20 luglio 2011

La Cantina Giogantinu e i due volti del Vermentino

passito verm

Quest’anno vorrei ritornare in Sardegna per le vacanze estive. Già l’anno scorso ci sono stata, come vi ho raccontato qui, …. d’altra parte la voglia di sole, immersioni e vino è talmente alta che vorrei eleggerla come sia residenza estiva del cuore! :) Se riuscirò a spuntarla con la mia famiglia, mi sono ripromessa che andrò a visitare la Cantina Giogantinu, situata nel nord-est della Sardegna, in Gallura. Si trova proprio a metà strada tra la Marina di Olbia e il monte Limbara, luogo perfetto per le vacanze e le immersioni.

I vigneti di questa società cooperativa, fondata nel 1955, sono ubicati in media-bassa collina, con sfaldamento granitico e superficie sabbiosa. I soci sono circa 280, con un ettaro di terreno, in media, a testa. Il Vermentino è il vitigno principe di questa zona, che Sergio Crasta, amministratore delegato dell’azienda, durante una degustazione organizzata da Ais Milano, aveva definito come “bizzarro e scorbutico“.

Trovo meraviglioso quando si umanizzano i vitigni, come il Pinot Noir che è definito l’enfant terrible della viticoltura mondiale. Rende tutto fiabesco da ricordarmi la celebre favola di Jean La Fontaine, La volpe e l’uva

Una volpe, chi dice di Guascogna,
e chi di Normandia,
morta affamata, andando per la via,
in un bel tralcio d’uva s’incontrò,
così matura e bella in apparenza,
che damigella subito pensò
di farsene suo pro.
Ma dopo qualche salto,
visto che troppo era la vite in alto,
pensò di farne senza.
E disse: – E’ un’uva acerba, un pasto buono
Per ghiri e per scoiattoli.-
Ciò che non posso avere, ecco ti dono.

Il Vermentino, un vitigno difficile da allevare, dunque, che può dare del filo da torcere anche ai viticoltori più esperti, ma che allo stesso tempo sa premiarli per l’estrema versatilità.

Ecco perchè la Cantina Giogantinu, attraverso un piano di zonazione, ha selezionato il proprio territorio in tre fasce (A, B, C), sviluppando studi sulla fase fenologica di maturazione del vitigno che hanno permesso di produrre due tipologie diverse di Vermentino, una secca e una vendemmia tardiva. Io ho avuto la fortuna di degustare entrambe le versioni e vi devo dire di esserne rimasta entusiasta, non solo della finezza di questi vini, ma più in generale dell’eleganza e versatilità del Vermentino.

Vi lascio la degustazione tratta da un mio articolo pubblicato su Ais Milano, quando ancora era delegato Fiorenzo Detti, oggi presidente della Lombardia. Il suo posto è stato preso da un giovane sommelier di grande competenza, Hosam Eldin Abou Eleyoun, egiziano di nascita, italiano per amore e passione, uno tra i “nasi” più competenti che abbia mai visto all’opera.

Karenzia 2007 – Vermentino di Gallura Doc Superiore – Cantina Giogantinu

Vitigni ad alberello di 70 anni, inseriti nel territorio “A” dell’azienda, alcuni a piede franco. I terreni sono basaltici, in assoluto i più caldi della spianata. Intorno al 15 di settembre il grappolo viene pinzettato, con apposito attrezzo, al fine di rompere i fasci della linfa che alimentano gli acini. Il prodotto, così, mantiene il proprio tenore acidofilo e la concentrazione degli zuccheri avviene solo per evaporazione dell’acqua di vegetazione. Grazie a questa pratica e ai venti provenienti dal mare che spirano sin dall’inizio di settembre, si produce un appassimento naturale delle uve, senza l’utilizzo di graticci. Quando ai primi di ottobre si coglie l’uva, il 1 % dei grappoli è già infavato grazie al clima freddo-umido di notte e caldo-ventilato di giorno. Il vino termina la fermentazione lenta verso la metà di gennaio. Non viene attivata la malolattica e per sei mesi si movimentano i lieviti nelle vasche di acciaio (batonnage). Il vino viene filtrato grossolanamente e messo in vasche d’acciaio pulite dove termina l’affinamento.
Colore paglierino con riflessi dorati. Intense note di zafferano, sambuco, pera, note di agrumi, note di origano e rosmarino, cedro candito, ritorni di selce e idrocarburi. Al palato ritorna piacevolmente la nota minerale che richiama il territorio, finale leggermente amarognolo.

Abbinamenti

Perfetto con l’orata alla brace, riso venere con gamberi di fiume, seppie ai piselli, paranza, rombo al curry, ravioli di pesce, pasta al forno con melanzane, aragosta alla catalana.

Lughente 2005 – Colli del Limbara Igt – Vermentino Vendemmia tardiva – Cantina Giogantinu

I vigneti sono gli stessi della versione secco e, per gli stessi motivi, si pinzettano le uve che vengono lasciate in vigna fino ai primi di novembre. La botrytis in quel periodo è infavata in tutti gli acini. Anche in questo caso non viene fatta la malolattica per mantenere integra l’acidità del vino. Non c’è alcun passaggio in legno e viene sottoposto a batonnage.
Colore brillante di oro antico con lampi ambrati luminosi. Al naso è complesso ed elegante con profumi di zafferano, fiori di camomilla, frutta gialla matura, mango, papaia, melone, miele di castagno, caramella d’orzo e mela cotogna. In bocca ha ritorni di frutta esotica con chiusura di cera d’api e amaretto sbriciolato.

Abbinamento

Questo vino trova il suo giusto abbinamento con la pasticceria secca, la zuppa inglese, la crostata di ricotta, i sospiri sardi, la torta con le noci.