7 settembre 2011

La degustazione del vino: l’esame visivo

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La premessa è d’obbligo

Quali sono i colori di un vino? Giallo paglierino, ambrato, rosso porpora, rosa cerasuolo. E che dire dei profumi? Quanti aromi si rincorrono quando si mette un vino al naso! “Perché un vino sa di viola?” – mi chiedevo anni fa – “Come mai in certi altri si sentono le spezie, come la vaniglia o il pepe nero?”

Dopo una breve vacanza nella quale avevo sperimentato la piacevolezza del buon bere, ero tornata con la curiosità di saperne di più, soprattutto sulle caratteristiche organolettiche del vino. Profumi, aromi, bouquet: una miriade di domande si affollavano alla mia mente.

Così se anche voi, dopo aver provato qualche buon nettare di Bacco siete rimasti incuriositi da questo mondo, perchè non provare a seguire qualche breve consiglio? Niente di difficile, per carità.

 Prendetelo come un gioco da fare in famiglia o con gli amici, cercando di capire quanto possa essere affascinante analizzare le caratteristiche organolettiche di un vino.

Primo consiglio: prendetevi del tempo. Il vino è un piacere che va assaporato goccia a goccia. Quelli che lo buttano giù come fosse acqua fresca, potrebbero bere qualunque cosa, anche del Sanitrit!

Per il vino ci vuole tempo e rispetto: guardatelo, annusatelo ed assaporatene ogni momento. Se poi vorrete cimentarvi in qualcosa di serio e di molto tecnico sarà il caso di scegliete un corso che sappia darvi una preparazione più approfondita. Io consiglio l’Ais, l’Associazione Italiana Sommelier,  ma ad onor del vero esistono altri validi gruppi, come l’Onav o la Fisar.

Per ora mi accontento di darvi qualche breve suggerimento che, spero, possa indirizzarvi sulla strada giusta.

 

Breve introduzione sull’esame visivo

Ogni vino ha colore, consistenza e limpidezza diverse. Già durante la mescita del vino è possibile osservarlo per capire se si tratta di un vino fermo o con le bollicine. A questo punto prendete il bicchiere, portatelo all’altezza degli occhi ed osservatelo in controluce valutando la luminosità e la limpidezza del vino. Per capirne il colore aiutatevi mettendolo contro una tovaglia bianca.

Ogni scuola ha una scala di colore diversa, ma senza entrare troppo nel merito sappiate che i vini bianchi possono essere giallo verdolino (giovane con buona freschezza), paglierino (ancora giovane ma abbastanza equilibrato), dorato (di solito più maturo ed evoluto, con buona morbidezza) ed ambrato (passito e liquoroso).

I rosati possono essere rosa tenue, cerasuolo e chiaretto, mentre i rossi possono essere porpora (giovane), rubino (un po’ più evoluto), granato (più maturo) e aranciato (da grande invecchiamento).

I rosati possono essere rosa tenue, cerasuolo e chiaretto, mentre i rossi possono essere porpora (giovane), rubino (un po’ più evoluto), granato (più maturo) e aranciato (da grande invecchiamento).