6 novembre 2014

Tazzelenghe Conte Attimis Maniago 2007

Un taglia lingua eccellente!

Il Conte Attimis Maniago è tra i più noti produttori della zona del Collio, zona che avevo visitato anni fa durante un viaggio di piacere. Il Tazzelenghe è un vitigno autoctono che non lascia incertezze a interpretazioni etimologiche, soprattutto per chi conosce il dialetto friulano. Significa letteralmente “taglia lingua”, a causa dei suoi tannini robusti e allappanti. In realtà il vino in questione aveva dei tannini molto più levigati di altri, forse ingentiliti da un lungo passaggio in legno.

 Il vino è un bel rubino limpido. All’inizio si percepisce un aroma di stallatico che ricorda quasi un Pinot Noir, dalla classica nota di “merde du poule”, che poco dopo lascia spazio ad un profumo metallico. Ossigeno un po’ il vino nel bicchiere, è evidentemente chiuso. A questo punto si alza un bouquet di rose e un netto profumo di noce moscata (sono sicura, ho controllato mettendo al naso quella vera). Il vino è una vera scoperta, in un susseguirsi di evoluzioni che lo portano dalla noce moscata, alla macchia mediterranea, sino al pepe nero. La noce moscata, però, torna sempre, come tratto distintivo del bouquet di questo potente tazzelenghe. Ne metto un goccio in bocca (finalmente): caldo, morbido, pieno, con grande freschezza e media tannicità. Retrogusto delicatamente amaricante di liquirizia.

Abbinamenti:

Secondi strutturati.  
3 agosto 2011

Risotto mare e monti con crema di scampi e funghi porcini

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Ecco un primo piatto che accontenta tutti…

Visto che ognuno di noi preferisce, per propria natura, il mare o la montagna, ho pensato ad un piatto che accontenti entrambe le scuole di pensiero… Almeno se avrete obbligato quella “santa donna di vostra moglie” a seguirvi sul K2 oppure quel “martire del vostro fidanzato” ad aspettarvi, per ore, sulla spiaggia mentre voi fate immersioni (questa è un pò autobiografica? noooo… :) ), potrete sempre direAmore, questo piatto fa proprio per te che ami la montagna (oppure il mare)!”. Cosa volere di più? Vacanze separate? Noooooo:)   

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • Riso Arborio, un pugno per persona
  • 1 scalogno
  • Olio extravergine d’oliva
  • 10-12 scampi
  • 50 g di funghi porcini
  • panna da cucina, 100 ml
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • brodo di verdure
  • prezzemolo tritato
  • 2 spicchi d’aglio
  • rum q.b.
  • sale rosa dell’Himalaya (che accontenta gli amanti della montagna…)

Procedimento

Tagliate lo scalogno, fatelo rosolare con dell’olio in una pentola fino a farlo dorare. Buttate il riso tostandolo per 1 minuto e sfumate con il vino bianco. Fate cuocere per 20 minuti. Nel frattempo sgusciate gli scampi, metteteli in una padella con dell’olio e uno spicchio d’aglio a cui è stata tolto il germoglio interno. Fateli rosolare per un minuto e bagnate con un goccio di rum. Prima di farlo sfumare completamente abbiate cura di spegnere la fiamma lasciando il fondo di cottura. Lasciate riposare per una decina di minuti, togliete l’aglio, quindi frullate gli scampi aggiungendo la panna, un cucchiaino di prezzemolo e il sale rosa dell’Himalaya.  Ora preparate i funghi, che avrete fatto ammollare per una ventina di minuti in acqua tiepida. Metteteli in una padella, dopo averli scolati dall’acqua ed asciugati, aggiungendo un filo d’olio e l’ aglio senza l’anima verde. Fateli rosolare per 5 minuti poi sfumate col vino e proseguite la cottura per altri 5 minuti salando appena. Quando il riso risulterà al dente, toglietene metà e finite la cottura facendolo saltare in padella con i funghi, aggiungendo del brodo in caso di necessità. Finite la cottura dell’altra metà di riso nella pentola, mantecandolo con la crema di scampi. Assemblate ora il piatto in questo ordine: sul fondo mettete il risotto di scampi creando un cerchio, finendolo con il risotto ai funghi trifolati e spolverata di prezzemolo. Decorate con i gusci degli scampi.  

Abbinamento:

Ci vedrei bene un buon Sauvignon prodotto nel Collio, in Friuli, dai raffinati aromi di mela verde, pompelmo rosa, menta, erbe aromatiche e lunghi soffi minerali che accarezzano il palato, supportati da una buona feschezza citrina.

Con questa ricetta partecipo al contest “Tanto fumo e tanto arrosto“.