1 settembre 2011

Strada dei vini d’Alsazia, istruzioni per l’uso. Colmar e i suoi piatti

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Come orientarsi a Colmar tra winstube e piatti tipici

 

In primavera sono stata in Alsazia e mi sono resa conto che orientarsi tra i numerosi Grand Cru della regione non è cosa facile. La zona è relativamente poco estesa, lunga per circa 95 km e larga 4, dividendosi in Basso e Alto Reno, da Strasburgo a Mullhouse anche se a sud (occhio siamo in Alto Reno, non confondetevi) si trova il distretto più vocato.

Colmar, tra cicogne, storia e magia

Vi consiglio quindi, se avete pochi giorni, di concentrarvi sull’Alto Reno e di prendere Colmar come base, bella cittadina dal centro storico chiuso al traffico e dal turismo attivo, ma ordinato. Colmar è deliziosa, contraddistinta dalle caratteristiche variopinte case a “colombage”, dalla facciata con travi a vista. Come ho già avuto modo di dirvi (qui), Colmar ha anche la cosiddetta Piccola Venise, niente altro che un canale percorribile con delle chiatte da 6-8 persone. Il fatto che un solo canale abbia trasformato parte della città nella “Piccola Venezia” la dice lunga sull’abilità, tutta francese, di saper far marketing! Di sera tutta Colmar indossa l’abito da sera più bello trasformandosi in coloratissima e suggestiva città della fate, illuminata ad ogni angolo da fasci di luce che la rendono, senza dubbio, romantica e magica.

Alzando il naso al cielo vi capiterà di vedere, sui tetti dei monumenti più importanti, delle regali cigogne con tanto di pulcini. Tutta la regione, infatti, è un santuario per questi uccelli che tornano tutti gli anni per ricostruire il proprio nido. 

 Dove mangiare

 Per la cena, se volete provare la classica choucroute andate da Le Flory, nella Petite Venise, dove troverete cordialità e buoni prezzi. Si tratta di una classica winstube dove potrete mangiare tutta la selezione dei piatti tipici alsaziani. Unico difetto per gli appassionati del vino, sono i classici bicchieri alsaziani dal gambo verde, dal calice piccolo e riempito sin all’orlo (li detesto!)…

Sappiamo, infatti, che per degustare un vino, il bicchiere non dovrebbe essere impreziosito da alcun colore, per poter godere appieno della sua nuance  che ci dice molto sulla sua tipologia, sull’affinamento e sul suo invecchiamento. Ad onor del vero lo stelo verde alsaziano è accettato, nella sua tipicità, perché tende ad esaltare il giallo verdolino di alcuni vini bianchi.

Questo, forse, ed è un parere del tutto personale, andava bene in passato, quando si tendevano a fare in regione vini poco evoluti e piuttosto freschi. Il fatto, infine, di non poterli ossigenare appieno, perdendo parte dei profumi di un’importante bottiglia, non rende appieno giustizia al duro lavoro dei produttori.

 

Per questo vi consiglio, sempre che queste elucubrazioni vi siano sembrate sensate, di provare anche il ristorante Petite Venise che, manco a dirlo, si trova nell’omonimo quartiere.

Buona selezione di vini in ampi bicchieri di cristallo che sapranno esaltare l’emozione dell’incontro con un Riesling o un aromatico Gewurztraminer. In quel ristorante, che è una stella Michelin, ho mangiato uno tra i più buoni foie gras della mia vita, mandando alle ortiche la mia anima animalista (qualcuno sa come viene prodotto il foie gras ? leggete qui, ma solo per stomaci forti).

I prezzi sono più che accessibili e le ragazze che vi servono molto gentili e competenti, anche sul miglior abbinamento col vino.

 Se volete mangiare su una bella e piccola terrazza mooolto romantica, andate allora al Comptoir de Georges, sancta sanctorum della cucina di carne della zona. Durante il giorno, infatti, è una macelleria che serve i ristoranti di Colmar, per trasformarsi di sera, in una graziosa brasserie con vista sul fiume Lauch, nel cuore del quartiere Petite Venise.

Piatti tipici alsaziani

Choucroute: cavolo tagliato, accompagnato a carne di maiale, salumi o pesce,

Il Foie Gras prodotto con una razza particolare di oche (leggi qui)

Lo stinco all’alsaziana di cui ho parlato qui,

Il gratin di patate all’alsaziana che potrete trovare qui,

Il Munster formaggio molle a crosta lavata, prodotto per la prima volta presso l’abbazia di Munster intorno al 1339 circa. Il suo odore è deciso, forte, così come lo è al palato con in più una splendida cremosità. Mooolto persistente, il mio frigo ne sa qualcosa. Per saperne di più leggi qui.. Dovete assolutamente provarlo con un buon Gewurztraminer!

 Il Ribeaupierre, altro formaggio a crosta lavata che ho apprezzato moltissimo, nonostante l’aroma forte, incisivo, di verdurine cotte (simil cavolfiore) e un palato di burro e ritorni erbacei!

Tarte Flambée o Flammekueche: pasta sottile ricoperta da panna, cipolle, formaggi e salumi (una pizza piatta, insomma).

7 luglio 2011

Gratin di patate all’alsaziana con formaggio Ribeaupierre

Gratin di patate all’alsaziana con formaggio Ribeaupierre

Proseguendo il mio studio sulla cultura e le usanze alsaziane …

Proseguendo il mio studio sulla cultura e le usanze alsaziane (leggi la prima scusa per mang.., ;) ops il primo post qui), eccovi un gratin alla francese con un formaggio tipico dell’Alto Reno, il Ribeaupierre. Si tratta di un formaggio a crosta lavata, meno noto del Munster, che nasce nel borgo di Ribeauvillé, paesino che si trova proprio nel cuore della strada dei Vini d’Alsazia vantando ben tre Grand Cru: il Geisberg, il Kirchberg e l’Osterberg.

Il nome del formaggio e del borgo nascono dalla potente famiglia Ribeaupierre, rimasta al potere sino alla Rivoluzione francese, che non solo edificò i tre bei castelli che si stagliano sulle colline circostanti, ma che fondò la confraternita dei pifferai e menestrelli. Girando per questo piccolo borgo, non a caso, sono numerose le statua che richiamano a questa antica arte ormai quasi scomparsa che viene ricordata la prima domenica di settembre durante la Festa dei Menestrelli proprio davanti al settecentesco Hotel de Ville.

Durante il mio tour enogastronomico in Alsazia non potevo proprio mancare di portarmi a casa questo formaggio a crosta lavata che ho apprezzato moltissimo, nonostante l’aroma forte, incisivo, di verdurine cotte (simil cavolfiore) e un palato di burro e ritorni erbacei. Insomma un formaggio tosto!!!:)) I miei amati cognati-amici (che studiano con noi a tavola la cultura alsaziana… :) ) l’hanno adorato sia nella versione Gratin di patate che da solo!

 

 

 

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 15 patate di media grandezza
  • 1 spicchio d’aglio
  • 50 g di burro
  • 5 dl di panna fresca
  • noce moscata
  • sale e pepe q.b.
  • Ribeaupierre q.b.

Procedimento:

Pelate le patate e fatele bollire, oppure passatele al microonde per 6-7 minuti. Fatele raffreddare e tagliatele a dadolata. Spellate l’aglio, tagliatelo a metà avendo cura di passarlo sul fondo di tutta la pirofila. Imbullate ora la pirofila e cominciate a mettere le patate, salando e pependo, separando ogni strato con del Ribeaupierre tagliato a  dadini. Completate l’ultimo strato e versate sopra la panna. Termina con dei fiocchetti di burro e inforna 180° C per 45 minuti. Gli ultimi 8 minuti utilizza il grill nella parte alta del forno per creare il gratin. Lascialo riposare per 5 minuti nel forno caldo prima di servire. Bon appetit

Abbinamento:

  • Noi ci abbiamo bevuto un AOC Alsace Pinot Gris di Timbach