, di errori nella vita se ne fanno tanti, anche se devo dire di aver sempre continuato a lavorare, sia in teatro che in giro per l’Italia con le mie serate. E poi se non avessi fatto certe scelte non avrei potuto fare altre esperienze, come il regista che amo e che mi dà grandi soddisfazioni. (tratto da InEuropa del 14 dicembre 2009)