28 giugno 2011

Sugol, il dolce della tradizione emiliana

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Si tratta di un budino di succo d’uva che …

Termino questo giro tra le Terre Verdiane con il Sugol, una ricetta di origine contadina facilissima da realizzare. Si tratta di un budino di succo d’uva che, originariamente, veniva fatto col Lambrusco utilizzando il liquido proveniente dal mosto dopo che, a contatto con le bucce, aveva preso un bel colore rosso acceso. Ad onor del vero il Sugol è diffuso anche nel mantovano dove, non a caso, si produce il Lambrusco Mantovano Doc.

Non trovando il succo puro dell’uva rossa, ho utilizzato un frullato con lamponi, uva e mirtillo (guarda qui la marca), ma la prossima volta pigerò in un mastello dell’uva e, sperando che non parta la fermentazione alcolica :) , proverò a rifarlo secondo l’antica tradizione contadina. Per ora vi lascio questa rivisitazione che ha avuto successo tra i miei amici, trasformandosi in una golosa merenda pomeridiana molto rinfrescante, ideale per la calura estiva. 

 RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 400 ml di succo di frutta (nel mio caso ho usato due confezioni di questo frullato 100% di vera frutta) 
  • 2 cucchiai di farina di grano tenero
  • 1 cucchiaio di zucchero, se lo volete più dolce (io non l’ho aggiunto)
  • qualche lampone per decorare

Preparazione:

In un pentolino scaldate il frullato, aggiungete la farina setacciata e, se lo desiderate, lo zucchero. Mescolate con un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi. Lasciate sobbollire per 8-10 minuti, poi versate il composto in della coppette. Fate raffreddare e mettete in frigo per un paio d’ore. Decorate con qualche lampone ( o altra frutta) e servitelo fresco.  

Abbinamenti:

Nella tradizione contadina il Sugol veniva abbinato ai Lambruschi amabili della zona. Nella mia versione lo consiglio a colazione, come iniezione vitaminica prima di iniziare la giornata :) , o come merenda pomeridiana contro la calura estiva.

27 giugno 2011

Nero di Lambrusco Otello Igt

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Il produttore che vi suggerisco oggi è Ceci col suo “Lambrusco Otello” da varietà Maestri 100%.

Come ho già avuto modo di segnalarvi nel mio itinerario a spasso per le Terre Verdiane, tra Ville storiche e fantasmi, adoro questa zona. Quindi, dopo avervi già parlato del Lambrusco e della Salsamenteria Baratta (qui), non mi rimane che proseguire con un viticoltore della zona.

Il produttore che vi suggerisco oggi è Ceci col suo “Lambrusco Otello” da varietà Maestri 100%, uno tra i più noti nel “panorama lambruschi”. Devo dire che la bottiglia non ha deluso, nonostante io non sia un’appassionata di questo vitigno preferendo, per gusto personale, il vino rosso fermo.

Il Lambrusco Otello è un rosso Spumante Igt dal bel colore porpora con spuma violacea piuttosto ricca, con naso di fragolina selvatica, uvetta americana, con note leggerissime di china. In bocca è molto piacevole con bella freschezza e sapidità.

L’ho bevuto ad una temperatura di 12 °C… la questione temperatura sul lambrusco è sempre piuttosto dibattuta perché essendo un rosso dovrebbe essere servito a temperature più alte rispetto ai bianchi, almeno a 14 °C . In realtà per il lambrusco c’è una deroga da seguire che lo vuole servito a temperature piuttosto fresche … per sicurezza ho chiesto direttamente al produttore che mi ha testualmente risposto che la temperatura ideale è quella dei 12 °C, in estate anche un po’ più bassa… così ho fatto e devo dire di non essermene pentita! Anzi, più si alzava la temperatura e più emergeva un sapore di liquirizia morbida (sapete quella che si compra al Luna Park) che non mi piaceva… quindi, a mio modesto parere, sui 12 °C è perfetto! Provate e mi saprete dire!

Questo vino è tra quelli dall’ottimo rapporto qualità-prezzo che ho consigliato su Lei Web per l’estate 2011. Leggi qui.

Abbinamento:

A tutto pasto. Rimanendo in regione, con tutti i piatti della cucina emiliana, come i salumi, le lasagne alla bolognese, le pappardelle al forno e lo zampone. Se vuoi sapere il perchè, leggi gli abbinamenti tipici emiliani qui.