Qualcuno di voi ha mai sentito parlare dell’abbinamento olio-cibo? E’ l’ultima frontiera, ancora inesplorata per l’uso casalingo, della gastronomia più ricercata. Non potete immaginare quante cultivar di olio ci siano in circolazione, con profumi, intensità e gusto totalmente diversi. Tutto questo me l’ha spiegato la produttrice di olio Lucia Bozzano che, qualche anno fa dalla Lombardia, si è trasferita in Toscana nel podere Alberese. Una scelta, la sua, di cuore e di testa, perchè Lucia non è solo esperta di oli, ma è anche enologo.
Così, dopo essersi laureata niente meno che con il professor Scienza, ha deciso di trasferirsi con la famiglia nella campagna toscana e di fondare, con il cognato, quest’azienda che produce seguendo la filosofia del biologico. Tra i prodotti, oltre all’olio Igt Toscana (leggi la recensione), un blend dalle cultivar Leccino, Frantoio, Moraiolo e Pendolino, il Podere Alberese produce un Chianti Superiore Docg, un Riserva e un Igt Toscana. La promessa, con Lucia, è stata che andrò a trovarla… come dire di no al richiamo della Toscana?
Ma torniamo all’abbinamento olio-cibo. Come orientarsi senza aver fatto uno di quei corsi sulla degustazione dell’olio extravergine d’oliva che ultimamente si vedono in giro?
Una prima indicazione di massima può venire dalle affinità territoriali.
-
Gli oli extravergine d’oliva del nord d’Italia sono tendenzialmente dolci, di colore giallo paglierino con un tenue profumo di oliva, sentori di frutta e sono indicati nella preparazione di salse all’uovo (maionese su tutte), per le insalate, abbinandosi perfettamente ai piatti di pesce.
-
Gli oli del centro sono di colore verde, con aromi marcatamente fruttati, sentori di erbe e sono l’ideale per condire le bruschette, le zuppe, le carni crude e per quelle alla brace.
-
Gli oli extravergine insulari e del sud del nostro Paese, hanno un profumo di oliva con leggero aroma di erbe, ortaggi (in particolare carciofo e pomodoro) e sono adatti nella preparazione delle salse verdi, per condire le zuppe di legumi, le verdure cotte e gli arrosti di carne.
Andando più nello specifico un’altra indicazione utile per trovare il giusto abbinamento cibo-olio è quello regionale.
E’ chiaro infatti che la cucina regionale si sia sviluppata, nei secoli, in base a ciò che l’ambiente locale è stato in grado di offrire all’uomo. Quindi l’abbinamento regionale tra pietanze e olio, ci può aiutare in una prima scelta orientativa.
Qualche esempio?
-
L’Olio extravergine d’oliva Laghi lombardi Dop, ad esempio, ha caratteristiche sensoriali di gradevole delicatezza che si abbinano perfettamente col pesce di lago, con le preparazioni a base di carni bianche e con le lumache in umido.
-
Il Veneto ha oli dal caratteristico aroma di carciofo ed erbe aromatiche che si accompagnano alle creme di verdura, agli asparagi, alle capesante e ai fiori di zucca.
-
La monocultivar Taggiasca accompagna tutta la cucina ligure ed è l’ideale per la preparazione del pesto.
-
L’aroma intenso e il sapore robusto degli oli toscani sono perfetti con la ribollita, la pappa col pomodoro e la chianina alla brace. Gli oli siciliani si contraddistinguono per le note di pomodoro, la buona fluidità e finezza che li rendono ideale condimento per gli antipasti di mare, le grigliate di pesce e le carni alla brace.
Per approndire leggi la tabella degli abbinamenti tratta da Affari di Gola – aprile 2011




















interessante..
Mi piace http://www.giordanatalamona.it/blog/2011/06/20/abbinamento-cibo-olio-lultima-frontiera-frontiera/!