13 luglio 2015

Champagne. Ais Bergamo continua il viaggio tra le vigne di Aube

Mattatore della quarta serata sulle zone della Champagne è stato Guido Invernizzi, relatore appassionato di bollicine francesi, che ha chiuso il ciclo sulle quattro zone di quello che è senza dubbio il territorio più famoso e vocato al mondo per la produzione del metodo Champenoise.

Il dipartimento di Aube, o Cote des Bar, è per distanza e conformazione geologica quello che si distingue maggiormente dalle altre grandi zone viticole della Champagne (montagna di Reims, Cote des Blancs,  Valle della Marna). Non a caso solo nel 1927 la zona di Aube venne inserita a tutti gli effetti nella regione di produzione della Champagne, dopo un lungo iter non esente da scontri intestini coi produttori delle altre zone.

Ciò che in parte ha storicamente contribuito all’integrazione di questa zona è stato il diffondersi della fillossera sul finire dell’Ottocento, che costrinse i négociant  manipulant (NM, produttori che acquistano uve da terzi per poi elaborarli e commercializzarli), a cercare nella regione della Aube nuovi approvvigionamenti, facendo scatenare le ire dei rècoltant manipulant (RM, produttori che coltivano, elaborano e commercializzano solo uve di proprietà). Per dirimere la controversia, anche a seguito di scontri tutt’altro che amichevoli (i più noti si tennero ad Ay nel 1911, con una serie di “manifestazioni punitive” nelle quali furono distrutte le cantine di alcuni produttori considerati “truffatori”), il decreto del 1927 stabilì una volta per tutte che i 71 Comuni dell’Aube potevano dirsi a pieno titolo appartenenti alla regione della Champagne.

Decreti a parte, da un punto di vista climatico e geologico, la zona dell’Aube è molto più simile a quella dello Chablis. Questo spiega, d’altra parte, come mai in certe schede tecniche della zona di Aube, si legga “Vin chablisienne avec perlage“, come ad indicare, una volta in più, questa parentela geografica e di terroir. Il clima è infatti più caldo rispetto alle altre zone settentrionali, con un suolo costituito principalmente  da calcare e marna del periodo giurassico superiore, ricoperto di uno strato di suolo argilloso. La parte del leone la fa oggi la coltivazione del Pinot Noir, che rappresenta circa l’85% della superficie vitata.

Drappier. Brut Nature Sans Soufre.  Champagne non dosato e senza aggiunta di solfiti, 100% Pinot Noir. Color pelle di cipolla molto luminoso, con un perlage fine e continuo. Al naso sprigiona un netto sentore agrumato (mandarino e lime), che si fonde con la crosta di pane e un ricordo di note balsamiche. In bocca è avvolgente, con buona mineralità e una chiusura ammandorlata. Persistente ed elegante.

Nathalie Falmet. Brut Nature. 100% Pinot Noir. Buccia di cipolla lucente, con un perlage fine e lungo. Aromi di piccoli frutti rossi (lampone e amarene), fiori bianchi e ritorni minerali. In bocca torna la freschezza, con un forte nota gessosa che segna il palato sino al retrogusto che vira in salmastro.

Ais Bergamo - Serata Champagne AubeVouette & Sorbée. Fidèle Extra Brut. 100% Pinot Noir. Colore oro antico, con un perlage finissimo. Intensi profumi minerali si intrecciano a una trama a tratti balsamica, speziata e fruttata. In bocca ha una freschezza molto vivace, che continua sorso dopo sorso con una bella eleganza e persistenza.

Vincent Cauche. ExtraBrut. Dorato lucente, con perlage fine. E’ un vino opulento al naso, muscolare in bocca. Intensi profumi di agrume, scorza di mandarino, pesca gialla e albicocca matura. Rotondo in bocca, con perlage avvolgente e cremoso, sorretto in chiusura da un piacevole sentore di boisée

André Beaufort. Brut  2010. Dorato carico, perlage lunghissimo e fine. Un bouquet di donna, che ricorda quasi un profumo femminile. Note di vaniglia, mimosa, piccoli frutti rossi maturi e patisserie. In bocca ritorna la stessa intensità, con una spalla acida e minerale a supporto, che invita un sorso dopo l’altro. Uno Champagne dalla personalità forte, che divide.