20 marzo 2012

Calamari gustosi, farciti ai gamberi

Un finger food da provare!

Questo piatto è stato una bellissima scoperta. La ricetta viene da un vecchio libricino che mi madre mi ha regalato tempo fa, scovato sotto pile di fascicoli e riviste. Si può utilizzare sia come finger food per una cena in piedi, che come antipasto, aggiungendo in entrambi i casi una vinaigrette che saprà riequilibrare perfettamente la farcia di gamberi. Le caratteristiche organolettiche del piatto, infatti, che ci danno le corrette indicazioni per scegliere il vino più adatto, sono una certa “tendenza dolce” data sia dai calamari che dalla farcia di gamberi, armonizzate perfettamente dall’acidità e dall’untuosità della vinaigrette. Il vino, dunque, dovrà essere sicuramente un bianco di discreto corpo e persistenza gusto-olfattiva, un Riviera di Ponente Vermentino Doc, per esempio,  dai profumi abbastanza intensi, con buona freschezza e sapidità, che sa accompagnare molto bene tutte le preparazioni a base di pesce e molluschi.

Ricetta per 4 persone

Ingredienti:

 

  • 4 calamari di media grandezza
  • 4 gamberi
  • 40 g di pan grattato
  • 1 limone (scorza e succo)
  • 1 uovo intero
  • ½ spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • Olio evo
  • Sala e pepe bianco, q.b.

Procedimento

Mondate e lavare i calamari e i gamberi. Tagliate i tentacoli dei calamari e lessateli in acqua acidula col succo di un limone, assieme ai gamberi sgusciati. Scolateli e tritate il tutto grossolanamente. Sminuzzate finemente mezzo spicchio d’aglio, a cui avrete tolto l’anima verde, ed aggiungete il prezzemolo tritato. Amalgamate gli aromi al pan grattato, incorporate l’uovo interno e profumate con un pizzico di scorza di limone grattugiato. Salate e pepate. Riempite e calamari con la farcia e chiudeteli con uno stuzzicadenti. Sistemateli in una teglia con dell’Olio evo e fateli cuocere in forno, già caldo, a 180 °C per circa 15 minuti. Affettate i calamari e serviteli irrorandoli con un filo di olio a crudo oppure, se volete rendete il piatto ancor più gustoso della vinaigrette di limone (leggi qui la ricetta sostituendo l’arancia con il limone). Potete utilizzarli come secondo o come finger food utilizzando degli stuzzicadenti.

15 febbraio 2012

Tartine alla crema di zucca e avocado

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Silvia, solo per te!

La mia cara amica Silvia mi ha fatto notare che da un po’ di tempo non postavo più qualche piatto… Silvia, eccoti accontentata, questo finger food è tutto per te!;) Si tratta di avocado e crema di zucca, adagiate su dei ventagli di pasta  brisée, che ho acquistato… eh, mica di può far tutto, la giornata ha “solo” 24 ore! Lo potete utilizzare per un Happy Hours o come antipasto , sorseggiando un buon moscato secco dell’Alto Adige, con buona sapidità e freschezza. Ma chiediamo alla mia amica: Silvia cosa mi apri?

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  •  200 g di zucca
  • ½ avocado
  • 1 spicchio d’aglio
  • 12 tartine o conchiglie di pasta brisée
  • 50 g di parmigiano grattugiato
  • 1 tuorlo d’uovo
  • ½ dl di panna
  • ½ bicchiere di vino bianco
  • Olio evo, qb
  • 1 rametto di rosmarino
  • Sale grigio di Bretagna (o altro)
  • Semi di papavero, q.b.

Procedimento

Tagliate a dadini la zucca, rosolatela in un tegame con dell’olio, l’aglio schiacciato e un rametto di rosmarino. Aggiungete del vino bianco e continuate la cottura, a fuoco basso, per 20 minuti, coprendo col coperchio. A cottura ultimata frullate il tutto in un mixer, ottenendo una purea. Versate in una terrina e incorporatevi il parmigiano, il tuorlo d’uovo, insaporite con la noce moscata e aggiustate di sale. A parte montate la panna e incorporate delicatamente alla purea di zucca. Versate il composto in un sac à poche con beccuccio a stella e guarnite la tartine di pasta brisèe, ultimando con delle fettine sottili di avocado e i semi di papavero.

Abbinamento

Alto Adige Moscato Secco, con con buona sapidità e freschezza.

19 gennaio 2012

Finger food di peperoni ripieni di coda di rospo

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Un delizioso antipasto!

Mamma mia, sto trascurando un po’ tutto, blog compreso! Sabato ho avuto a cena degli amici sommelier, è stata una serata molto piacevole, conviviale! Ah, l’aneddoto non c’entra niente col piatto che vi presento qui sotto, tanto meno col vino che vi consiglio, un altro Champagne dal buon rapporto qualità-prezzo. E allora cosa ce lo dici a fare? Così per farvi sapere! :) Se non son matti…

Comunque la rana pescatrice o coda di rospo (leggi qui per approfondire :) ) è davvero un pescione buono, ma brutto che io e il mio compagno abbiamo acquistato intero e pulito per bene. Nel procedimento vi ho lasciato qualche indicazione per come fare… comunque è un lavoro che porta via molto tempo se non hai una buona manualità! :)

Ricetta per 4 persone

Ingredienti

  • Due peperoni, 1 giallo e uno rosso
  • 300 g di coda di rospo
  • Sale e pepe, q.b.

    Procedimento

Lavate i peperoni, quindi pelateli e mondateli tagliandoli a larghe falde. Passateli in forno a 200 g per 15 minuti, mantenendoli abbastanza croccanti. Pulite la coda di rospo, eliminando la spina dorsale e tagliatela longitudinalmente in modo da ottenere dei filetti lunghi e larghi circa 3 cm. Conditeli con sale e pepe, quindi stendeteli sulle falde di peperone e arrotolatele su sé stesse, come fossero degli involtini. Avvolgete ogni involtino in un foglio di carta stagnola e cuocete in forno a 180°C per 15 minuti, senza alcun condimento. Fate raffreddare completamente, quindi tagliate gli involtini a rondelle e serviteli.

 

Abbinamento:

Lettre a terre, Christian Bourmault: dorato brillante. Ricco al naso, fine, elegante. Un tripudio di mandarino, note esotiche, boisé e spezie dolci che cambiano ad ogni sorso. Morbido al palato, con retrogusto di amaretto sbriciolato. Molto elegante e persistente.

 

 

21 dicembre 2011

Spiedini di mare con salsa allo zenzero. Ci ho preso gusto!

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Zenzero, parte seconda!

Come vi dicevo qui, ho fatto alcune sperimentazioni con lo zenzero, che ho scoperto recentemente. Questi spiedini sono ideali come antipasto natalizio, da accompagnarsi con la salsa allo zenzero. E’ un avvolgente tripudio di sensazioni, dalla tendenza dolce degli spiedini, alla delicata piccantezza speziata dello zenzero. Il vino ve l’ho consigliato già qui :) , ma a fondo pagina ve ne suggerirò un altro! :)

Ingredienti per 4 persone

  • 1 spicchio d’aglio
  • 250 g Calamari
  • 2 arance
  • totani 200 g
  • seppioline 250 g
  • 1 cucchiaio farina
  • radice di zenzero
  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Pulite i crostacei e i molluschi, lavateli e asciugateli. Preparate una vinaigrette spremendo due arance, aggiungendo dell’olio evo, sale e pepe. Prendete la radice dello zenzero, tagliate la buccia e grattatene la polpa nella vinaigrette. Consiglio di assaggiare il succo ottenuto, senza esagerare con troppo zenzero, che ha un sapore piccante piuttosto pronunciato. Lasciate riposare, per una ventina di minuti, i crostacei nella vinaigrette. Infilate sugli spiedini di legno i molluschi e i crostacei, poi metteteli in una padella dove avrete già fatto scaldare dell’olio con uno spicchio d’aglio. Cuocere gli spiedini, facendoli rosolare da entrambi i lati. In un pentolino mettete la vinaigrette a scaldare, alzando la fiamma, ed aggiungete un cucchiaio di farina bianca setacciata. Dovrà risultare una crema piuttosto densa, avendo cura di eliminare con una forchetta gli eventuali grumi formati.
Togliete gli spiedini dal fuoco ed irrorateli con la salsa. Servite e buon appetito!

Abbinamento

Vi consiglio un ottimo Riesling alsaziano 2008 di Louis Sipp produttore di Ribeauville, grazioso paesino non troppo lontano da Colmar. Il vino si presentava con un bel colore giallo paglierino, profumi di agrumi (pompelmo giallo e lime), erbe aromatiche e discreta mineralità, che diventerà più percepibile con il tempo. Al sorso sapido e fresco, con buona persistenza. Louis Sipp si contraddistingue, a mio vedere, per un’ottimo rapporto qualità prezzo. La bottiglia è stata acquistata in azienda a circa 11 euro.

 

20 dicembre 2011

Spiedini di gamberi con salsa allo zenzero

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Lo zenzero, che scoperta!

Che giornate quelle prima di Natale! Ho pochissimo tempo per parlarvi della mia “scoperta”: lo zenzero! Non sapevo neanche come fosse fatta questa radice, così, una trovata nel bando frutta e verdura, ho deciso di “immolarmi” come cavia e di testarla. Ora, lo so che TUTTO il mondo conosce lo zenzero, ma il mio atto sacrificale era nei confronti della mia famiglia, per la quale ho fatto esperimenti su esperimenti, da risultato inaspettato. Beccatevi questa prima ricetta!

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 spicchio d’aglio
  • 500 g di gamberi sgusciati
  • 1 cucchiaio farina
  • sale e pepe q.b.
  • 2 arance
  • 1 radice di zenzero
  • semi si sesamo q.b.

Procedimento

Pulite i crostacei, lavateli e asciugateli. Preparate una vinaigrette spremendo due arance, aggiungendo dell’olio evo, sale e pepe. Prendete la radice dello zenzero, tagliate la buccia e grattatene la polpa nella vinaigrette. Consiglio di assaggiare il succo ottenuto, senza esagerare con troppo zenzero, che ha un sapore piccante piuttosto pronunciato. Lasciate riposare, per una ventina di minuti, i crostacei nella vinaigrette. Infilate sugli spiedini di legno i crostacei, passateli nei semi si sesamo, poi metteteli in una padella dove avrete già fatto scaldare dell’olio con uno spicchio d’aglio. Cuocete gli spiedini, facendoli rosolare da entrambi i lati. In un pentolino mettete la vinaigrette a scaldare, alzando la fiamma, ed aggiungete un cucchiaio di farina bianca setacciata. Dovrà risultare una crema piuttosto densa, avendo cura di eliminare con una forchetta gli eventuali grumi formati. Togliete gli spiedini dal fuoco ed irrorateli con la salsa. Servite e buon appetito!

Abbinamento

Vi consiglio spassionatamente il Gewurztraminer di un produttore che, a mio avviso, riesce a far esprimere tutte le potenzialità di questo prezioso ed elegante vitigno: la tenuta Hofstatter. Hanno una cantina sempre aperta che permette la degustazione libera dei loro vini, con personale molto competente che vi potrà aiutare nella scelta del vino. Ad ogni modo chiedete di provare il loro Alto Adige Gewurztraminer Kolbenhof, sarà un colpo di fulmine! Colore dorato brillante, profumi suadenti di rosa, litchi, canditi esotici, pesca bianca ed una morbidezza al palato che vi conquisterà totalmente.

29 novembre 2011

Vol au vent con crema al formaggio di capra e mortadella di cinghiale

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Il cinghiale lo onoro così!

Scoperto, ormai da qualche anno, che il cinghiale è il mio animale mantra, continuo ad “onorarlo” come posso, appena si presenta l’occasione :) ! Mi sono inventata, dunque, questo finger food che sposa il formaggio di capra, altra delizia che amo alla follia, con la “mortazza” di cinghiale. Il procedimento è facilissimo è vi risolve un antipasto da organizzare all’ultimo momento. La mia cremina ha una buona tendenza dolce che ben si abbina alla frutta secca, che ha perfettamente guarnito ed integrato lo stuzzicante sapore dei voul au vent. In alternativa della mortadella potreste utilizzare il prosciutto cotto, ma il sapore cambiarebbe radicalmente. Provate e mi saprete dire!  

RICETTA per 4 persone

  • 20 voul au vent
  • 250 g di formaggio di capra
  • 5 fette di mortadella di cinghiale
  • sale (io ho usato quello rosa dell’Himalaya)
  • pepe bianco
  • semi si papavero
  • nocciole del Piemonte e noci sgusciate, qb

Procedimento

Nel mixer frullate il formaggio di capra e la mordadella. Correggete di sale e pepe. Dovrà risultare una crema piuttosto morbida. Col sac a poche guarnite i voul a vent, completando con i semi si papavero e la frutta secca. Buon appetito!

 Abbinamento

Ci ho bevuto un buon Satèn della Franciacorta di cui potete leggere la recensione… in un click! :)

16 settembre 2011

Brioches salate con gorgonzola, pere e miele

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Avevo bisogno, per una cena tra amici, di qualcosa di particolare…

Avevo bisogno, per una cena tra amici, di qualcosa di particolare che potesse adeguatamente accompagnare un passito. Non avevo idea di quale bottiglia avrebbero portato i nostri amici e non me la volevo cavare con la classica pasticceria secca che, generalmente, si abbina bene ai passiti. Desideravo sperimentare qualcosa di diverso, una preparazione che avesse carattere. Così, riflettendo su cosa potessi preparare, ho cercato di seguire quelle che potevano essere alcune classiche caratteristiche di abbinabilità con i passiti. Mumble, mumble…

Infine, un’illuminazione grazie a un vecchio adagio “al contadino non far sapere, quanto è buono il formaggio con le pere“. Ecco cosa ci voleva, un mix di dolcezza e piccantezza che avrebbe fatto da trait d’union con un passito da uve bianche. Certo, il rischio era grande, se il miei amici avessero portato un passito da uve rosse,  come un Aleatico dell’Elba, l’abbinamento non sarebbe stato adeguato. Avrei certamente accostato o un dolce (come la schiaccia ubriaca) o del cioccolato. Ma si sa, sono una che ama il rischio, soprattutto in cucina, così ho creato queste deliziose brioches con del gorgonzola naturale, pere e miele.

Volete sapere com’è andato l’abbinamento, vero? Ebbene i miei amici si sono presentati con un rosso, :( adducendo spiegazioni in una lingua inconprensibile e scuse bislacche… Per fortuna avevamo noi un passito :) il Noblerot dell’azienda Montelio… Un abbinamento superbo!     

RICETTA per 4-6 persone

Ingredienti

  • 500 g di pasta sfoglia (io ho usato quella già pronta, ammetto!)
  • 250 g  di Gorgonzola naturale
  • 2 pere William
  • miele di acacia
  • semi di papavero e sesamo come decorazione

Procedimento

Tagliate la pera e il gorgonzola a dadini (1 cm circa). Dalla pasta sfoglia ricavate dei triangoli nei quali metterete la pera, il formaggio e una goccia di miele. Richiudete le brioche salate e decoratele con semi di sesamo e papavero. Infornate a 180 °C per 20 minuti, utilizzando il grill gli ultimi 5 minuti di cottura.

Abbinamento

Come già anticipato, abbiamo aperto il passito, il Noblerot di Montelio, un’azienda dell’Oltrepò Pavese (la foto è stata scattata prima che scegliessi il vino, quindi non rappresenta il Noblerot). Si tratta di un passito da uve Cortese, Moscato e Malvasia dal lucente colore giallo ambrato e profumi complessi di frutta stramatura, fiori gialli e spezie dolci. Un vino che colpisce per il suo equilibrio ed armonia gusto-olfattiva.  

Con questa ricetta partecipo al contest Honey sweet Honey di Cappuccino e Cornetto in collaborazione con Smartbox e Greengate)

28 agosto 2011

Moscardini ripieni con sale affumicato

Moscardini ripieni con sale affumicato

La particolarità è l’utilizzo del sale affumicato che ha dato un gusto davvero particolare a tutta la preparazione.

 

La foto, ahimè, non rende giustizia ai moscardini ripieni. Vi assicuro però che erano una vera delizia da mangiare come finger food, per una cena in piedi, sostituendo i rozzi stuzzicadenti che ho utilizzato io (scusate eh! ;) ), con altri più eleganti oppure come antipasto per un pranzo importante. Sia come sia, il risultato è davvero gustoso anche se il procedimento un pò lunghetto.

Si tratta di una ricetta che vorrebbe l’utilizzo dei calamari, ma che ho riadattato con i più piccoli e gustosi moscardini.  La particolarità è stata quella di utilizzare del sale affumicato che ha dato un gusto davvero particolare a tutta la preparazione. In alternativa avevo provato ad utilizzare, in passato, dello speck ma il piatto risultava essere troppo speziato, così ho preferito optare per questo sale davvero particolare ed acquistabile in ogni supermercato. Non crediate, quindi, che l’affumicatura si senta in maniera invadente! Se ne ha solo un leggero ricordo che emerge nel retrogusto del piatto.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • mollica rafferma di pane
  • 20 moscardini (già puliti)
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 fette sottili di prosciutto crudo
  • 1 uovo
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • olio extravergine d’oliva
  • sale affumicato q.b.
  • Parmigiano grattuggiato
  • Salvia

Preparazione

La raccomandazione, se avete poco tempo come me, è quella di farvi pulite i moscardini dal vostro fornitore di fiducia… C’è tutto un procedimento, in alternativa che vi consiglio di guardare qui, e che io non ho mai testato… Torniamo alla mia ricetta. Sminuzzate i tentacoli dei moscardini e fateli cuorere per pochi minuti su una padella con dell’olio e lo spicchio d’aglio vestito, sfumando con del vino. Fate raffreddare. Nel frattempo tagliate il pane raffermo a piccoli tocchetti (se troppo duro passatelo velocemente in poco latte oppure nell’acqua), tritate la salvia e l’aglio, avendo cura di amalgamare il tutto creando un composto omogeneo con l’aiuto di un goccio d’olio. Aggiungete i moscardini sminuzzati, amalgamando bene. Aggiungete a questo punto il sale affumicato.  Aiutatevi ora con un cucchiaino introducendo il ripieno nei moscardini e fissando con uno stuzzicadenti. Se vi avanza del ripieno tenetelo da parte, aggiungendolo alla fine. Nella padella dove sono stati fatti cuocere i tentacoli sminuzzati mettete i moscardini aggiungendo un poco di olio. Cuocete per una decina di minuti aggiungendo, un paio di minuti prima il ripieno e qualche foglia di salvia.  Buon appetito.

Abbinamento:

Ieri ho provato un vino che, secondo me starebbe alla perfezione con questo piatto. Si tratta del Muller Thurgau 2009 Castel Juval, azienda vitivinicola di proprietà di Reinhold Messner. Il vino è un giallo paglierino scarico, intenso al naso con profumi di polpelmo giallo, limone e pesca bianca. In bocca fresco e abbastanza sapido con buona finezza. Come detto in alto, il sale affumicato aggiunto al ripieno dei moscardini, non ha snaturato il piatto, per questo credo che il Muller Thurgau Castel Juval, così fresco e agrumato, possa sposarsi alla perfezione. Non mi sono spinta, dunque, verso un Gewurztraminer, abbinamento classico coi piatti speziati, perchè ritengo che sarebbe risultato troppo intenso ed aromatico, rischiando di coprire il gusto di tutta la preparazione. Che vi sembra? :)

1 agosto 2011

Happy Hour at Art Gallery… girandole di salmone alla Duchamp

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Un aperitivo di design, quello che vi propongo oggi…

Un aperitivo di design, quello che vi propongo oggi! Queste girandole di salmone, lo posso dire senza falsa modestia, non sono solo buone, ma anche belle! Immaginatevi di andare in una galleria a vedere Duchamp, ammirando i suoi “Dischi con spirali” della ipnotica plasticità, degustando un buon Cremant d’Alsace di Gustave Lorentz con dei gamberi freschi e delle girandole di salmone. Non vi sembra che il connubio tra arte e food non sia più che riuscito nel suo spirito edonistico? Più continuo a sfogliare libri d’arte, ad andare nei musei, a studiare la storia delle tradizioni enogastronomiche, rese contemporanee dalle rivisitazioni degli chef, e più mi convinco che Art&Food siano diventate l’armonia di un unico spartito. Approfondisci Duchamp leggendo qui.

Tra una riflessione ed un’altra il mio Cremant è finito, l’ultima girandola di salmone adagiata sul tagliere di legno è stata degustata, e la raccolta di Duchamp si è chiusa tra le pagine del mio libro… 

Ecco la ricetta…

 

RICETTA per 8-10 persone

Ingredienti

  • 5 fette rettangolari di pane al latte per tramezzini
  • 300 g di salmone affumicato tagliato a fette sottili
  • 100 g di burro
  • 3 limoni non trattati
  • 2 cuccchiaini di senape in polvere

Procedimento

Stendete con il mattarello le fette di pane su un tagliere, in modo da assottigliarle ed allargarle. Lavate 2 limoni e tagliateli a fette sottilissime. Spremete il limone rimasto ed aggiungetelo al burro con i due cucchiaini di senape, lavorandolo con la forchetta in modo da ottenere un composto cremoso. Disponete ogni fetta di pane su un foglio di alluminio, spalmate con il burro alla senape e distribuiteci sopra, nell’ordine, le fettine di salmone e le fettine di limone. Arrotolate il pane con l’aiuto del foglio di alluminio e lasciate riposare 30 minuti in frigo, in modo che il burro si solidifichi. Eliminate i fogli di alluminio, tagliate i rotoli di pane a fette spesse circa un centimento e servitele.

Abbinamento

Noi ci abbiamo abbinato un Cremant d’Alsace di Gustave Lorentz, un produttore di  Bergheim, terra d’elezione di due Grand Cru, l’Alterberg e Kanzlerberg. Il vino è prodotto con un 60% di Chardonnay, 20% di Pinot Noir e un altro 20% da Pinot Blanc. Il colore è rosato  brillante, con perlage fine e persistente. Al naso si esprime con un’avvolgente apertura di piccoli frutti rossi e leggero pan briosche. In bocca davvero interessante con lunga persistenza, richiami di sottobosco e  lunga scia minerale.  

 

 

2 luglio 2011

Finger Food: spiedini di tonno in crosta di semi di papavero, pistacchi e semi di sesamo

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Un Finger Food riuscitissimo per l’estate, molto buono che…

 

Da quando ho visto un servizio su Super Quark che provava le proprietà benefiche dei semi di papavero, li utilizzo in molte preparazioni. Cosa non si fa per mantenersi giovani e belle ! :) Così, per estensione mi sono convinta che anche i semi di sesamo “debbano” avere per “forza” le stesse proprietà, così come i pistacchi…  Questa la motivazione ufficiale (e non tanto credibile eh? ) di questa ricetta… quella ufficiosa è che è un Finger Food riuscitissimo per l’estate, molto buono che utilizza, semmai ne avesse, le proprietà della salsa di soia… insomma ogni scusa è buona per mangiarli ! :)  

RICETTA per 4 persone

Ingredienti:

  • 4 fette di tonno tagliate piuttosto alte
  • salsa di soia dolce
  • olio extravergine di oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • pomodori ciliegino

Procedimento:

Tagliate a tocchettini il tonno e fatelo marinare per cinque minuti nella salsa di soia, avendo cura di girarlo su entrambi i lati. Calcolando due spiedini per persona, dovreste ricavare 24 tocchetti. Fate un trito grossolano di pistacchi, senza togliere la pelle. Passate i tocchetti di tonno, sgocciolati dalla salsa di soia, nel trito di pistacchi (8), nei semi di sesamo (8), e nei semi di papavero (8). In una pentola mettete dell’olio e cuocete i tocchetti di tonno, 2 minuti per parte. Fateli raffreddare e infilzateli negli spiedini, separandoli con i pomodorini ciliegino. Accendete il forno nella parte alta del grill ed infornate per 5 minuti. Create una salsina col fondo di cottura, aggiungendo mezzo bicchiere di vino bianco. Servite tiepidi cospargendo con la salsina.

Consiglio:

Se il Finger Food è da mangarsi in piedi (come da consuetudine) sconsiglio la salsa. Io li ho mangiati così ed erano ottimi!

Abbinamento

Consiglio l’Ischia Forastera Doc caratterizzato dal bel colore giallo intenso, dai profumi di gelsomino, susina e agrumi. Sapido e fresco in bocca.  

Con questa ricetta partecipo al contest L’Estate in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it