27 giugno 2011

Nero di Lambrusco Otello Igt

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Il produttore che vi suggerisco oggi è Ceci col suo “Lambrusco Otello” da varietà Maestri 100%.

Come ho già avuto modo di segnalarvi nel mio itinerario a spasso per le Terre Verdiane, tra Ville storiche e fantasmi, adoro questa zona. Quindi, dopo avervi già parlato del Lambrusco e della Salsamenteria Baratta (qui), non mi rimane che proseguire con un viticoltore della zona.

Il produttore che vi suggerisco oggi è Ceci col suo “Lambrusco Otello” da varietà Maestri 100%, uno tra i più noti nel “panorama lambruschi”. Devo dire che la bottiglia non ha deluso, nonostante io non sia un’appassionata di questo vitigno preferendo, per gusto personale, il vino rosso fermo.

Il Lambrusco Otello è un rosso Spumante Igt dal bel colore porpora con spuma violacea piuttosto ricca, con naso di fragolina selvatica, uvetta americana, con note leggerissime di china. In bocca è molto piacevole con bella freschezza e sapidità.

L’ho bevuto ad una temperatura di 12 °C… la questione temperatura sul lambrusco è sempre piuttosto dibattuta perché essendo un rosso dovrebbe essere servito a temperature più alte rispetto ai bianchi, almeno a 14 °C . In realtà per il lambrusco c’è una deroga da seguire che lo vuole servito a temperature piuttosto fresche … per sicurezza ho chiesto direttamente al produttore che mi ha testualmente risposto che la temperatura ideale è quella dei 12 °C, in estate anche un po’ più bassa… così ho fatto e devo dire di non essermene pentita! Anzi, più si alzava la temperatura e più emergeva un sapore di liquirizia morbida (sapete quella che si compra al Luna Park) che non mi piaceva… quindi, a mio modesto parere, sui 12 °C è perfetto! Provate e mi saprete dire!

Questo vino è tra quelli dall’ottimo rapporto qualità-prezzo che ho consigliato su Lei Web per l’estate 2011. Leggi qui.

Abbinamento:

A tutto pasto. Rimanendo in regione, con tutti i piatti della cucina emiliana, come i salumi, le lasagne alla bolognese, le pappardelle al forno e lo zampone. Se vuoi sapere il perchè, leggi gli abbinamenti tipici emiliani qui.

24 giugno 2011

A spasso per le Terre Verdiane, tra fantasmi, ville storiche e abbinamenti enogastronomici

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L’estate è arrivata e vi invito a fare un giretto fuori porta …

 

 

 

 

Luoghi verdiani

L’estate è arrivata e questa volta, oltre a consigliarvi un vino, vi invito a fare un giretto fuori porta che, in base alla vostra provenienza, potrebbe trasformarsi in una vera e propria vacanza. Amo la musica lirica e amo Verdi, così non posso che parlarvi delle “Terre Verdiane” tra Parma e Piacenza, luoghi deliziosi in cui il Cigno ebbe i natali e visse per lungo tempo. In particolare sono tre quelli che meritano, a mio avviso, una visita: Roncole dove si trova la casa natale di Verdi; Busseto la piccola cittadina dove studiò musica dai Gesuiti e Villa d’Arda dove si trova la sua bella residenza, Villa S.Agata, in cui visse con l’amata Strepponi.

Busseto, piazza Verdi

Fantasmi

Due anni fa, in questo periodo, mi capitò di intervistare uno studioso di fenomeni paranormali, Dario Spada (qui la biografia), che mi mostrò una foto a dir poco eccezionale scattata proprio a Villa S. Agata da una giornalista spagnola. La foto in questione mostra una “presenza paranormale” accanto al pianoforte del Maestro nella quale si vede chiaramente il volto e la mano di un uomo. Che ci crediate o no, leggete il mio approfondimento tratto da InEuropa a caccia di fantasmi (1) e a caccia di fantasmi (2). Guardate l’ingrandimento della mano e guarda sotto la foto grande.

Salsamenteria Storica Baratta

 
Dopo aver saziato la vostra curiosità e la vostra sete di sapere, vi consiglio di fare altrettanto col vostro stomaco facendo un salto a Busseto alla Salsamenteria Baratta, un luogo storico assolutamente fuori dal comune dove potrete mangiare meravigliosi salumi, formaggi e salsine tipiche accompagnati dalle musiche di Verdi. Cosa volere di più? 

Nella Salsamenteria troverete decine di quadri raffiguranti Verdi e la Strepponi, un pianoforte, tavoli, panche, ninnoli e oggetti appesi, un caos ordinato che rende tutto molto particolare e caratteristico… In fondo alla lunga e stretta sala si erge un luogo di delizie, la salumeria. Prosciutti e salami appesi, formaggi in bella mostra, salsine pronte da servire… una salumeria che da sette secoli rifocilla i viandanti di quelle terre, di questo in buona sostanza si tratta!

 

Lambrusco e abbinamenti

Nelle Terre Verdiane non potevo che parlarvi del vino che più di ogni altro le rappresenta, il Lambrusco. Le varietà coltivate sono numerose: Lambrusco Salamino, Maestri, Marani, Montericco, Ancelotta, Grasparossa, Viadanese, Sorbara… provate a ripeterle, ve ne mancherà sempre uno, come capita coi sette nani… I Lambruschi hanno la caratteristica di essere frizzanti, beverini, con titolo alcolometrico non troppo alto e questo li rende piacevoli compagni per un momento non troppo impegnativo… gradevole con brio!

Gli abbinamenti della tradizione li vogliono con gli antipasti di salumi tipici emiliani, le lasagne alla bolognese, le pappardelle al forno e lo zampone. Come si sarà capito sono tutti piatti nei quali si avrà una certa grassezza percepita, ossia quella sensazione di pastosità sul palato data dalla presenza di grassi solidi di origine animale. Pensate ad una profumatissima pancetta di Piacenza, allo zampone o alle lasagne alla Bolognese (quelle vere, per carità!) … come ha detto un simpatico professore per rendere l’idea, dopo aver mangiato quei piatti “occorre un sanitrit che pulisca tutta la bocca, che sgorghi la gola da tutta quella meravigliosa grassezza!”. :) Nulla di meglio che un buon lambrusco che con la sua briosa effervescenza e freschezza sgrassa il palato, preparandolo ad un altro boccone!

 

 

Ecco la foto…

Foto scattata dal fotogrago spagnolo Manuel Ibarolo durante il reportage a Villa d'Arda della giornalista Bianca Berlin