23 dicembre 2011

Alberello di pandoro con ganache di cioccolato… e buone feste a tutti!

Alberello di pandoro con ganache di cioccolato… e buone feste a tutti!

E per concludere…il dolce!

Il Natale è alle porte e dopo avervi consigliato un menù in abbinamento ai vini più adatti, non mi rimane che consigliarvi un buon dolce per concludere degnamente il pranzo! Si tratta di un dolce che al posto del pan di spagna utilizza il pandoro, quindi molto veloce da fare, economico e divertente, soprattutto se avete dei bambini. A voi la ricetta e… buone feste a tutti! :)

RICETTA

Ingredienti per 5-6 persone:

  • 250 g di mascarpone
  • 200 g di panna fresca
  • 1 albume d’uovo,
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 1 tazza di caffè
  • Grappa, mezzo bicchiere 
  • pandoro 1 confezione
  • confetti q.b.

Per la ganache di cioccolato fondente:

  • cioccolato fondente 250 g
  • 250 gr di panna fresca
  • grappa q.b. 

Preparazione:

Iniziate montando la panna e incorporatela nel mascarpone a cui aggiungerete lo zucchero l’albume montato a neve. Mischiate il caffè con la grappa che utilizzerete per inzuppare velocemente le fette di pandoro. Prendete uno stampino per torte a forma di alberello e rivestitelo internamente con della pellicola alimentare. Tagliate delle fette di pandoro dello spessore di 1,5 cm e mettetele nello stampo, bagnandole con il caffè zuccherato e un pochino di grappa (se preferite miscelateli assieme). Fatto il primo strato che dovrà coprire molto bene tutti gli eventuali spazi tra una fetta e l’altra, mettete la crema di mascarpone che avete fatto in precedenza. Continuate con un altro strato di pandoro, leggermente bagno, poi la crema e così via. Prendere altra pellicola alimentare e coprite l’ultimo strato di pandoro. Mettete in frigorifero per un paio d’ore. Trascorso il tempo previsto cominciate a preparare  la ganache:  portate a bollore la panna e versarla sul cioccolato freddo, tagliato a dadini.al cioccolato). Togliete l’alberello dalla pellicola e mettetelo su un piano di lavoro. Con un leccapentole ricoprite l’alberello, facendo delle piccole onde con un cucchiaio, che gli darà movimento. Completate con dei confetti argentati. Tagliate solidificare il cioccolato e mettete in frigorifero. Prima del consumo lasciatelo a temperatura ambiente per una decina di minuti. Buon Natale! Ah, sì certo, anche buon appetito! :)

Abbinamento:

Ci metterei un buon passito rosso, come un l’Elba Aleatico. Rosso rubino carico con profumi tipici: viola, marasca e frutta cotta. In bocca è dolce ed avvolgente con una buona acidità che lo rende equilibrato ed elegante.  

 
6 settembre 2011

Cannelloni di canestrelli su minestra di fragole

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La mia libera reinterpretazione ha voluto l’aggiunta dei canditi all’arancia e dell’uvetta passa…

 

Questa ricetta è dello chef Stefano Rota del ristorante Sun Terrace di Alassio. No, non ci sono stata. No, non ci ho mangiato, purtroppo… Ho semplicemente trovato la ricetta su un simpatico libricino di cucina pubblicato ogni anno dall’Associazione Italiana Sommelier in collaborazione con Cinzano. La mia libera reinterpretazione ha voluto l’aggiunta dei canditi all’arancia e dell’uvetta passa rinvenuta nella grappa di Moscato e, al posto della minestra di lamponi, quella di fragole.

RICETTA per 4-6 persone

Ingredienti

  •  50 g di ricotta
  • 25 g di yogurt magro
  • 50 g di robiola
  • 35 g di zucchero semolato
  • 4 g di gelatina in fogli
  • 2 bacche di vaniglia
  • 125 g di panna semi-montata
  • 40 g di canditi all’arancia
  • 30 g di uvetta passa rinvenuta nella grappa di Moscato

 Per il biscotto:

  • 200 g di canestrelli sbriciolati
  • 50 g di burro ammorbidito

Per la minestra di fragole: 

  • 500 g di acqua
  • 150 g di zucchero semolato
  • 2 g di foglie di menta
  • 150 g di fragole

Procedimento

Per il dessert: lavorate i formaggi con lo zucchero, aggiungere i semi delle bacche di vaniglia, la gelatina sciolta, i canditi, l’uvetta passa ed infine la panna semi-montata.

Per il biscotto croccante: unire il burro ai biscotti croccanti e impastare.

Per la minestre di fragole: preparare uno sciroppo con acqua e zucchero, aggiungere la menta e bollire per un paio di minuti. Lasciare intiepidire, aggiungere le fragole e marinare per alcune ore.

Preparazione del dolce: stendere sopra la pellicola con l’aiuto del mattarello uno strato sottile di biscotto. Con un sac-à-poche formare una grossa striscia di farcia per il lungo del biscotto. Arrotolare intorno ala farcia il biscotto, stringere bene il cannellone ottenuto nella carta stagnola e lasciare riposare in frigorifero per alcune ore.

Composizione del piatto: disporre nei piatti la minestra di fragole, tagliare i cannelloni, eliminando la carta. Adagiare due pezzi di cannelloni sul piatto e guarniere con foglie di menta e qualche canestrello in accompagnamento.

Abbinamento

Nel libricino suggerivano un Brachetto d’Aqui, per il classico abbinamento con i frutti di bosco, ma avendo aggiunto i canditi e l’uvetta passa, ci vedrei meglio un buon Passito di Pantelleria per la maggiore complessità e persistenza gusto-olfattiva, che potrebbe meglio accompagnare questo dessert rivisitato.

 

Con questa ricetta partecipo al contest “Piatti di salvataggio” del blog “La scimmia cruda”

2 settembre 2011

Sbrisolona alla doppia farina con salsa di albicocche e amaretti

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Con la farina bianca 00 e quella integrale è venuta un capolavoro!

Ho fatto questa classica ricetta della tradizione lombarda utilizzando sia la farina OO bianca che quella integrale. Il risultato è stato inaspettatamente riuscito perchè la farina integrale ha reso meno “raffinata” e più grossolana la grana della pasta che si sbriciolava proprio come vorrebbe la ricetta. E’ la prima volta che utilizzo questa variante nata, come spesso accade, dalla necessità, visto che non avevo abbastanza farina OO.

Alla sbrisolona ho abbinato, per una cena dai cognati, una salsa di albicocche e amaretti che si abbinava perfettamente e che, volendo, potrebbe essere utilizzata per guarniare del gelato al fiordilatte. La miei amati cognati-amici hanno apprezzato! :) Ora tocca a voi!

RICETTA per 6-8 persone

Ingredienti

  • 110 g burro
  • 50 g mandorle
  • 30 g pinoli
  • 250 g farina OO
  • 150 g farina integrale
  • 100 g burro
  • 2 tuorli d’uovo
  • 200 gr di zucchero
  • la buccia di un’arancia (non trattata)
  • 1 cucchiaio di marsala

 

Per la salsa

  • 6 albicocche
  • 5 amaretti
  • 1 cucchiaio di zucchero

Procedimento

In un mixer tritate grossolanamente le mandorle tenendone una parte intere. In una terrina aggiungete le due farine, le mandorle tritate, i pinoli, il burro sciolto, la scorza dell’arancia (o del pompelomo rosa), i tuorli, lo zucchero e il cucchiaio di Marsala. Il segreto è quello di impastare tenendo il composto piuttosto sgranato e farinoso (non si deve amalgamare e rendere compatto come nella pasta frolla ! ). In una tortiera, foderata con della carta forno, metterete a pioggia il composto, premendo infine molto delicatamente (il paragone è quando fate il caffè! dovete premere poco, in modo che il composto non sia compatto sul fondo). Aggiungete le mandorle tenute intere e, se vi va, qualche pinolo come guarnizione. Infornate a 200° C per 20 minuti.

Per la salsa:

Lavate e sbucciate le albicocche e passatele al mixer, aggiungendo gli amaretti. Mettere ora il composto in un pentolino a fuoco basso ed aggiungete lo zucchero. Fate sobbollire per 5 minuti finchè non avrete una salsa omogenea a leggermente densa.

…e per finire

Una volta pronta la sbrisolona, fatela raffreddare, spezzatene un pezzo con le mani (nella tradizione non andrebbe tagliata! :)  ) e mettete in tavola la salsa in modo che ogni ospite possa guarnire la propria fetta come gradisce.  

Abbinamento

Consiglio un passito lombardo, come il Giallo Biava, produttore del più noto Moscato di Scanzo. Il suo Giallo da uve moscato ha degli aromi delicati di frutta secca, albicocca disidratata, sorso fine e persistente.

26 luglio 2011

Mele in gabbia con cuore di crema pasticcera e uvetta sultanina

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Un delizioso dolce di grande effetto da prima colazione o fine pasto…

Diamo a Cesare quel che è di Cesare! Questa ricetta l’ho fatta col mio compagno, a cui viene benissimo la crema pasticcera! :) A me viene un sapore misto a farina e vaniglia… quindi l’ho assunto come cuoco ad ore e gli ho commissionato la crema… gnam, gnam…

La ricetta viene sempre dal nostro corso di cucina che abbiamo frequentato anni fa con lo chef dell’alberghiero di San Pellegrino, Ivan Dossi. Le mele in gabbia sono deliziose, di grande effetto, ma un pò lunghette da fare. Noi ci abbiamo messo un paio d’ore più 25 minuti per la cottura. Andrebbero servite come dessert con una salsa allo zabaglione, ma noi abbiamo preferito riservarcele per la colazione della mattina. Ecco a voi la ricetta!

RICETTA per otto persone:

Ingredienti

  •  mele renette n. 4
  • uva sultanina g 30
  • zucchero g 20
  • crema pasticcera g 50
  • brandy g 50
  • cannella in polvere 1 pizzico
  • pasta sfoglia g 400 (noi abbiamo utilizzato quella già pronta)
  • savoiardi o pavesini n. 8 (oppure pan di spagna)
  • uova n. 1

Procedimento

Pelate e tagliare a metà le mele renette. Svuotate il centro dalle parte del taglio, in modo da levare il torsolo e ottenere un buco abbastanza grande da poter ospitare il ripieno. In una terrina mescolate l’uva sultanina, lasciata ammordibile nel brandy con lo zucchero, la crema pasticcera e la cannella in polvere. Mettete il composto nell’incavo delle mele e chiudete il fondo con un savoiardo tagliato a metà (noi abbiamo utilizzato due pavesini per mela). Stendete la pasta sfoglia (3 mm) e tagliate con il rullo speciale per griglie (oppure come abbiamo fatto noi, tagliate 8 rettangoli di pasta e nel centro fate 5 o 6 tagli senza raggiungere i lati che chiuderanno le mele). Avvolgete bene le mele avendo cura di mettere i bordi della sfoglia sotto le mele. Pennellate con l’uovo sbattuto e cuocete in forno a 220°C per 20-25 minuti. Lasciate raffreddare e spolverate con zucchero a velo.

Per la crema pasticcera:

Ingredienti

  • latte g 200
  • zucchero g 50
  • farina g 20
  • tuorli n. 2
  • vanillina q.b.
  • buccia di limone q.b.

Procedimento

In una bacinella sbattete i tuorli con lo zucchero, unite la farina e la vanillina setacciata. Mescolate molto bene. Versate nel composto il latte bollito con la buccia di limone tenendo sempre mescolato con la frusta. In una pentola portate a ebollizione il composto fino a quando la crema si sarà addensata. Per evitare che durante il raffreddamento si formi una pellicola in superficie, cospargete con poco zucchero o del liquore a piacere.

21 luglio 2011

Biscotti di pasta frolla con cioccolato extra fondente e basilico (Il cioccolato ha stregato il basilico!)

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Biscotti per accompagnare un buon Whisky… ce l’avrò fatta?

Dunque, dunque… i vari esperimenti hanno dato risultati interessanti, ma non totalmente soddisfacenti. Quali? Ma come, vi avevo detto oppure no che stavo cercando di creare dei biscottini che potessero accompagnarsi al Whisky? Ebbene, non credo di esservi riuscita totalmente, fatto sta che la sperimentazione ha portato, a casa mia, chili e chili di biscotti, tutti più o meno buoni, che hanno allietato parenti e amici. Alla fine credo che quelli nella foto possano dirsi quelli più interessanti, perchè non solo hanno un’alta percentuale di cioccolato fondente, ma perchè ho messo un aromatico basilico che l’ha arricchito di profumi erbacei.

Ad onor del vero, e questo ci tengo a sottolinearlo, il biscotto così com’è con un Caol Ila di 18 anni (vedi foto), si perde totalmente nella torbatura. Ergo, se volete berlo consiglio di fare come ho fatto io, mangiando il pezzetto di una tavolezza di cioccolato fondente extra 70%, un  biscotto e del Whisky. Al contrario con il Glenmorangie Single Malt Scotch Nectar d’Oro, il biscotto da solo si sposava molto bene, anzi, vi dirò che se ci fossero state delle arance candite (preferibilmente fatte al momento e non comprate), sarebbe stato un bel matrimonio d’amore. 

Al di là di tutto, i biscotti, così come sono hanno un profumo a metà tra l’aromatico del basilico e l’intenso del cioccolato… da mangiarsi anche a merenda con un buon cappuccino. A voi la scelta! :) Leggi la dieta del cioccolato qui.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 250 g di farina 00 farro
  • 10 foglie di basilico
  • 100 g di cioccolato fondente 70%
  • 150 g di burro
  • 130 g di zucchero a velo
  • 1 rosso d’uovo
  • 1-2 cucchiai di Whisky

Procedimento

In un mixer mettete le foglie di basilico, precedentemente lavate e asciugate, col burro che avrete fatto ammorbidire. Frullate per bene. Il basilico dovrà sminuzzarsi in modo grossolano incorporandosi perfettamente al burro. Tagliate grossolanamente il cioccolato fondente, lasciando qualche grossa pepita :) … Preparate la pasta frolla aggiungendo lo zucchero a velo al burro in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il tuorlo d’uovo e la farinadi farro setacciata, 1 o 2 cucchiai di Whisky (io ho usao il torbato Caol Ila) e il cioccolato. Lavorate molto bene l’impasto. Lasciatelo riposare per 30 minuti coperto da un panno. Con un mattarello stendete la pasta e fatene dei biscottini utilizzando delle formine. Accendete il forno a 180 °C. Stendete i biscotti su della carta forno e infornate per 12-15 minuti.  

Abbinamento

Per una merenda energetica. Per chi li volesse mangiare con un Whisky torbato consiglio di degustarli con un pezzetto di cioccolato extra fondente 70%, come ho spiegato in alto. Con un Whisky non torbato con profumi di agrumi canditi e miele, tipo  Glenmorangie Single Malt Scotch Nectar d’Oro (non a caso affinato nelle botti in cui prima c’era il Sauternes), potrebbero andare bene.   Provate e mi saprete dire! :)

Partecipo come fuori concorso al contest “Il cioccolato…stregato“.

15 luglio 2011

Budino allo yogurt in salsa di lamponi… delicious low-fat dessert!

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Si tratta di un budino leggero, di circa 70 calorie …

Per chi, come me, non riesce a rinunciare ad un dolce, nonostante non sia ancora pronta per la prova costume, consiglio questa ricettina facile, facile dal basso contenuto calorico. Io ci ho aggiunto la salsa di lamponi che, alla bisogna, può essere preparata anche con le ciliegie.

Si tratta di un budino leggero, di circa 70 calorie, ideale ”zucchero complesso” (chi è da una vita a dieta sa cosa intendo), da mangiarsi prima di fare attività fisica in palestra o in bici. E’ fresco, buono, leggero e veloce. Cosa volere di più? A parte lo slogan molto da anni Ottanta, l’ho trovato davvero buono. Mi saprete dire! :)

RICETTA per 4 budini

Ingredienti

  • 500 g di yogurt magro
  • 8 fogli di colla di pesce
  • dolcificante liquido q.b.
  • menta fresca
  • 300 g di lamponi

Procedimento

Lasciate ammollare qualche minuto la gelatina in una ciotola di acqua fredda. Lavate i lamponi in acqua fredda e fateci asciugare, per bene, su della carta da cucina.Versate lo yogurt in una ciotola, sistemate su una casseruola colma di acqua bollente e fate intiepidire 5 minuti a bagnomaria, a fuoco dolcissimo. Strizzate la colla di pesce e fatela sciogliere in una tazzina, con un cucchiaio di acqua bollente, poi unitela allo yogurt, fuori dal fuoco, insieme a qualche goccia di dolcificante. Mescolate molto bene. Mettete negli stampini e in frigorifero per un paio d’ore. Frullate i lamponi che servirete con i budini. Aggiungete qualche frutto intero e le foglie di menta come decorazione. Buon appetito.

Abbinamento:

Acqua per chi vuole che sia davvero un dolce magro… per tutti gli altri un Moscato d’Asti Ca’ del Baio, dalla freschezza gustativa soave, non troppo dolce al palato. Piacevole.

Con questa ricetta partecipo al Contest “Yogurtino sopraffino, indetto dalla Cuochina Sopraffina

30 giugno 2011

Biancomangiare al profumo di Zafferano, su salsa al Marsala

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Sullo Za’hafaran, come lo chiamavano gli arabi, spezia originaria dell’Asia Minore…

Prima raccomandazione: non fate come me! Seconda raccomandazione: tenere fuori dalla portata dei bambini… golosi!  Terza raccomandazione: se siete a dieta statene alla larga!

Questo Biancomangiare è stato la mia croce e delizia! Croce perchè, sul più bello, ho rovinato il dolce per la fretta di mangiarlo, così la base si è sciolta come un gigante dai piedi di argilla, sotto il calore della salsa al Marsala… insomma un pasticcio!  :(

La delizia, per fortuna, è stata di nome e di fatto perchè l’idea di utilizzare lo zafferano per aromatizzare tutta la preparazione si è rivelata vincente, conferendo al Biancomangiare un delicato aroma che ho trovato molto indicato.

Sullo Za’hafaran, come lo chiamavano gli arabi, spezia originaria dell’Asia Minore, si potrebbe dire moltissimo. Plinio citava lo Zafferano spiegando come fosse utile per tingere le stoffe, mentre nel Medioevo era utilizzato come sedativo, antispastico ed eupeptico.

In Italia giunse nel XIV secolo grazie a Domenico Santucci, un padre domenicano che servì per lungo tempo il Tribunale dell’Inquisizione in Spagna. Di origini abruzzesi, il domenicano tornò a Navelli vicino all’Aquila, e vi piantò dei bulbi che trovarono clima e terreno ideali per crescere tanto da far diventare quel paesino uno tra i più importanti, nel nostro Paese, per la produzione dello zafferano. Lo chiamano il paese dai fiori viola, Navelli, uno dei borghi più belli d’Italia che fu colpito nel 2009 dal terremoto. Oggi quella gente tenace e forte ha avuto lo spirito di ricominciare daccapo (leggi qui), così durante agosto di può assistere alla storica Sagra dei Ceci e dello Zafferano e al Palio degli Asini.  Per informazioni consiglio di contattare la ProLoco di Navelli.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti:

  • 200 ml di latte vaccino
  • 300 ml di latte di mandorle
  • 3 fogli di colla di pesce
  • 1 bustina di zafferano
  • 1 bicchiere di Marsala dolce
  • 1 cucchiaio raso di fecola
  • mandorle per la decorazione

Procedimento:

Fate sobbollire il latte vaccino e quello di mandorle aggiungendo i fogli di colla di pesce che avrete prima lasciato in acqua e poi strizzati. Mescolate con un cucchiaio di legno per 5 minuti. Aggiungete un pizzico di Zafferano (non molto, la preparazione si dovrà colorare appena), mescolate ancora per un minuto e mettete nei bicchierini. Fate raffreddare e mettete in frigo per almeno un paio d’ore. Prima di servire preparate la Salsa al Marsala mettendo il vino sul fuoco ed aggiungendo la fecola ben setacciata. Nel caso di grumi aggiungete un goccio d’acqua. Fate raffreddare la salsa (non come ho fatto io! :(   ).  Preparate le porzioni mettendo su un piattino la salsa, nel centro il biancomangiare spolverato da poco zafferano, e completate con delle mandorle intinte nella salsa. Buon appetito!

n.b. non ho aggiunto zucchero al Biancomangiare perchè il latte di mandorle (io ho usato quello della Fabbri) era già zuccherato. Se lo volete più dolce, potete aggiungere un cucchiaio di zucchero a velo.

Abbinamento:

Passito di Pantelleria Doc

28 giugno 2011

Sugol, il dolce della tradizione emiliana

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Si tratta di un budino di succo d’uva che …

Termino questo giro tra le Terre Verdiane con il Sugol, una ricetta di origine contadina facilissima da realizzare. Si tratta di un budino di succo d’uva che, originariamente, veniva fatto col Lambrusco utilizzando il liquido proveniente dal mosto dopo che, a contatto con le bucce, aveva preso un bel colore rosso acceso. Ad onor del vero il Sugol è diffuso anche nel mantovano dove, non a caso, si produce il Lambrusco Mantovano Doc.

Non trovando il succo puro dell’uva rossa, ho utilizzato un frullato con lamponi, uva e mirtillo (guarda qui la marca), ma la prossima volta pigerò in un mastello dell’uva e, sperando che non parta la fermentazione alcolica :) , proverò a rifarlo secondo l’antica tradizione contadina. Per ora vi lascio questa rivisitazione che ha avuto successo tra i miei amici, trasformandosi in una golosa merenda pomeridiana molto rinfrescante, ideale per la calura estiva. 

 RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 400 ml di succo di frutta (nel mio caso ho usato due confezioni di questo frullato 100% di vera frutta) 
  • 2 cucchiai di farina di grano tenero
  • 1 cucchiaio di zucchero, se lo volete più dolce (io non l’ho aggiunto)
  • qualche lampone per decorare

Preparazione:

In un pentolino scaldate il frullato, aggiungete la farina setacciata e, se lo desiderate, lo zucchero. Mescolate con un cucchiaio di legno per evitare che si formino grumi. Lasciate sobbollire per 8-10 minuti, poi versate il composto in della coppette. Fate raffreddare e mettete in frigo per un paio d’ore. Decorate con qualche lampone ( o altra frutta) e servitelo fresco.  

Abbinamenti:

Nella tradizione contadina il Sugol veniva abbinato ai Lambruschi amabili della zona. Nella mia versione lo consiglio a colazione, come iniezione vitaminica prima di iniziare la giornata :) , o come merenda pomeridiana contro la calura estiva.

23 giugno 2011

Tiramisù alle ciliegie e pistacchi

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Avrei voluto chiamarlo Tiramisù Italia, in onore dei 150 anni della nostra nazione, ma…

Avrei voluto chiamarlo Tiramisù Italia, in onore dei 150 anni della nostra nazione, ma il pistacchio mi ha “tradito” mischiandosi al mascarpone, così al posto di una bandiera a tre colori, me n’è venuta fuori una a due! :( Poco male, perchè l’intenzione di festeggiare il nostro anniversario è stato soddisfatto nell’utilizzo degli ingredienti: le ciligie di Vignola, i pistacchi, i savoiardi e la Grappa di Raboso. D’altra parte l’Italia non è nuova a tradimenti, voltafaccia, rovesciamento di posizioni e chi più ne ha, più ne metta.

Una storia tutta italiana

A tal proposito mi viene in mente la risposta quanto mai cerchiobottista del ministro Persano che, ad appena un anno dalla nascita dell’Italia, rispondeva all’ammiraglio Albini Agite a seconda dell’occasione, ma tenete sempre presente il bene del Paese“. L’atteggiamento ambiguo si riferiva alla nuova impresa di Garibaldi che, tornato in Sicilia dopo l’impresa dei Mille al grido “O Roma o morte”, stava reclutando volontari per risalire la penisola ed invadere il Lazio. Cavour era già bello che morto (si era sentito male in Parlamento, sembra, litigando ferocemente con Garibaldi che chiedeva di annettere i Mille, considerati “irregolari”, alle truppe regie), e il governo era passato in mano a Rattazzi.

Così, nella classica attesa tutta italiana “dell’armiamoci, partite”, l’ammiraglio Albini aveva lasciato fare e Garibaldi era approdato indisturbato in Calabria. Là, però, l’attendeva una sorpresa quanto mai imprevista: l’esercito in stato d’allerta pronto a sparare. Garibaldi e i suoi si nascondono in Aspromonte, i bersaglieri sulle loro tracce. Ironia della sorte, quelli stessi che gli stanno dietro, i bersaglieri, saranno proprio gli artefici della Breccia di Porta Pia e dell’annessione di Roma capitale… corsi e ricorsi storici. Garibaldi viene raggiunto sull’Aspromonte: è una guerra civile che lui non vuole. Si arrende, ma gli sparano… “Garibaldi fu ferito…”, dodici uomini rimangono sul campo. Così se l’Italia era fatta, gli italiani si erano già sparati addosso solo dopo un anno dalla nascita del nostro Stato. Era il 29 agosto del 1862. Per approfondire ti consiglio di leggere “La Patria, bene o male“. Così anche il mio Tiramisù rappresenta bene la nostra Patria, amata, vituperata, divisa, unita, confusa tra tre colori o solo due.

Tornando ad argomenti più leggeri, ho notato che in rete vanno molto le mini-mono-porzioni.  Io ho voluto esagerare, preparando il mio personalissimo Tiramisù estivo in un ballon di vino, servendolo per due persone… l’idea è stata quella di realizzarne due bicchieri per una cena con un’altra coppia… amici moooolto amici. Il risultato è stato divertente e conviviale, con la mia amica che si affannava col cucchiaio a ”grattare” i pistacchi dal fondo del bicchiere, prima che li raggiungesse il suo ragazzo. Una presentazione “diversa” che consiglio di servire ad un gruppo di amici fraterni, dove le buone maniere possono anche lasciare lo spazio a qualche “sbaffo” di tiramisù sulle labbra :)

RICETTA

Ingredienti per 4 persone:

  • 250 g di mascarpone
  • 200 g di panna fresca
  • 1 albume d’uovo,
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 25 pistacchi
  • 20 ciliegie
  • Grappa, mezzo bicchiere 
  • Savoiardi, 1 conferzione
  • Latte, 1 bicchiere
  • Cannella

Preparazione:

Montate la panna e incorporatela nel mascarpone a cui aggiungerete lo zucchero l’albume montato a neve. Dividete il composto in tre parti. Lavate le ciliegie e frullatele, in un mixer, con un terzo del composto. Fate lo stesso con i pistacchi. Tenere da parte dei  pistacchi e delle ciliegie che taglierete, separatamente, in maniera grossolana. Mischiate il latte con la Grappa che utilizzerete per inzuppare velocemente i savoiardi. Prendere un bicchiere, mettete sul fondo uno strato di savoiradi, sopra la crema di pistacchi a cui aggiungerete quelli tagliati grossolanamente. Un altro strato di savoiardi, la crema “bianca” di mascarpone e panna, poi i savoiardi ed ultimate con la crema di ciliegie a cui aggiungerete quelle tagliate grossolanamente. Ultimate con un poco di cannella e guarnite a piacere con altre ciliegie. Mettete in frogo per due ore e poi servite. Golosissimo! :)

Abbinamento:  

Un passito senza ombra di dubbio. Io consiglio una Malvasia delle Lipari Doc, perfetto con un dolce come questo e adatto con tutti  i dolci della tradizione siciliana.

17 giugno 2011

Biscotti di pasta frolla al farro con basilico aromatico

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La farina di farro è stata una bella scoperta!

Settimana scorsa sono tornata a casa con due piantine di basilico dal supermercato e mi sono inventata questi deliziosi biscottini di pasta frolla alla farina di farro. L’idea era quella di abbinarli ad un Whisky molto intenso e torbato come il Caol Ila, ma poi assaggiandoli mi sono resa conto che si prestavano meglio per la prima colazione o a un passito

La farina di farro è stata una bella scoperta! Immaginavo che il sapore fosse simile a quello della crusca e invece, a parità di fibre del frumento integrale, si avvicina enormemente al sapore della farina bianca. E’ quindi l’ideale per preparare pane e biscotti dal buon apporto proteico (ben. il 15% del peso) e dal basso contenuto calorico (335 calorie per 100 g).

Nella prima prova che ho fatto, il basilico si sentiva appena, per questo ho dato una raddrizzata alla ricetta aggiungendo qualche altra foglia per renderne più percebile l’aroma. Ah, naturalmente il mio proposito di cucinare dei biscottini adatti col Whisky non è andato alle ortiche (mmm quasi, quasi dei biscotti alle ort.. ops stavo pensando a voce alta :) ), quindi tra poco aspettatevi questa ricetta che ho già fatto testare a dei golosi gourmet!

Per ora beccatevi questa!

Il termine basilico significa “pianta reale”, dal greco basilikon. Il nome deriva dalle notevoli proprietà di questa pianta, note sin dall’antichità, che la rendevano la regina delle erbe aromatiche. Il basilico è originario dell'Asia, dove era considerato sacro. In India il culto continua ancora oggi dove si identifica la pianta del basilico con Lakshmi, dea della bellezza e dell'armonia.

RICETTA

Ingredienti

  • 250 g di farina 00 di farro
  • 10 foglie di basilico
  • 150 g di burro
  • 130 g di zucchero a velo
  • 1 rosso d’uovo
  • 1-2 cucchiai di Whisky o Marsala

Procedimento

In un mixer mettete le foglie di basilico, precedentemente lavate e asciugate, col burro che avrete fatto ammorbidire. Frullate per bene. Il basilico dovrà sminuzzarsi in modo grossolano incorporandosi perfettamente al burro. Preparate la pasta frolla aggiungendo lo zucchero a velo al burro in modo da ottenere un composto omogeneo. Aggiungete il tuorlo d’uovo e la farina di farro setacciata, 1 o 2 cucchiai di Whisky (io ho usao il torbato Caol Ila) oppure il Marsala. Lavorate molto bene l’impasto. Lasciatelo riposare per 30 minuti coperto da un panno. Con un mattarello stendete la pasta e fatene dei biscottini utilizzando delle formine. Accendete il forno a 180 °C. Stendete i biscotti su della carta forno e infornate per 12-15 minuti.    

 

Abbinamenti:

Ottimi per la prima colazione.

Con questa ricetta partecipo al contest “Cucinando…dolcemente” di  Io Così come sono…Pippi

13 giugno 2011

Biscotti alla banana, cacao e cannella

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Una banana al giorno toglie il medico di torno!:) E per il trasporto? Il Banana Bunker!

 

Adoro le banane, le trovo comode da portare in giro, facili da sbucciare e soprattutto ideali per fare la classica merenda di metà mattina. Se aprite la mia borsa, oltre al classico ciarpame che inspiegabilmente si forma con moto proprio (talvolta credo che la mia borsa abbia una vita a sé stante…), nove volte su dieci ci trovate una banana. E’ una buona abitudine che ho assunto durante un lungo periodo di dimagrimento che, per fortuna, mi accompagna ancora.

Lo consiglio anche a voi! Una banana al giorno toglie il medico di torno!:) Permette di spezzare la fame senza arrivare a pranzo come piranha impazziti, cosa che durante una dieta aiuta enormemente. Senza contare il fatto che mangiare abitualmente banane aumenta la serotonina, migliorando l’umore e la qualità del sonno. Non solo. E’ cosa ormai nota che le banane, ricche di potassio, aiutano gli ipertesi e dopo uno sforzo fisico, sono consigliate per ripristinare l’energia muscolare. Per conoscere altre proprietà salutistiche leggi qui.

L’unico dato negativo, per me che sono una banana dipendente, è che inevitabilmente dopo una giornata passata in giro, tra pullman, metropolitana e impegni vari, la banana si sente come me: schiacciata. Così, un giorno la mia cara amica Francesca, che mi conosce come le sue tasche, mi ha regalato il mitico Banana Bunker, un porta banana comodissimo che mette al riparo la banana da eventuali danni… Guarda qui.

 La banana, certo, ma non la vostra onorabilità. Mi è capitato, un giorno, di entrare in un centro commerciale, per delle spese, col banana bunker vuoto nella borsa. Stavo varcando la soglia quando “Bip, bip, bip, bip“, l’impianto antitaccheggio ha preso a suonare furiosamente. Sono passata di nuovo e “Biiip“. A quel punto la guardia mi ha chiesto di passare senza borsa, e così ho fatto. Il silenzio.

Bene – mi dice lui – dev’essere qualcosa all’interno della borsa. Se vuole controlliamo così non ha più problemi”. “Certo!” – faccio io iniziando a tirare fuori le chiavi di casa, una pochette di trucchi, un libro, un’agenda, i fazzoletti, un profumo, il borsellino e… il Banana Bunker.

Nel frattempo una piccola folla stava aspettando di entrare, mentre io col mio Banana Bunker in mano, tipo paletta dei vigili, li facevo passare dicendo “Circolare, prego, la cosa è un po’ lunga!”.

Fu quando incappai nelle risate maliziose di due ragazzi, che capii che la mia reputazione (semmai ne avessi mai avuta una) era irrimediabilmente compromessa! La guardia, nel frattempo, se la rideva bellamente…

A quel punto ho accampato una scusa e sono fuggita via, vento tra i capelli, col Banana Bunker ancora tra le mani! Da allora non ho smesso di usarlo, lo trovo comodissimo e ve lo consiglio caldamente, ma… lo faccio con attenzione ! J

In alternativa vi lascio la ricetta di questi deliziosi biscottini alla banana. Le proprietà salutistiche della banana saranno andate perse ma pazienza, sono ottimi per la prima colazione!

RICETTA

Ingredienti

  • 1 tuorlo
  • 25 g di burro molto morbido 
  • 75 g di zucchero 
  • 50 gr di yogurt cremoso greco 
  • 1/2 bustina di vanillina 
  • 1 banana matura 
  • cannella q.b. 
  • 1 cucchiaino di cacao dolce 
  • 125 gr circa di farina
  • 1 cucchiaino raso di lievito

 

Procedimento

Lavorate il tuorlo con lo zucchero, unendo il burro sciolto. In un mixer unite lo yogurt e la banana creando una crema che incorporerete al composto. Infine unite la farina setacciata col lievito, la cannella, il cacao ed impastare col cucchiaio di legno fino ad ottenere una pasta liscia e morbida. Utilizzate un sac a poche e create delle ciambelline su una teglia rivestita da carta da forno. Cuocere nella parte alta del forno preriscaldato a 190° per circa 15 minuti in modo che rimangano croccanti fuori e morbidi dentro.

Abbinamento:

Una vera delizia da prima colazione, perfetti per essere intiniti nel latte.