24 giugno 2015

Cheese for young people & kids per scoprire insieme i segreti del latte

Alle sorgenti del latte, ma anche alle nostre, per nutrire il pianeta a partire dalle nuove generazioni: Cheese 2015, a Bra dal 18 al 21 settembre, punta tutto su bambini e giovani, con un ventaglio di laboratori, corsi e giochi pensati sia per i più piccoli, che siano accompagnati dai genitori o dai professori, sia per i più grandicelli. Il filo rosso che anima le proposte di Slow Food Educazione è l’attenzione per la filiera, da conoscere e toccare con mano in tutti i suoi aspetti, sempre in dialogo diretto con i protagonisti della produzione e con gli esperti del settore.
Ecco qui un piccolo assaggio, mentre il programma completo e la possibilità di prenotare gli appuntamenti è su www.slowfood.it

Per le scuole
I giovani alunni, accompagnati dagli insegnanti, imparano attraverso il laboratorio I mestieri del latte a conoscere tutte le figure che stanno dietro la produzione della maggior parte dei prodotti lattiero-caseari.
Inoltre, le classi vincitrici del bando Spunti e spuntini: alle origini del cibo, nell’ambito delle attività del progetto Diderot finanziato dalla Fondazione CRT, sono ospiti dei laboratori di venerdì 18 presso lo Stand Slow Food Educazione.

Per le famiglie
Ai bambini accompagnati dai genitori, invece, è riservato un doppio appuntamento: I maestri trasformatori del latte raccontano la magia che porta il latte dalla forma liquida a quella di formaggio, mozzarella, yogurt o gelato; l’appuntamento con Il latte quotidiano mette alla prova anche gli accompagnatori in un doppio percorso sul latte, per capire quanto sappiamo e quanto crediamo di sapere. L’incontro si conclude con un divertente quiz che vede sfidarsi adulti e bambini sotto la guida di esperti nutrizionisti.

Un Master of Food per over 18 ma under 30
I ragazzi più grandi invece, tra i 18 e i 30 anni, possono cimentarsi nel Master of Food Formaggi e birre in tutti i sensi: ispirato ai laboratori di educazione sensoriale, questo appuntamento invita a impiegare tutti i sensi per conoscere e riconoscere i formaggi, indovinando le loro caratteristiche essenziali come provenienza, stagionatura e affinamento, e individuando la migliore birra a cui abbinarli.

7 luglio 2011

Gratin di patate all’alsaziana con formaggio Ribeaupierre

Gratin di patate all’alsaziana con formaggio Ribeaupierre

Proseguendo il mio studio sulla cultura e le usanze alsaziane …

Proseguendo il mio studio sulla cultura e le usanze alsaziane (leggi la prima scusa per mang.., ;) ops il primo post qui), eccovi un gratin alla francese con un formaggio tipico dell’Alto Reno, il Ribeaupierre. Si tratta di un formaggio a crosta lavata, meno noto del Munster, che nasce nel borgo di Ribeauvillé, paesino che si trova proprio nel cuore della strada dei Vini d’Alsazia vantando ben tre Grand Cru: il Geisberg, il Kirchberg e l’Osterberg.

Il nome del formaggio e del borgo nascono dalla potente famiglia Ribeaupierre, rimasta al potere sino alla Rivoluzione francese, che non solo edificò i tre bei castelli che si stagliano sulle colline circostanti, ma che fondò la confraternita dei pifferai e menestrelli. Girando per questo piccolo borgo, non a caso, sono numerose le statua che richiamano a questa antica arte ormai quasi scomparsa che viene ricordata la prima domenica di settembre durante la Festa dei Menestrelli proprio davanti al settecentesco Hotel de Ville.

Durante il mio tour enogastronomico in Alsazia non potevo proprio mancare di portarmi a casa questo formaggio a crosta lavata che ho apprezzato moltissimo, nonostante l’aroma forte, incisivo, di verdurine cotte (simil cavolfiore) e un palato di burro e ritorni erbacei. Insomma un formaggio tosto!!!:)) I miei amati cognati-amici (che studiano con noi a tavola la cultura alsaziana… :) ) l’hanno adorato sia nella versione Gratin di patate che da solo!

 

 

 

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 15 patate di media grandezza
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 g di burro
  • 5 dl di panna fresca
  • noce moscata
  • sale e pepe q.b.
  • Ribeaupierre q.b.

Procedimento:

Pelate le patate e fatele bollire, oppure passatele al microonde per 6-7 minuti. Fatele raffreddare e tagliatele a dadolata. Spellate l’aglio, tagliatelo a metà avendo cura di passarlo sul fondo di tutta la pirofila. Imbullate ora la pirofila e cominciate a mettere le patate, salando e pependo, separando ogni strato con del Ribeaupierre tagliato a  dadini. Completate l’ultimo strato e versate sopra la panna. Termina con dei fiocchetti di burro e inforna 180° C per 45 minuti. Gli ultimi 8 minuti utilizza il grill nella parte alta del forno per creare il gratin. Lascialo riposare per 5 minuti nel forno caldo prima di servire. Bon appetit

Abbinamento:

  • Noi ci abbiamo bevuto un AOC Alsace Pinot Gris di Timbach

 

  

16 giugno 2011

Stinco di maiale all’alsaziana con fonduta di Munster. Messieurs dammes le Jambonneau braisé!

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La particolarità è…

Recentemente sono stata in Alsazia, sulla Strada dei Vini dell’Alto Reno, tra allegre degustazioni e piatti pantagruelici della cucina locale. Complice il tempo ballerino e una stagione a metà tra quella primaverile e autunnale, mi sono ”immolata” come assaggiatrice ufficiale dei ricchi piatti alsaziani, dalla tarte flambée alla choucroute, passando per il nobile foie gras. La scusa che accampavo col mio compagno, che mi vedeva ordinare l’iradiddio di pietanze strong, era che “DOVEVO” documentarmi sui sapori e le origini della cucina locale per scriverne una volta tornati in Italia…perchè questo è un duro lavoro ma qualcuno deve… 

Tornata a casa ho voluto riproporre ai miei amici-cognati una ricetta rubata alle abili mani di un ristoratore… visto il problema con il dialetto alsaziano, un misto di francese e tedesco, qualcosa nella traduzione può essere andato perso, ma nel complesso credo che sia abbastanza simile a quella mangiata in una Winstub di Colmar

Se siete di passaggio per questa graziosa cittadina, proprio al centro della Strada dei Vini, andate a mangiare al Comptoir de Georges,  sancta sanctorum della cucina di carne della zona. Durante il giorno, infatti, è una macelleria che serve i ristoranti di Colmar, per trasformarsi di sera, in una graziosa brasserie con vista sul fiume Lauch, nel cuore del quartiere Petite Venise. Che poi, detto tra noi, un piccolissimo fiumiciattolo trasformi un quartiere nella Piccola Venezia, la dice lunga sulla straoridnaria capacità di fare marketing dei francesi. I navigli di Milano, allora, potrebbero sembrare i fiordi!!!! :)

Tornando alla ricetta… La particolarità di questo piatto, oltre a una certa affumicatura che purtroppo non sono riuscita a rendere, è l’utilizzo del Munster, il formaggio molle a crosta lavata, prodotto per la prima volta presso l’abbazia di Munster intorno al 1339 circa. Il suo odore è deciso, forte, così come lo è al palato con in più una splendida cremosità. Mooolto persistente, il mio frigo ne sa qualcosa. Per saperne di più leggi qui.

Per l’affumicatura è possibile ovviare aggiungendo della pancetta affumicata nel soffritto, che ho tolto nella mia versione lasciando al Munster il compito di aromatizzare tutto il piatto. I miei ospiti, terrorizzati all’inizio dalla presentazione di uno stinco a testa, (quello fotografato era il più piccolo ! :) ), hanno apprezzato il mio forsennato studio delle tradizioni locali alsaziane… ;) Provate anche voi!

RICETTA (per 4 persone)

Ingredienti

  • 4 Stinchi di maiale 
  • Formaggio Munster 250 g
  • Panna da cucina, 2 cucchiai
  • Vino bianco, un bicchiere, meglio se Riesling alsaziano
  • Olio Extravergine di Oliva
  • Brodo di carne
  • Sale q.b.  
  • Salvia, rosmarino

 

Preparazione

In una pentola capiente mettete dell’olio e fate andare a fuoco vivo gli stinchi in modo che si rosolino per bene. Aggiungete il vino e fate sfumare. Aggiungete rosmarino e salvia. Nel frattempo avrete portato a bollore il brodo di carne che aggiungerete alla cottura degli stinchi. Preparate la riduzione di Munster mettendo il formaggio in un pentolino ed aggiungendo un paio di cucchiai di panna da cucina. Riscaldate a fuoco basso senza portare a ebollizione. Una volta terminata la cottura degli stinchi guarniteli con  abbondande riduzione di Munster. Servite subito e bon appetit

Con questo piatto partecipo al contest “Metti uno stilista a cena“. Ho pensato alla mia preferita Coco Chanel, non solo perchè il piatto è francese, ma perchè lei voleva una donna indipendente, volitiva, forte proprio come i suoi abiti e i suoi profumi! E ditemi voi cosa c’è di più incisivo di questo piatto col Munster? :) Certo se Marilyn avesse detto “Vado a letto solo con due gocce di Munster“, non sarebbe stata la stessa cosa :) , ma credo che questo piatto rappresenti Coco, la sua forza quasi mascolina perchè, Signore ricordate sempre che “Un uomo può indossare ciò che vuole ma resterà sempre un accessorio della donna”… parola di Coco Chanel.

 

Abbinamento:

Occorre spendere due parole a riguardo per specificare che nella tradizione alsaziana tutti i piatti, anche quelli di carne, vengono accompagnati dai profumati e complessi vini bianchi della zona. Il fois gras e il munster con l’aromatico Gewurztraminer, la  choucroute col Riesling, la tarte di cipolle o flambeé col Pinot Gris.  

In questo caso consiglio un complesso Gewurztraminer di Gueberschwihr, zona del Grand Cru Goldert, dove il vitigno si esprime al massimo dando vini dorati e molto ricchi al naso.