9 febbraio 2012

Lagrein Riserva 2007 Abbazia di Muri Gries

muri

“Ora et labora”.

Si trova esattamente nel cuore di Bolzano, in quello che era il castello secolare di Gries, fondato nell’XI secolo come punto d’appoggio fortificato. I monaci benedettini vi approdano solo nel 1845, dopo la cacciata dal monastero Muri, in Svizzera, per diventare i protagonisti della rinascita di questo castello come luogo eccelso di produzione del vino.

“Ora et labora”, è la regola benedettina che ha inciso sulla viticoltura. La storia ci insegna, infatti, che furono i monasteri a dare grande impulso alla produzione del vino, alla protezione dei campi, al miglioramento delle tecniche di vinificazione, molte delle quali sono arrivate intatte sino al XVIII secolo. In Borgogna, ad esempio, i monaci benedettini dell’Abbazia di Cluny occuparono le migliori zone del Macconais e di  tutta la Cote d’Or creando, tra il IX e il XV secolo, una fitta rete di affiliazione con i monasteri e le abbazie di tutta Europa. In questo modo non solo poterono preservare la coltivazione della vite dalle continue invasioni barbariche, ma costituirono un centro di riferimento per la diffusione e lo sviluppo delle tecniche agricole.

L’Abbazia di Muri Gries ha storia molto più recente, ma non di minor pregio produttivo. Il primo vin sfuso fu venduto a partire dal XX secolo, giungendo sino a noi, oggi, con una produzione di alta qualità. Gli ettari coltivati a vite sono circa una trentina, producendo l’85 % di vini rossi ed il 15 % di vini bianchi.

Il Lagrein, tra i rossi, raggiunge circa l’80%, poi seguono Schiava, Santa Maddalena, Lago di Caldaro Scelto, Pinot Nero e Moscato Rosa. Tra i vini bianchi, l’azienda produce il Pinot Bianco, il Pinot Grigio, lo Chardonnay ed il Gewürztraminer. 

Conoscendo l’alta qualità produttiva dell’Abbazia ed avendola visitata in passato, ho optato, quest’estate per una serata importante, per uno dei loro vini di punta, il Lagrein Riserva 2007. Un vino molto complesso al naso, elegante, corredato da una lunga persistenza gusto-olfattiva. Il colore è rubino intenso, profumi fini di more, lamponi, ribes intervallati da richiami floreali (rosa appassita) e spezie dolci (pepe nero, chiodi di garofano). Tannini avvolgenti, setosi,  caldo  e morbido, con lungo retrogusto. Ottimo, tra i miei preferiti!

 

Abbinamento:

Selvaggina come il brasato di cervo con composta di mirtilli o piatti di carni puttosto elaborate. Volete sapere come l’ho abbinato io? Con una sella di camoscio cotta nel fieno! :) Non ci credete? Guardate un po’ qua sotto…