14 ottobre 2011

Pesce spada aromatizzato con citronette all’arancia, trito di pomodorini secchi e capperi di Pantelleria

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Gustoso!

 

Un piatto facilissimo, velocissimo e gustosissimo. Si tratta di un pesce spada lasciato aromatizzare in una citronette all’arancia, che poi ho cotto in padella con dei pomodorini secchi e dei capperi di Pantelleria, che riequilibrato in bocca il sapore, con una gradevole sapidità e persistenza gustativa.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti per la citronette all’arancia

  • 3 cucchiai di Olio Extravergine d’Oliva
  • miele
  • succo di 1 arancia
  • succo di 1 limone
  • sale q.b.
  • pepe nero in grani

Ingredienti per il pesce spada

  •  4 fette di pesce spada spesse circa 1 centimetro
  • ½ spicchio d’aglio
  • 30 g di capperi di Pantelleria
  • 80 g di pomodorini secchi sottolio
  • Olio Extravergine d’Oliva
  • Sale e pepe q.b.

Procedimento

Citronette all’arancia: stemperate il miele nel succo d’arancia e di limone, aggiungendo, a filo, l’Olio. Sbattete molto bene con una frusta. Finite con sale e pepe in grani.

Pesce spada: lasciate marinare il pesce spada nella citronette per una ventina di minuti, avendo cura di girare le fette. In una padella mettete l’olio, il mezzo spicchio d’aglio ed adagiatevi le fette di pesce spada. Fate cuocere a fuoco vivo per 2 minuti per parte. Sfumate con la rimanente marinatura ed aggiungete i capperi e i pomodorini secchi, leggermente tritati. Cuocete per altri 7-8 minuti finchè la marinatura si sarà asciugata. Servite ben caldo.

Abbinamento

Un piatto del genere vuole sicuramente un Riesling, magari dell’Alto Adige per la piacevole morbidezza. Noi abbiamo abbinato il Riesling Steger Graf Von Meran dal giallo verdolino luminoso, con note vegetali e fruttate di grande eleganza, come l’erba falciata, il pompelmo e l’ananas. Di corpo e struttura con lungo finale sapido e ottima morbidezza. Un vino interessante.

30 agosto 2011

Rana pescatrice con capperi, pinoli e uvetta passa nel passito… Sicilia chiama gola!

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Ottimo piatto siciliano!

Come ho già avuto modo di dirvi, quest’anno sono stata a Lampedusa, scoprendo non solo un’isola meravigliosa, dal mare turchese pennellato dal blu cobalto e dall’azzurro tenue, ma anche una cucina di pesce che mi ha conquistata! :) Avevamo preso un appartamentino molto grazioso a Cala Creta, una delle zone più belle dell’isola, dove la trasparenza dell’acqua permette di guardare i pesci sin dal picco della scogliera e dove i gabbiani reali nidificano sin dal mese di maggio.

Tra una cenetta e l’altra, mi è capitato di assaggiare del pescespada (o era il povero ed aggressivo Mako, piccolo squalo pescato ogni giorno dai lampedusani? pare che a Palermo, voce di popolo, lo vendano abitualmente come pescespada…), cucinato in questo delizioso sughetto fatto con capperi, pinoli ed uvetta passa. Io ho scelto la rana pescatrice, anche detta coda di rospo (leggi qui per approfondire :) ), per la carne soda e compatta rispetto agli altri pesci ed il gusto tendenzialmente delicato. Provate, è una bontà! :)

RICETTA per 2 persone

Ingredienti

  • due filetti di coda di rospo
  • 80 g di pinoli
  • 40 g di uvetta passa
  • 10 pomodori perino
  • 1 cucchiaino di capperi di Pantelleria
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di passito di Pantelleria
  • sale e pepe bianco q.b.
  • Olio extravergine d’oliva

Procedimento

In una padella fate soffriggere l’olio con capperi ed aglio. Nel frattempo fate riprendere l’uvetta passa nel passito di Pantelleria per 5 minuti. Aggiungete nella padella i due filetti di pescatrice, i pinoli tagliati in due (così il si sente meglio il profumo), l’uvetta passa scolata dal passito, sale, pepe, sfumato col vino bianco. Cuocere per 10 minuti circa. Aggiungere i pomodori a pezzetti e cuocere per altri 7-8 minuti. Servite subito e… buon appetito.

Abbinamento:

Vi consiglio un vino che ho provato in vacanza, il Leone del produttore palermitano Tasca d’Almerita. Un vino da uve Cataratto, Sauvignon e Chardonnay dal colore giallo paglierino, con sentori di frutti e fiori gialli, corposo e leggerissimo retrogusto di mandorle. Un vino dal buon rapporto qualità prezzo (circa 8 euro), dalla buona struttura e discreta persistenza. Per me un buon abbinamento con questo piatto.  

22 giugno 2011

Primo classificato al concorso Perle di Gusto 2011: Involtini di Tonno e Mozzarella di bufala campana Dop al profumo di Sicilia

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Quando la Campania sposa la Sicilia non può che essere un gustoso matrimonio d’amore.

Qualche giorno fa il mio amore, Fabio Orlandi, ha ricevuto l’inaspettata notizia d’aver vinto il primo premio della IV edizione del concorso”Perle di Gusto“, ideato dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi (ONAF). L’obiettivo era quello di proporre delle ricette fantasiose, dalla facile realizzazione, che reinterpretassero il gustoso sapore della mozzarella di Bufala. 

Riflettendo in coppia davanti ai fornelli (mumble, mumble…), ci siamo inventati questa ricetta che sposa la Campania alla Sicilia in un profumatissimo matrimonio d’amore. Eh già, perchè tra gli ingredienti base, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana Dop, ci sono il tonno, i capperi di Pantelleria e i pistacchi di Bronte. Come si sarà capito, salgo anch’io sul carro del vincitore :)   (sport italico più famoso del calcio), e  mi prendo parte del merito di questa vittoria…

A parte gli scherzi, posso dire in tutta onestà d’aver partecipato anch’io al concorso con altre ricette ( Frittelline di zucchine alla menta con cuore di Bufala e Risotto alle fragole e Mozzarella di Bufala con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia Dop), ma evidentemente non hanno convinto :( .

La cosa strepitosa di questa inaspettata vittoria, decisa da un’autorevole commissione di esperti del settore, assaggiatori, ristoratori e giornalisti, è stato il premio: una treccia di Bufala di oltre tre chili ! Quando Fabio l’ha portata a casa era in una confezione enorme, tipo cassa del tesoro, dal peso di 8-10 chili!

Divina! Al primo assaggio abbiamo capito che “questa” è la vera mozzarella di bufala, non quelle che, purtroppo, talvolta arrivano al nord, prive di nerbo e dal gusto inesistente (non tutte per fortuna)!

Questa mozzarella del caseificio Barlotti “La Bufalara” (guarda qui) era intensa al naso, con profumi tipici del latte di bufala, elastica in bocca, giustamente consistente nella parte interna della treccia filata. Un gusto meraviglioso!

Ecco quindi che con questa treccia abbiamo rifatto la ricetta degli involtini di tonno che hanno assunto un sapore molto più sfizioso e intenso.

RICETTA (per 4 persone)

Ingredienti

  • 8 fette di tonno fresco da 8o g l’una
  • 1 scatola di tonno da 100 g
  • 1/2 panino raffermo
  • 1 mozzarella di Bufala Campana Dop da 250 g
  • 80 g di pistacchi di Bronte
  • 1 cucchiaio di capperi di Pantelleria
  • 1 uovo sodo
  • 1 uovo fresco
  • 4 cucchiai di Olio Extravergine d’Oliva
  • 2 dl di latte
  • 1 cipolla
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale e pepe q.b
  • stecchni di legno, 2 per involtino

Preparazione

Lasciate ammollare nel latte il panino raffermo, tagliato grossolanamente. Strizzatelo, aggiungete la dadolata di mozzarella di Bufala, il tonno in scatola macinato, i capperi di Pantelleria, l’uovo fresco e l’uovo sodo sminuzzato. Correggete il sapore con sale e pepe. Bollite i pistacchi di Bronte, avendo cura di togliere le pellicine, macineteli e aggiungeteli al composto. Stendete le fette  di tonno su un tagliere, battetele, infine spalmate il ripieno precedentemente ottenuto, avendo cura di fissare le estremità con degli stecchini di legno. Se avanzasse del ripieno tenetelo da parte. Tagliate la cipolla, fatela imbiondire in una pentola con dell’olio d’oliva extravergine. Aggiungete gli involtini. Dopo la prima rosolatura, bagnate col vino e fate sfumare. Abbassate la fiamma e cuocete per 20 minuti (10 per parte dell’involtino) a fuoco lento. Nel caso vi fosse avanzato del ripieno, aggiungetelo 10 minuti prima di servire. Diventerà un gustoso intingolo. Buon appetito! 

Abbinamento:

Se si volesse rimanere in regione, si potrebbe abbinare una buona Falanghina del Sannio.  Noi ci abbiamo abbinato un ottimo Riesling alsaziano 2008 di Louis Sipp produttore di Ribeauville, grazioso paesino non troppo lontano da Colmar. Il vino si presentava con un bel colore giallo paglierino, profumi di agrumi (pompelmo giallo e lime), erbe aromatiche e discreta mineralità, che diventerà più percepibile con il tempo. Al sorso sapido e fresco, con buona persistenza. Louis Sipp si contraddistingue, a mio vedere, per un’ottimo rapporto qualità prezzo. La bottiglia è stata acquistata in azienda a circa 11 euro.