18 novembre 2014

Dal 22 al 24 novembre Torino ospita il 48° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier

L’appuntamento è nei palazzi storici della prima capitale d’Italia

palazzo-carignano

Torino – L’Ais Piemonte è lieto di ospitare dal 22 al 24 novembre, nei palazzi storici di Torino, il 48° Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier.

L’evento, strutturato su tre giorni, sarà caratterizzato da un ricco programma di degustazioni, convegni, spettacoli e momenti di incontro con i più importanti produttori piemontesi.

Sabato 22 novembre presso il Teatro Carignano, alle ore 9:00, si terrà l’Assemblea Nazionale dell’AIS (riservata ai soci), a cui farà seguito il convegno, organizzato dal Consorzio Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani, dedicato alle menzioni geografiche aggiuntive.

Sabato 22 e domenica 23 novembre, dalle 14:00 alle 20:00, sarà possibile degustare le ultime annate di Barolo, Barbaresco, Roero, Nebbiolo dell’Alto Piemonte e Nizza nelle sale storiche di Palazzo Carignano. Sempre nelle due giornate, i degustatori più esperti potranno partecipare, previa prenotazione, alle degustazioni guidate di grandi annate di Barolo&Barbaresco, Bordeaux e Borgogna a Palazzo Barolo.

Da non perdere l’appuntamento di sabato sera a Palazzo Reale, in cui vino, magia e storia si intrecceranno per dar vita al WineTOMagic Gran Galà. Uno spettacolo unico che vedrà “all’opera” due grandi protagonisti: da una parte le regali bollicine dello Champagne, dall’altra le più grandi star internazionali della magia e dell’illusionismo accompagnate da una scenografia composta da proiezioni sensazionali. Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con Masters of Magic.

Lunedì 24 novembre chiuderanno il 48° Congresso Nazionale dell’AIS il convegno organizzato da Regione Piemonte, Vignaioli Piemontesi e Piemonte Land of Perfection Anteprima Vendemmia – in cui saranno presentati i dati dell’annata vitivinicola piemontese -, e la degustazione “In Bianco”, un evento dedicato ai grandi vini bianchi europei, ideato e organizzato da ArteVinoStudio.

La partecipazione all’evento è aperta ai soci AIS, agli addetti al settore e a tutti gli appassionati, che potranno consultare il programma completo sul sito www.congressoaistorino2014.it

 

 

31 ottobre 2014

VITAE: TUTTO IL MEGLIO DEL VINO ITALIANO IN UNA ECCEZIONALE DEGUSTAZIONE A MILANO

logo

Lunedì 3 novembre, al Magna Pars Event Space di Via Tortona 15, a Milano, andrà in scena un grande evento dedicato al vino italiano che, per qualità e dimensioni, non è fuori luogo definire “la degustazione dell’anno”. Organizzato da Associazione Italiana Sommelier in occasione dell’anteprima nazionale di “VITAE – la guida vini 2015” (2000 aziende raccontate in un volume di 2160 pagine), l’evento proporrà ai visitatori gli oltre 400 migliori prodotti premiati in guida.

Piemonte e Toscana faranno la parte del leone con rispettivamente 100 e 90 grandi vini in degustazione.

Fra questi una nutrita pattuglia di attesissimi Barolo – la denominazione in assoluto più rappresentata in guida – del millesimo 2010 giudicato fra i migliori degli ultimi anni. In Toscana si conferma lo strapotere dei vitigni a bacca nera, Sangiovese in primis, con 15 Brunello di Montalcino, 9 Chianti Classico, 1 Rufina e 4 Vino Nobile di Montepulciano. Ben rappresentata anche Bolgheri, con 6 premiati, senza dimenticare oltre una quarantina di vini di elevato spessore, da singole varietà o da uvaggi, che non rivendicano le tradizionali denominazioni.

Seguono il Friuli Venezia Giulia con 43 vini premiati, la Lombardia con 31 fra cui numerosi Franciacorta e il Veneto con 27 grandi etichette. Se il Friuli Venezia Giulia si conferma terra di vini bianchi in cui la denominazione Collio è la più rappresentata seguita dai Colli Orientali, sorprende un Alto Adige (16 vini premiati) molto versatile e variegato poiché, spazia fra spumanti, vini bianchi giovani ed evoluti, vini rossi di struttura e passiti di estrema eleganza, attraverso un sapiente dosaggio di vitigni della tradizione.

Il Centro sud, dall’Umbria alla Sardegna, è rappresentato da 98 vini che raccontano un’area geografica complessivamente in grande stato di forma.

La degustazione, allestita negli spazi che un tempo furono di una fabbrica di profumi, proporrà fra gli altri i 25 vini a cui AIS ha attribuito il premio speciale Tastevin. Si tratta di prodotti che hanno fatto la storia del vino in questi ultimi anni, testimoni di una rivoluzione che fa oggi dell’Italia una delle regioni vinicole mondiali al top in termini di qualità e biodiversità. Fra questi troviamo denominazioni meno note e certamente meno rappresentate sulle carte dei vini fra cui la Malvasia di Bosa, il Moscato di Scanzo, ilTorchiato di Fregona, la Tintilia del Molise, la Biancolella di Ischia. In generale la degustazione porrà l’accento su una sempre più forte propensione all’utilizzo di vitigni del territorio, sia a bacca bianca che a bacca nera.

Fra le molte curiosità a disposizione del pubblico, citiamo alcuni bianchi di eccezionale longevità: si tratta del Trento Doc Metodo Classico Riserva 2004, presentato da 3 diverse cantine, di un Pinot Bianco dell’Alto Adige e di un Lugana del versante veronese della denominazione, questi ultimi prodotti nell’ormai lontano 2002.

I nomi dei vini e dei produttori al top saranno svelati nel corso della degustazione aperta al pubblico dalle 14 alle 22.

Lunedì 3 novembre | Magna Pars | Via Tortona 15, Milano

Ingresso soci AIS : 20 euro | Ingresso non soci : 40 euro

16 luglio 2011

Emanuele Riva, il miglior sommelier di Lombardia 2011

EmanueleRiva

L’ha spuntata il 29 giugno scorso ed è diventato il miglior sommelier di Lombardia 2011…

L’ha spuntata il 29 giugno scorso ed è diventato il miglior sommelier di Lombardia 2011. Emanuele Riva l’avevo intervistato per L’Arcante proprio pochi mesi fa, non a caso sui concorsi da sommelier. Nella lunga chiaccherata che ci eravamo fatti, una frase mi aveva colpita: “Ci sono molti numero uno, ma pochi veri campioni, soprattutto nel mondo dei concorsi“. Un ragazzo di appena 27 anni, comasco che dal 2007 gestisce il locale di famiglia “La Cava dei Sapori“, a Como. Questo, in due battute, il profilo di Emanuele.

Come si prepara ad importanti competizioni come il Miglior Sommelier d’Italia?” – gli avevo chiesto durante l’intervista. Lui mi aveva spiegato quanto fosse importante il confronto con i suoi colleghi sommelier, amici ormai, con cui condivideva la degustazione ragionata di numerosi campioni alla volta. “Da soli non si fa proprio niente” - aveva esordito, lasciando intendere quanto supporto avesse dai colleghi e, soprattutto, dalla famiglia con cui gestisce il locale.

Riesco ad individuare talvolta anche l’annata di un vino, soprattutto se fa parte di certe zone che conosco molto bene. -  aveva spiegato -  Tuttavia, più vado avanti, più mi rendo conto di quanto sia vasta la materia e, soprattutto, di quanto poco sapessi in passato“. Di certo, quello che ha saputo durante le prove che si sono svolte a giugno è bastato a Emanuele per strappare la vittoria. Ad ottobre si giocherà la partita più difficile partecipando al concorso “Miglior Sommelier d’Italia 2011” titolo attualmente detenuto da Nicola Bonera. Teniamo sin d’ora le dita incrociate per Emanuele! :)

Per approfondire leggi la mia intevista qui e quella di Franco Ziliani qui

 

4 luglio 2011

Le scuole del vino: l’Associazione Italiana Sommelier

tastevin-sommelier

Esistono numerosi corsi di avvicinamento al vino, ma …

Esistono numerosi corsi di avvicinamento al vino in tutta Italia, ma sono due le scuole che, a mio parere, meritano un’attenzione in più: l’Associazione Italiana Sommelier (AIS) e l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino (ONAV). Quando ho preso la decisione di frequentare un corso “serio” sul mondo del vino, sono state queste le due scuole che, più di altre, mi hanno convito. La mia scelta personale è caduta alla fine sull’AIS per la durata dei corsi, per l’approfondimento sulla tecnica dell’abbinamento cibo-vino, nonché per il suo riconoscimento nazionale e internazionale.

Nonostante la mia decisione, mi sembra corretto parlarvi di entrambe le scuole, poi a voi la scelta… In questo primo post, l’AIS.

L’associazione Italiana Sommelier:

L’AIS, Associazione Italiana Sommelier, è attiva da 45 anni su tutto il territorio nazionale proponendo, dagli anni Ottanta, corsi di formazione professionale per addetti del settore ed appassionati. Ad oggi è la realtà numericamente più importante tra le associazioni che si occupano di cultura del vino con 31.000 iscritti al suo attivo ed oltre 150 sedi in tutta Italia. Il percorso formativo per diventare sommelier è fatto di tre corsi, da quindici lezioni per livello, nei quali vengono trattate, tra l’altro, le tecniche della degustazione, l’enogastronomia, l’enologia nazionale e quella straniera. Un percorso formativo completo che permette, quindi, non solo di degustare consapevolmente un calice di vino, ma di conoscere tutti i segreti per il giusto abbinamento, dall’antipasto al dolce.

Info in breve:

  • 1° Livello: tecnica della degustazione, enologia, funzioni del sommelier, legislazione nazionale, spumanti, passiti, birra, distillati.
  • 2° Livello: enografia nazionale ed internazionale.
  • 3° Livello: tecnica dell’abbinamento cibo-vino.

Durante ogni lezione vengono degustati tre vini accompagnati, nel terzo livello, da piatti in abbinamento. Per informazioni: Sede AIS Lombardia via Panfilo Castaldi n. 4 – 200124 – MILANO. Tel. 0229010107 – www.aislombardia.i   AIS Nazionale: www.sommelier.it

19 maggio 2011

A spasso nella leggendaria Cote d’Or

A spasso nella leggendaria Cote d’Or

L’anno scorso sono stata in Borgogna, a sud della Cote d’Or, in un terra straordinariamente vocata per i bianchi.

L’anno scorso sono stata in Borgogna, a sud della Cote d’Or, in un terra straordinariamente vocata per i bianchi. Il vero Roi Blanc, è lo Chardonnay, un vitigno nato dall’incrocio tra Pinot Noir e Gouais Blanc, portato in Francia, con ogni probabilità, dai cavalieri durante le Crociate. Molto minerale lo Chardonnay di Chablis, più opulento e speziato quello della Cote d’Or anche a causa dell’utilizzo, in questa zona, della barrique da 228 litri.

Andando verso Beaune si incontra subito la famosa montagna di Corton divisa dai comuni di Aloxe, Pernand-Vergelesses e Ladoix. Secondo la tradizione si deve a Carlomagno la scelta di impiantare più Chardonnay che Pinot Nero su questa montagna. La motivazione? L’imperatore, diventato anziano, non voleva più sporcare la sua lunga barba bianca col rosso del Pinot Noir. Noblesse oblige, vien da dire! Da qui il nome di uno tra i più famosi Grand Cru al mondo, il celeberrimo Corton-Charlemagne a base di Chardonnay.

 Sulla montagna si trova un altro Grand Cru, il Corton da uve bianche e rosse da Pinot Noir. Entrambi i vitigni hanno bisogno di un’esposizione diversa per dare il meglio. Se infatti il Pinot Noir “Face the sun”, ossia guarda il sole con esposizione tutta ad est, lo Chardonnay “Follow the sun”, segue il sole con esposizione sud-est.

 Proseguendo verso Beaune si incontrato altre denominazioni come le Savigny-lès-Beaune e le Pernard-Vergelesses dove si producono dei Premier Cru molto interessanti. Un’altra denominazione minore ma degna di nota è Saint Aubin dove di producono solo bianchi, con terreno marnoso ed esposizione sud est. A Meursault si producono vini dalla classica nota burrosa, mentre spingendosi verso Montrachet entriamo in un’altra celeberrima zona per i Grand Cru. Anche in questo caso le leggende si intrecciano con la figura di Carlomagno. Secondo la tradizione, infatti, fu lui a far impiantare delle vigne su Montrachet, il “monte calvo”, chiamato così perchè unico nella zona ad essere privo di alberi sulla cima.

Ma come scelse il luogo più adatto? Carlomagno alzò il naso al cielo, guardò la montagna innevata ed indicò il luogo esatto in cui le nevi si erano già sciolte: il pendio con la migliore esposizione solare. Il vigneto di Montrachet che produce uno dei vini più noti al mondo si trova a metà tra due piccoli villaggi: Puligny e Chassagne che hanno aggiunto al proprio nome questa denominazione. In questi comuni si producono altri Grands Crus: a Puligny c’è le Batard-Montrachet, Bienvenues Montrachet e Chevalier Montrachet, a Chassagne Criots-Batrd- Montrachet e metà del Batard Montrachet.

Pochi giorni fa ho partecipato ad una serata sui vini della Cote d’Or promossa dell’Associazione Italiana Sommelier di Monza e Brianza, presso il ristorante Il Chiodo di Usmate. Abbiamo degustato dei vini di raro pregio, meravigliosi per la complessità degli aromi e la sontuosità del palato. Vi lascio la degustazione tenuta da un grande relatore Ais, Guido Invernizzi.

Saint-Aubin Premier Cru – Le Charmois – Bruno Colin – 2008: giallo paglierino. Aroma di frutta gialla matura (pesca, banana), spezie dolci, pepe bianco e burro. Fresco in bocca e note erbacee un po’ verdi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Morey-Saint –Denis “En la Rue de Vergy” – Bruno Clair – 2007: giallo paglierino brillante. Emerge fortissima la caramella mou al naso, la pesca disidratata, la frutta secca, il torrone e note di torrefazione. Elegantissimo. In bocca fresco, sapido e persistente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Puligny – Montrachet Premier Cru – Les Chaps Canet – Louis Carrillon & Fils – 2007: giallo paglierino lucente. Profumi di yogurt alla banana, pepe bianco, ritorni di ginestra, nota floreale e fieno bagnato. In bocca stenta a riconoscersi, certamente fresco ma meno intenso che al naso.

 

 

 

 

 

 

 

 

Meursault – Blagny– Pascale Matrot – 2004: paglierino tendente al dorato carico. Opulento, ricco al naso. Burro fuso, spezie dolci, aromi eterei, sbuffi di terra bagnata e fungo. Al palato fresco, splendidamente sapido. Molto persistente.

 

 

 

 

 

 

 

 

Corton Charlemagne – Grand Cru – Bonneau du Martray – 1997: colore giallo dorato, splendido. Complesso. Il fiore del sambuco e la scorza del mandarino candito si intervallano meravigliosamente ad eleganti profumi terziari. Minerale. In bocca è fine, sapido e fresco. Al palato ritornano il pepe bianco e l’ardesia. Molto persistente.