15 gennaio 2016

Benvenute Donne della Vite

donne vite

Sono determinate e vogliono fare sentire la loro voce, attraverso un punto di vista del tutto nuovo. Sono Le Donne della Vite, la nuova associazione del vino in rosa, che nasce con l’obiettivo di creare un punto di riferimento e un’occasione di aggregazione per le donne che operano nel mondo vitivinicolo. Un gruppo eterogeneo, composto da agronome, enologhe, giornaliste, comunicatrici, ricercatrici, analiste, ristoratrici, sommelier e creative, che fa di queste professionalità diverse il suo punto di forza e unione.

tortaGli obiettivi e il Manifesto della nuova associazione si fonda su concetti primari come l’Etica, l’Estetica e la Bellezza, ma anche sull’ironia e l’autoironia, qualità che non vengono valorizzate, come spiega Valeria Fasoli, presidente della neo associazione e agronomo viticolo: «All’inizio non avevo le idee chiare, ma la necessità e il desiderio di far emergere nella mia professionalità anche gli aspetti che rischiavano di restare sommersi e che rispecchiano valori per me fondamentali come etica, estetica e bellezza nei luoghi, nelle persone, nelle cose di tutti i giorni. Poi ho incontrato compagne di viaggio con esperienze, competenze, nonché punti di vista differenti e il mio sogno è diventato realtà e l’idea iniziale si è concretizzata grazie alla forza del gruppo. Ora il filo conduttore è il desiderio di creare lo spazio e la cultura per un sistema di valori nei quali crediamo sia possibile collocare agricoltura e vitivinicoltura in particolare. È questo il “nuovo luogo”, in cui principi e regole sono diversi, nel quale nel nostro manifesto invitiamo donne e uomini ad entrare».

Restano da capire i reali progetti di questo nuovo gruppo di donne coraggiose, che sembrano tuttavia avere le idee chiare sulla necessità di ripartire dalla natura, la Vite appunto, come luogo di rinascita e valorizzazione del Paesaggio italiano, dell’ecosostenibilità e della territorialità dei vini che, vivaddio, dovrebbero raccontare le peculiarità dell’Italia, che da nord a sud,  «evoca emozioni che si trasmettono inconsciamente fino alla qualità percepita del vino».

In bocca al lupo, dunque, e buon lavoro.