27 luglio 2011

Il pesto di pistacchi

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Una ricetta di Simone Rugiati da Cuochi e Fiamme…

Questa ricetta l’ho presa dalla trasmissione di La7  ”Cuochi e Fiamme” alla cui conduzione c’è Simone Rugiati. Durante una puntata aveva spiegato la sua versione del pesto classico, molto più leggera e profumata… Infatti non si utilizzano l’aglio e i pinoli, sostituiti dai pistacchi non tostati. Ho provato, ma visto che non avevo abbastanza basilico ho aggiunto anche della menta che ha conferito al pesto una freschezza molto gradevole.

Per fare il vero pesto occorrerebbe munirsi di un mortaio di marmo, un pestello di legno e taaaaanta pazienza. I cultori di questo condimento, infatti, sono contro sbrigative profanazioni che rovinerebbero questa ricetta molto antica. Al bando, quindi, il mixer che scaldando il basilico non farebbe altro che scurirlo, facendone perdere parte dell’aroma. Fatta questa dovuta premessa, confesso di aver usato il mixer e di non avere in casa un mortaio! :( Un giorno, forse, mi cimenterò con questa antica pratica, oggi il tempo che ho a disposizione è talmente risicato per mettere assieme la cena, che mi accontento di una versione sui generis, anche se un trucchetto che ho trovato in rete ha ovviato al surriscaldamento dato dal mixer. Basta infatti far raffreddare il bicchiere e gli ingredienti nel frigo, senza in seguito frullarli ad una velocità elevata. A me è sembrato un ottimo compromesso tra tradizione e innovazione, strizzando l’occhio alla qualità del pesto.  

A voi la mia versione! :)

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 1 mazzetto di basilico (30 foglie circa) 
  • 10 foglie di menta
  • 2 cucchiai di parmigiano stagionato
  • 120 g di pistacchi non tostati
  • 2 dl di olio extravergine d’oliva
  • sale q.b.

Procedimento

Pulite le foglie di basilico e di menta sotto l’acqua, avendo cura di asciugarle molto bene con uno straccio da cucina. Sbollentate i pistacchi, togliete le pellicine e fateli raffreddare. Nel mixer mettete gli ingredienti e iniziate a frullate a velocità bassa, aggiungendo l’olio a filo. Bisogna ottenere una salsa omogenea. Io ci ho condito degli gnocchetti fantasia, che ho fatto saltare in padella col pesto e un goccio di acqua di cottura. Un’ottima preparazione! :)

Ah, il pesto avanzato potrà essere conservato anche per una ventina di giorni in frigo aggiungendo dell’olio d’oliva che ne impedisca l’ossidazione.  

Abbinamento

Quando si parla di pesto, soprattutto alla genovese, si pensa subito al Pigato prodotto nella riviera ligure di Ponente. E’ l’ideale, infatti, con i piatti della regione, come le trofie al pesto o i pansotti al sugo di noci. E’ un vino che di norma è giallo paglierino con profumi di fiori e frutti gialli, erbe aromatiche, dal sapore fresco e sapido. Di buona persistenza. Oltre a questo, avendo sostituito i pinoli con i pistacchi, si potrebbe pensare anche a un Inzolia, vino autoctono siciliano, oggi in decisa riscoperta, dal colore paglierino, profumi floreali e fruttati che spesso si trova in assembleggio con altri vitigni, come il Sauvignon, il Grecanico ed altri. 

 

Con questa ricetta partecipo al contest di  Dolcipensieri’s Weblog

21 luglio 2011

Biscotti di pasta frolla con cioccolato extra fondente e basilico (Il cioccolato ha stregato il basilico!)

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Biscotti per accompagnare un buon Whisky… ce l’avrò fatta?

Dunque, dunque… i vari esperimenti hanno dato risultati interessanti, ma non totalmente soddisfacenti. Quali? Ma come, vi avevo detto oppure no che stavo cercando di creare dei biscottini che potessero accompagnarsi al Whisky? Ebbene, non credo di esservi riuscita totalmente, fatto sta che la sperimentazione ha portato, a casa mia, chili e chili di biscotti, tutti più o meno buoni, che hanno allietato parenti e amici. Alla fine credo che quelli nella foto possano dirsi quelli più interessanti, perchè non solo hanno un’alta percentuale di cioccolato fondente, ma perchè ho messo un aromatico basilico che l’ha arricchito di profumi erbacei.

Ad onor del vero, e questo ci tengo a sottolinearlo, il biscotto così com’è con un Caol Ila di 18 anni (vedi foto), si perde totalmente nella torbatura. Ergo, se volete berlo consiglio di fare come ho fatto io, mangiando il pezzetto di una tavolezza di cioccolato fondente extra 70%, un  biscotto e del Whisky. Al contrario con il Glenmorangie Single Malt Scotch Nectar d’Oro, il biscotto da solo si sposava molto bene, anzi, vi dirò che se ci fossero state delle arance candite (preferibilmente fatte al momento e non comprate), sarebbe stato un bel matrimonio d’amore. 

Al di là di tutto, i biscotti, così come sono hanno un profumo a metà tra l’aromatico del basilico e l’intenso del cioccolato… da mangiarsi anche a merenda con un buon cappuccino. A voi la scelta! :) Leggi la dieta del cioccolato qui.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 250 g di farina 00 farro
  • 10 foglie di basilico
  • 100 g di cioccolato fondente 70%
  • 150 g di burro
  • 130 g di zucchero a velo
  • 1 rosso d’uovo
  • 1-2 cucchiai di Whisky

Procedimento

In un mixer mettete le foglie di basilico, precedentemente lavate e asciugate, col burro che avrete fatto ammorbidire. Frullate per bene. Il basilico dovrà sminuzzarsi in modo grossolano incorporandosi perfettamente al burro. Tagliate grossolanamente il cioccolato fondente, lasciando qualche grossa pepita :) … Preparate la pasta frolla aggiungendo lo zucchero a velo al burro in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il tuorlo d’uovo e la farinadi farro setacciata, 1 o 2 cucchiai di Whisky (io ho usao il torbato Caol Ila) e il cioccolato. Lavorate molto bene l’impasto. Lasciatelo riposare per 30 minuti coperto da un panno. Con un mattarello stendete la pasta e fatene dei biscottini utilizzando delle formine. Accendete il forno a 180 °C. Stendete i biscotti su della carta forno e infornate per 12-15 minuti.  

Abbinamento

Per una merenda energetica. Per chi li volesse mangiare con un Whisky torbato consiglio di degustarli con un pezzetto di cioccolato extra fondente 70%, come ho spiegato in alto. Con un Whisky non torbato con profumi di agrumi canditi e miele, tipo  Glenmorangie Single Malt Scotch Nectar d’Oro (non a caso affinato nelle botti in cui prima c’era il Sauternes), potrebbero andare bene.   Provate e mi saprete dire! :)

Partecipo come fuori concorso al contest “Il cioccolato…stregato“.

18 luglio 2011

Finocchio alla collegiale, con trito di erbette aromatiche

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“Sorella, porta in casa”…

 

Sorella, porta in casa“. Questa era la frase ricorrente che mia mamma sentiva da bambina, quando la suora di stanza nella mensa del Collegio delle Stelline, orfanotrofio nel cuore di Milano, si accorgeva che era avanzato qualcosa dal refettorio. Inutile dire che le suorine  arrivavano magre ed andavano via grasse, mentre le piccole orfanelle del collegio continuavano a rimanere esili, esili, col volto diafano… Mia madre ci rimase circa 8 anni, al collegio delle stelline.

Le storie che mi racconta, e che conosco a memoria, non sono di tristi bambini alla Dickens, ma di piccole, grandi avventure alla Tom Sawyer fatte di canzoncine infantili suonate di nascosto sull’imponente organo della chiesa, di fughe a perdifiato e di libri proibiti letti sotto le coperte.  Il giardino interno del collegio era per loro un enorme luogo di misteri in cui era proibito andare, pena le urla delle suore del collegio.  Oggi quegli alberi secolari di cui mi racconta mia madre, sono ammirabili, pare, in maniera altrettanto clandestina  (leggi qui).

Si tratta di quello stesso giardino, un tempo orto botanico, che Ludovico il Moro regalò a Leonardo da Vinci nel periodo in cui stava dipingendo la celeberrima Ultima Cena, nella vicina chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Ispirata dai racconti di mia madre, dalle stelline e dallo scomparso orto botanico mi sono inventata questo contorno con trito di erbe aromatiche. Mamma, è per te! :)

RICETTA

Ingredienti:

  • 4 finocchi
  • Olio extravergine di Oliva
  • pangrattato
  • sale q.b.
  • basilico, timo, salvia

Procedimento

Pulire, lavare i finocchi e tagliarli. Farli scottare in acqua salata per 7 minuti o passarli al microonde per 3 minuti (poi salarli). Preparare un trito finissimo di erbe aromatiche, avendo cura di mescolarle molto bene al pangrattato. Deve risultare omogeneo, questo è il segreto fondamentale perchè i vari sapori si armonizzino tra loro. Passate i finocchi nel composto, aggiungete un filo d’olio ed infornate nella parte alta del forno preriscaldato a 180° C, per 10 minuti. A me piacciono abbrustoliti e croccanti, quindi li faccio andare anche al grill ! :) Gnam, gnam… Si possono servire caldi, come contorno, o freddi da aggiungersi in un’insalatona mista estiva.     

 Occhio al vino

Il finocchio, soprattutto i suoi rametti e semi, alterano il sapore del vino. Nel Settecento questa proprietà era conosciuta dagli osti truffaldini che si servivano del finocchio crudo (o di salumi aromatizzati con il finocchietto), per camuffare il cattivo sapore del vino. Per questo dice “infinocchiare qualcuno“. Leggi l’etimo della parola.