16 settembre 2011

Brioches salate con gorgonzola, pere e miele

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Avevo bisogno, per una cena tra amici, di qualcosa di particolare…

Avevo bisogno, per una cena tra amici, di qualcosa di particolare che potesse adeguatamente accompagnare un passito. Non avevo idea di quale bottiglia avrebbero portato i nostri amici e non me la volevo cavare con la classica pasticceria secca che, generalmente, si abbina bene ai passiti. Desideravo sperimentare qualcosa di diverso, una preparazione che avesse carattere. Così, riflettendo su cosa potessi preparare, ho cercato di seguire quelle che potevano essere alcune classiche caratteristiche di abbinabilità con i passiti. Mumble, mumble…

Infine, un’illuminazione grazie a un vecchio adagio “al contadino non far sapere, quanto è buono il formaggio con le pere“. Ecco cosa ci voleva, un mix di dolcezza e piccantezza che avrebbe fatto da trait d’union con un passito da uve bianche. Certo, il rischio era grande, se il miei amici avessero portato un passito da uve rosse,  come un Aleatico dell’Elba, l’abbinamento non sarebbe stato adeguato. Avrei certamente accostato o un dolce (come la schiaccia ubriaca) o del cioccolato. Ma si sa, sono una che ama il rischio, soprattutto in cucina, così ho creato queste deliziose brioches con del gorgonzola naturale, pere e miele.

Volete sapere com’è andato l’abbinamento, vero? Ebbene i miei amici si sono presentati con un rosso, :( adducendo spiegazioni in una lingua inconprensibile e scuse bislacche… Per fortuna avevamo noi un passito :) il Noblerot dell’azienda Montelio… Un abbinamento superbo!     

RICETTA per 4-6 persone

Ingredienti

  • 500 g di pasta sfoglia (io ho usato quella già pronta, ammetto!)
  • 250 g  di Gorgonzola naturale
  • 2 pere William
  • miele di acacia
  • semi di papavero e sesamo come decorazione

Procedimento

Tagliate la pera e il gorgonzola a dadini (1 cm circa). Dalla pasta sfoglia ricavate dei triangoli nei quali metterete la pera, il formaggio e una goccia di miele. Richiudete le brioche salate e decoratele con semi di sesamo e papavero. Infornate a 180 °C per 20 minuti, utilizzando il grill gli ultimi 5 minuti di cottura.

Abbinamento

Come già anticipato, abbiamo aperto il passito, il Noblerot di Montelio, un’azienda dell’Oltrepò Pavese (la foto è stata scattata prima che scegliessi il vino, quindi non rappresenta il Noblerot). Si tratta di un passito da uve Cortese, Moscato e Malvasia dal lucente colore giallo ambrato e profumi complessi di frutta stramatura, fiori gialli e spezie dolci. Un vino che colpisce per il suo equilibrio ed armonia gusto-olfattiva.  

Con questa ricetta partecipo al contest Honey sweet Honey di Cappuccino e Cornetto in collaborazione con Smartbox e Greengate)

30 giugno 2011

Biancomangiare al profumo di Zafferano, su salsa al Marsala

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Sullo Za’hafaran, come lo chiamavano gli arabi, spezia originaria dell’Asia Minore…

Prima raccomandazione: non fate come me! Seconda raccomandazione: tenere fuori dalla portata dei bambini… golosi!  Terza raccomandazione: se siete a dieta statene alla larga!

Questo Biancomangiare è stato la mia croce e delizia! Croce perchè, sul più bello, ho rovinato il dolce per la fretta di mangiarlo, così la base si è sciolta come un gigante dai piedi di argilla, sotto il calore della salsa al Marsala… insomma un pasticcio!  :(

La delizia, per fortuna, è stata di nome e di fatto perchè l’idea di utilizzare lo zafferano per aromatizzare tutta la preparazione si è rivelata vincente, conferendo al Biancomangiare un delicato aroma che ho trovato molto indicato.

Sullo Za’hafaran, come lo chiamavano gli arabi, spezia originaria dell’Asia Minore, si potrebbe dire moltissimo. Plinio citava lo Zafferano spiegando come fosse utile per tingere le stoffe, mentre nel Medioevo era utilizzato come sedativo, antispastico ed eupeptico.

In Italia giunse nel XIV secolo grazie a Domenico Santucci, un padre domenicano che servì per lungo tempo il Tribunale dell’Inquisizione in Spagna. Di origini abruzzesi, il domenicano tornò a Navelli vicino all’Aquila, e vi piantò dei bulbi che trovarono clima e terreno ideali per crescere tanto da far diventare quel paesino uno tra i più importanti, nel nostro Paese, per la produzione dello zafferano. Lo chiamano il paese dai fiori viola, Navelli, uno dei borghi più belli d’Italia che fu colpito nel 2009 dal terremoto. Oggi quella gente tenace e forte ha avuto lo spirito di ricominciare daccapo (leggi qui), così durante agosto di può assistere alla storica Sagra dei Ceci e dello Zafferano e al Palio degli Asini.  Per informazioni consiglio di contattare la ProLoco di Navelli.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti:

  • 200 ml di latte vaccino
  • 300 ml di latte di mandorle
  • 3 fogli di colla di pesce
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 bicchiere di Marsala dolce
  • 1 cucchiaio raso di fecola
  • mandorle per la decorazione

Procedimento:

Fate sobbollire il latte vaccino e quello di mandorle aggiungendo i fogli di colla di pesce che avrete prima lasciato in acqua e poi strizzati. Mescolate con un cucchiaio di legno per 5 minuti. Aggiungete un pizzico di Zafferano (non molto, la preparazione si dovrà colorare appena), mescolate ancora per un minuto e mettete nei bicchierini. Fate raffreddare e mettete in frigo per almeno un paio d’ore. Prima di servire preparate la Salsa al Marsala mettendo il vino sul fuoco ed aggiungendo la fecola ben setacciata. Nel caso di grumi aggiungete un goccio d’acqua. Fate raffreddare la salsa (non come ho fatto io! :(   ).  Preparate le porzioni mettendo su un piattino la salsa, nel centro il biancomangiare spolverato da poco zafferano, e completate con delle mandorle intinte nella salsa. Buon appetito!

n.b. non ho aggiunto zucchero al Biancomangiare perchè il latte di mandorle (io ho usato quello della Fabbri) era già zuccherato. Se lo volete più dolce, potete aggiungere un cucchiaio di zucchero a velo.

Abbinamento:

Passito di Pantelleria Doc