14 giugno 2011

Gli scandali del calcio italiano, dal 1980 a oggi. Vinceremo i prossimi Mondiali?

calciopoli

Lo ammetto, il calcio non lo seguo, solo i Mondiali ma a fatica.

Lo ammetto, il calcio non lo seguo, solo i Mondiali ma a fatica. Di quelli dell’82 però conservo un ricordo tenero, pulito, forse per una questione nostalgica, per il presidente Pertini o per chissà quale altro motivo. D’altra parte gli ultimi avvenimenti sul calcioscommesse non me lo rendono certo più vicino, come sport. Leggi l’intervista a Prandelli sul Corriere dello Sport.

Da quei Mondiali dell’82 il calcio è cambiato, moltissimo “dovrebbe essere tempo e spazio, tattica e ragionamento, mentre oggi è velocità e scontro. – mi ha detto Bergomi durante un’intervista - Non a caso ci si infortuna più spesso rispetto a un tempo. Anche fuori dal campo tutt’altra storia: oggi i calciatori sono dei divi. Nell’82 eravamo degli sportivi, dei calciatori, e questo bastava“. Tra i tanti giocatori che ricordo di quel glorioso Mondiale c’è il mitico “zio” Bergomi, che debuttò in Nazionale proprio in Spagna. Anche lui piccolo, quasi un pivellino di 18 anni con quell’esordio contro il Brasile al 34′, quando Collovati fu sostituito per un infortunio. Leggi la mia intervista a Bergomi sui Mondiali ’82.

Eppure molti ricorderanno che appena due anni prima, nel 1980, il calcio era stato protagonista del primo importante scandalo di illeciti sportivi che aveva trascinato nel fango importanti squadre di serie A e B. Paolo Rossi ebbe tre anni di squalifica, Franco Cordova 1 anno e 2 mesi, Felice Colombo, presidente del Milan, fu radiato e così si potrebbe continuare. 

Così, c’è chi dice che vincere quei Mondiali significò un riscatto per i giocatori, per il calcio italiano, in patria come agli occhi del mondo.

Dopo quello scandalo ne esplose un altro, nel 1986, il secondo nella storia del calcio italiano, ribattezzato Calcioscommesse 2. Delle intercettazioni telefoniche avevano fatto scoprire degli illeciti riguardanti i campionati delle stagioni 1984-1985, 1985-1986. Nella sentenza di primo grado l’Udinese fu retrocessa in serie B, il Lazio in C1 e furono molti i calciatori ad essere radiati o squalificati. Uno scandalo che offuscò nuovamente il calcio italiano, ma che ad onor del vero non ebbe la stessa risonanza mediatica di quello del 1980. 

Arriviamo a Calciopoli 2006, proprio a ridosso dei Mondiali, altro giro, altro regalo. La vicenda è complicatissima, fatta di un primo filone di indagini, ricorsi, condanne, secondo filone di indagini, procedimenti disciplinari e condanne. La sentenza d’appello ha ridimensionato di molto quella di primo grado, ma i nomi coinvolti rimangono quelli arcinoti di Moggi, Giraudo, Della Valle, Lotito e Galliani.

Travolta da Calciopoli, l’Italia si risollevò vincendo i Mondiali di Germania.

E’ una coincidenza, certamente, ma è indubbio che la vittoria dei Mondiali servì al nostro Paese, alle società e ai calciatori, a spalare un pò di fango da uno sport che conta anche sulle entrate economiche dei tifosi, soprattutto ultras. 

Calcioscommesse 2011. Vinceremo nuovamente i Mondiali del 2014? Chi vivrà, vedrà perchè ”una coincidenza è solo una coincidenza, due coincidenze sono solo due coincidenze, tre coincindenze sono un indizio“. Così almeno pensava Sir Arthur Conan Doyle.

6 maggio 2011

Sandro Pertini, gli aneddoti sul presidente che segnò profondamente la prima Repubblica

Sandro Pertini, gli aneddoti sul presidente che segnò profondamente la prima Repubblica

Dire che Sandro Pertini fu il presidente più amato è poca cosa, per un uomo che come lui segnò così fortemente un periodo storico.

“Coerenza è comportarsi come si è e non come si è deciso di essere.”

                                       Sandro Pertini

 

Dire che Sandro Pertini fu il presidente più amato dagli italiani è poca cosa, per un uomo che, come lui, segnò così fortemente un periodo storico. 

Meno di due anni fa mi capitò di occuparmi della sua figura istituzionale per un approfondimento sugli anni Ottanta e rimasi sbigottita da quanti aneddoti trovai sul suo conto.

Driin, squilla il telefono. Immaginatevi di essere un bambino di otto anni e di ricevere una chiamata dal presidente della Repubblica che vi ringrazia per la bella letterina che gli avete scritto. Pertini era così: vicino ai cittadini, ai più deboli, ai bambini. C’è da rimanerne segnati per tutta la vita, non vi pare? Avere otto anni e credere che le Istituzioni vi rispondano personalmente, vuol dire credere in uno Stato che non esiste, per lo meno in Italia. Eppure io sarei voluta essere quel bambino.

E che dire della sua Liguria, del suo amore per Genova, della sua trattoria preferita, il Ristorante alle Mura delle Grazie, sempre lo stesso da decenni? Si sedeva al solito tavolo, il presidente Pertini, amava chiaccherare con Rina la cuoca del locale, quasi un’amica dopo tanti anni, mangiare i piatti di pesce, tornare lì quando gli impegni di Stato glielo consentivano.

Noi tutti ricordiamo Pertini ai Mondiali dell’82, la sua esultanza sugli spalti, quella frase urlata come solo un tifoso può fare ”Ormai non ci prendono più!”. E come dimenticare il ritorno di tutta la squadra sull’aereo presidenziale, quella partita a scopa col grande Enzo Bearzot, la Coppa del Mondo lì accanto. Qui trovi la mia intervista sui Mondiali a Bergomi.

Tutti questi aneddoti ci dicono perchè Pertini fu tanto amato. Era un uomo del popolo, una persona fuori dalle logiche di potere, semplice, schietto che anche con gli avversari di partito aveva mantenuto onestà e lealtà. 

Ma più di tutti vorrei raccontarvi questo aneddoto poco noto, che ci dà la portata della sua grandezza di uomo e di politico. E’ tratta dall’intervista uscita su InEuropa del 14 dicembre 2009 rilasciatami dall’on. Cerofolini amico di Pertini e compagno di partito.

“Negli anni delle contestazioni e del terrorismo, Pertini fu oratore ufficiale ad una grande manifestazione popolare a Padova. Alcune frange di contestatori estraparlamentari fischiarono alcuni passi del suo discorso e una parte della Piazza reagì mostrando di voler passare allo scontro. Pertini subito di slancio : ” Fermi tutti! ” E con tutta la sua robusta voce:” Libero fischio in libera piazza!”.

Un gesto che scongiurò gli scontri di piazza, che ci dà la portata di cosa fossero per lui  “democrazia” e ”diritto d’espressione”, princìpi fondamentali che come partigiano e presidente difese per tutta la vita. 

Per approfondire leggi: tratto da InEuropa del 14 dicembre 2009 Pertini