1 luglio 2011

Croce del Moro e i suoi vini

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Ho conosciuto l’azienda marchigiana Croce del Moro, durante una serata di AIS Milano…

Nelle Marche sono andata qualche volta per delle vacanze estive ma, ironia della sorte, ho conosciuto un produttore di vino che apprezzo proprio a Milano, durante una degustazione organizzata dall’Ais, Associazione Italiana Sommelier (leggi le info sulla delegazione milanese qui). Si tratta di Croce del Moro, azienda sita nel comune di Rosora in provincia di Ancona, a pochi chilometri da Jesi e Senigallia.

L’azienda è della famiglia Cavallaro proprietaria, tra l’altro, del rinomato Pierre, Hotel Cinque Stelle di Milano. Bruno Cavallaro, patron di entrambe le imprese, ha acquistato un podere a Rosora alla fine degli anni Sessanta, trasformandolo nell’arco di quarant’anni da residenza estiva ad azienda agricola. Gli impianti delle vigne sono stati realizzati negli anni Settanta, poi l’azienda ha cominciato con le prime produzioni di vino sfuso, per decidere, dopo aver imbottigliato per qualche stagione, di conferire le proprie uve alla cantina sociale.

Nel 2001 Croce del Moro ha ripreso a produrre vino, avvalendosi della collaborazione di due enologi, tra cui Umberto Trombelli, assistente del noto Giacomo Tachis.

I vini che ho degustato sono:

Crocetta 2008 – Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Classico Riserva – Azienda Croce del Moro, Marche *

Il Verdicchio è il vitigno principe delle Marche, il cui nome ricorda il colore verde dell’uva, copre il 60% della produzione a denominazione di origine della regione. La menzione Classico è riservata alla zona più antica di produzione, compresa tra il fiume Esino e il fiume Misa. Le uve sono selezionate dalla parte più alta della vigna, a 480 m s.l.m. e raccolte il 15 ottobre con 235 g di zucchero (che darà un titolo alcolometrico volumico di 14%). Il vino subisce la malolattica e si affina per 18 mesi (12 in vasche di cemento interrate e 6 mesi in bottiglia).
Colore paglierino con riflessi verdolini, profumi di acacia, tiglio, biancospino, camomilla, mughetto, ginestra, pesca bianca, mela renetta, ritorni di mandorla. In bocca è scorrevole con ritorni minerali, corpo burroso con appagante chiusura.

Abbinamenti:

Carpaccio di polpo, zuppa di telline, frittata di cipolle, astice in bellavista, sushi, calamari ripieni, spigola in guazzetto, spaghetti allo scoglio, insalata di porcini, cannelloni di ricotta e spinaci.

Furtarello 2005 – Rosso Piceno Doc – Azienda Croce del Moro, Marche *

70% di Montepulciano che dona dolci morbidezze e struttura, 15% di Sangiovese che dona sentori di frutta, 15% di Merlot gli permette un miglior passaggio in legno conferendogli quel piccolo tocco di internazionalità. I vitigni vengono fatti fermentare separatamente e subiscono la malolattica, poi si assemblano e vengono messi in legno per sei mesi di cui, un terzo in botte nuova, due terzi in botti già utilizzate. Si assembla e si lascia affinare per sei mesi in acciaio e sei mesi in bottiglia.
Colore rubino cupo con riflessi granati. All’esame olfattivo risulta abbastanza complesso con note floreali di peonia, rosa rossa e viola appassita che virano verso sentori di sottobosco (funghi e humus). In bocca ha ritorni di chiodi di garofano, pepe con chiusura un po’ scorbutica per lo spessore tannico sostenuto da un alcol ben dimensionato.

Abbinamenti

Pecorino semistagionato, fritto misto all’ascolana, fagiano arrosto, fusilli con ragù di castrato, timballo di maccheroni, bucatini all’amatriciana.

* Tratte da una mia recensione. Leggi la cronaca della serata qui.

17 giugno 2011

Biscotti di pasta frolla al farro con basilico aromatico

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La farina di farro è stata una bella scoperta!

Settimana scorsa sono tornata a casa con due piantine di basilico dal supermercato e mi sono inventata questi deliziosi biscottini di pasta frolla alla farina di farro. L’idea era quella di abbinarli ad un Whisky molto intenso e torbato come il Caol Ila, ma poi assaggiandoli mi sono resa conto che si prestavano meglio per la prima colazione o a un passito

La farina di farro è stata una bella scoperta! Immaginavo che il sapore fosse simile a quello della crusca e invece, a parità di fibre del frumento integrale, si avvicina enormemente al sapore della farina bianca. E’ quindi l’ideale per preparare pane e biscotti dal buon apporto proteico (ben. il 15% del peso) e dal basso contenuto calorico (335 calorie per 100 g).

Nella prima prova che ho fatto, il basilico si sentiva appena, per questo ho dato una raddrizzata alla ricetta aggiungendo qualche altra foglia per renderne più percebile l’aroma. Ah, naturalmente il mio proposito di cucinare dei biscottini adatti col Whisky non è andato alle ortiche (mmm quasi, quasi dei biscotti alle ort.. ops stavo pensando a voce alta :) ), quindi tra poco aspettatevi questa ricetta che ho già fatto testare a dei golosi gourmet!

Per ora beccatevi questa!

Il termine basilico significa “pianta reale”, dal greco basilikon. Il nome deriva dalle notevoli proprietà di questa pianta, note sin dall’antichità, che la rendevano la regina delle erbe aromatiche. Il basilico è originario dell'Asia, dove era considerato sacro. In India il culto continua ancora oggi dove si identifica la pianta del basilico con Lakshmi, dea della bellezza e dell'armonia.

RICETTA

Ingredienti

  • 250 g di farina 00 di farro
  • 10 foglie di basilico
  • 150 g di burro
  • 130 g di zucchero a velo
  • 1 rosso d’uovo
  • 1-2 cucchiai di Whisky o Marsala

Procedimento

In un mixer mettete le foglie di basilico, precedentemente lavate e asciugate, col burro che avrete fatto ammorbidire. Frullate per bene. Il basilico dovrà sminuzzarsi in modo grossolano incorporandosi perfettamente al burro. Preparate la pasta frolla aggiungendo lo zucchero a velo al burro in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il tuorlo d’uovo e la farina di farro setacciata, 1 o 2 cucchiai di Whisky (io ho usao il torbato Caol Ila) oppure il Marsala. Lavorate molto bene l’impasto. Lasciatelo riposare per 30 minuti coperto da un panno. Con un mattarello stendete la pasta e fatene dei biscottini utilizzando delle formine. Accendete il forno a 180 °C. Stendete i biscotti su della carta forno e infornate per 12-15 minuti.    

 

Abbinamenti:

Ottimi per la prima colazione.

Con questa ricetta partecipo al contest “Cucinando…dolcemente” di  Io Così come sono…Pippi