9 marzo 2013

Crema di zucca con mousse di caprino e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia

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Sono tornata!

Sono tornata con qualche ricetta nel cappello! :) Ah se vuoi approfondire il mondo della zucca, lei il mio approfondimento su Affari di Gola .

RICETTA per 4 persone

 Ingredienti

  • 1 kg di zucca
  • 350 g di caprino fresco
  • 3 cl di panna fresca
  • 2 rametti di rosmarino
  • Noce moscata q.b.
  • Olio evo
  • Sale blu di Persia e pepe nero
  • Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia

Procedimento

Tagliate la zucca in 8 parti, togliendo la pelle. Disponete i pezzi su una teglia, condendo con dell’olio e del rosmarino. Salate leggermente e cuocete in forno per 1 ora, circa, a 160 °C. Nel frattempo preparate la mousse di caprino, unendo in un contenitore i formaggio alla panna. Aggiungete un filo d’olio, sale e pepe, amalgamando per bene con l‘aiuto di una forchetta. Conservate la mousse in frigo. Quando la zucca sarà cotta, fatela raffreddare e, usando una forchetta, schiacciatela per bene, rendendola omogenea. Aggiungete la noce moscata, l’olio e regolate di sale e pepe. Con l’aiuto di una colapasta, posizionate la purea di zucca al centro del piatto e sormontate con una quenelle di mousse di caprino preparate usando due cucchiai. Guarnite con un filo di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia e del pepe nero.

 

10 novembre 2011

Risotto con robiola di Roccaverano e nocciole del Piemonte

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La robiola di Roccaverano è un formaggio piemontese…

 

Il week end scorso sono andata in Piemonte, sulle orme delle caratteristiche organolettiche dei cru del Barolo. Assieme al solito gruppo di “spostati enologici” :)  grazie anche alla competenza di Matteo, un comune amico sommelier e geologo, abbiamo degustato molte interessanti etichette in abbinamento a dei prodotti tipici locali. Domenica, in particolare, abbiamo pranzato da un produttore che ci ha presentato un ricco assortimento di formaggi locali: la robiola di Roccaverano, la toma del Monte Bianco, il Montebore, il Maccagno, la toma di pecora delle Langhe, il Raschera, il Taleggio, il testun affinato nelle vinacce del Barolo, il Castelmagno e il Blu del Moncenisio. Questo, in escalation, l’eccellente orologio gustativo che abbiamo provato! :) Tornata a casa, mi è venuto in mente che già l’anno scorso avevo preparato un risotto proprio con uno di questi formaggi, la robiola di Roccaverano, che la mia amica Sara aveva pubblicato sul suo blog.

Storicamente la caratteristica fondamentale della robiola di Roccaverano era di essere prodotta esclusivamente con latte di capra. Oggi il disciplinare prevede almeno il 50% di latte di capra ed il rimanente 50% di latte di pecora o vacca. Per info sulla robiola di Roccaverano leggete qui.

Ecco allora che propongo, anche sul mio blog, questa gustosa ricetta!

RICETTA per 4 persone

Ingredienti:

  • Riso per risotti 320 gr. Cipolla 40 gr.
  • Spumante o Champagne, q.b
  • Robiola di Roccaverano Dop, 200 gr Panna, 100 gr
  • Burro, 30 gr Brodo di carne q.b.
  • Nocciole tonde del Piemonte tostate, qualcuna
  • Parmigiano reggiano grattugiato, q.b. Olio extravergine di oliva q.b.
  • Facoltativo: Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia Dop

Procedimento

Per il risotto: Fate imbiondire la cipolla con l’olio e una noce di burro. Tostate il riso e sfumate con lo Spumante (o lo Champagne). Proseguite la cottura con il brodo di carne e, a fine cottura, mantecate col burro e il Parmigiano grattugiato.

Per la fonduta: In un pentolino scaldate la panna e scioglietevi la Robiola che avrete precedentemente tagliato a pezzi. Portate a bollore moderato. Quando il risotto sarà pronto, servitelo subito nei piatti coprendolo con la fonduta ed una manciata di nocciole che avrete tritato grossolanamente.

Variazione sul tema: come ultimo tocco consiglio l’aggiunta di una goccia di Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia. La fresca acidità di panna e robiola risultano smorzate della tendenza dolce dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia. Attenzione a non confonderlo col comune Aceto Balsamico le cui caratteristiche organolettiche sono differenti da quello Tradizionale.

Abbinamento

Sempre che utilizziate la ricetta base, senza l’aggiunta dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia, vi consiglio il vino che ho degustato durante il mio week end in Piemonte. Si tratta del Fallegro di Gianni Gagliardo, vino nato nel 1974 da vitigno Favorita, clone autoctono piemontese lontano parente del Vermentino. Qui, lontano dal mare, il clima continuentale lo rende fresco e sapido al palato, con un bouquet abbastanza complesso di piccoli fiori bianchi, lime e rosmarino. Piacevole e di medio corpo, può accompagnare molto bene un risotto come questo dove la delicatezza della Robiola viene perfettamente accompagnata dal vino, senza esserne sovrastata.