Questa ricetta l’ho presa dalla trasmissione di La7 ”Cuochi e Fiamme” alla cui conduzione c’è Simone Rugiati. Durante una puntata aveva spiegato la sua versione del pesto classico, molto più leggera e profumata… Infatti non si utilizzano l’aglio e i pinoli, sostituiti dai pistacchi non tostati. Ho provato, ma visto che non avevo abbastanza basilico ho aggiunto anche della menta che ha conferito al pesto una freschezza molto gradevole.
Per fare il vero pesto occorrerebbe munirsi di un mortaio di marmo, un pestello di legno e taaaaanta pazienza. I cultori di questo condimento, infatti, sono contro sbrigative profanazioni che rovinerebbero questa ricetta molto antica. Al bando, quindi, il mixer che scaldando il basilico non farebbe altro che scurirlo, facendone perdere parte dell’aroma. Fatta questa dovuta premessa, confesso di aver usato il mixer e di non avere in casa un mortaio!
Un giorno, forse, mi cimenterò con questa antica pratica, oggi il tempo che ho a disposizione è talmente risicato per mettere assieme la cena, che mi accontento di una versione sui generis, anche se un trucchetto che ho trovato in rete ha ovviato al surriscaldamento dato dal mixer. Basta infatti far raffreddare il bicchiere e gli ingredienti nel frigo, senza in seguito frullarli ad una velocità elevata. A me è sembrato un ottimo compromesso tra tradizione e innovazione, strizzando l’occhio alla qualità del pesto.
A voi la mia versione!
RICETTA per 4 persone
Ingredienti
- 1 mazzetto di basilico (30 foglie circa)
- 10 foglie di menta
- 2 cucchiai di parmigiano stagionato
- 120 g di pistacchi non tostati
- 2 dl di olio extravergine d’oliva
- sale q.b.
Procedimento
Pulite le foglie di basilico e di menta sotto l’acqua, avendo cura di asciugarle molto bene con uno straccio da cucina. Sbollentate i pistacchi, togliete le pellicine e fateli raffreddare. Nel mixer mettete gli ingredienti e iniziate a frullate a velocità bassa, aggiungendo l’olio a filo. Bisogna ottenere una salsa omogenea. Io ci ho condito degli gnocchetti fantasia, che ho fatto saltare in padella col pesto e un goccio di acqua di cottura. Un’ottima preparazione!
Ah, il pesto avanzato potrà essere conservato anche per una ventina di giorni in frigo aggiungendo dell’olio d’oliva che ne impedisca l’ossidazione.
Abbinamento
Quando si parla di pesto, soprattutto alla genovese, si pensa subito al Pigato prodotto nella riviera ligure di Ponente. E’ l’ideale, infatti, con i piatti della regione, come le trofie al pesto o i pansotti al sugo di noci. E’ un vino che di norma è giallo paglierino con profumi di fiori e frutti gialli, erbe aromatiche, dal sapore fresco e sapido. Di buona persistenza. Oltre a questo, avendo sostituito i pinoli con i pistacchi, si potrebbe pensare anche a un Inzolia, vino autoctono siciliano, oggi in decisa riscoperta, dal colore paglierino, profumi floreali e fruttati che spesso si trova in assembleggio con altri vitigni, come il Sauvignon, il Grecanico ed altri.






















che voglia di assaggiarlo!! ne avevo già sentito parlare di pesto con pistacchi, ma mai assaggiato finora.
anche io per farlo (quello classico) uso il mixer… però mamma lo ha il mortaio, chissà che prima o poi non ci provi!
Paola, sai che ho assistito ad una lezione in cui si dimostrava la necessità di usare il mortaio? Troooppo impegnativo!
Prova anche tu questa ricetta che mi ha leggeralmente conquistata!
adoro simone rugiati e apprezzo anche la trasmissione fresca e irriverente!!! le sue dritte messe qua e la sono una vera chicca se poi posso dare questi bellissimi e buonissimi risultati ben vengano!!! grazie per aver partecipato con questa meraviglia!!! baci
Piace anche a me…anche in senso biblico!
Grazie a te per aver lanciato questo contest! Un abbraccio! Giordy