9 aprile 2012

Salmone affumicato con salsa alla melograna

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Buona Pasquetta!

Facilissima, gustosa, velocissima. L’antipasto ideale per una Pasquetta friendly senza tropper pretese, già abbiamo dato ieri, non vi pare? L’abbinamento col vino è un pò complicato perchè occorre tenere conto della grassezza del salmone, dell’affumicatura, della persistenza gusto-olfattiva e della tendenza dolce della salsa al melograno… Io consiglio un ottimo spumante rosè come un Cava, un vino spagnolo prodotto in Catalogna…leggete sotto e… buona Pasquetta!

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 1 confezione di salmone affumicato da 250 gr.
  • 1 melograno
  • Olio Evo
  • sale
  • pepe rosa q.b.

Procedimento

Sgranate la melograna, tenendo dei chicchi per la guarnizione. Frullate i resto e passate al setaccio. Aggiungete l’olio, il sale e il pepe rosa e mischiate molto bene. Servite il salmone a fette ed irrorate con la salsa, guarnendo con qualche chicco di melegrana. Buon appetito!

Abbinamento

Raventós i Blanc de Nit 2009 Rosado (50% Macabéo, 25% Xarel-lo, 20% Parellada, 5% Monastrell): rosa tenue, perlage fine e abbastanza numeroso. Naso intenso di piccoli frutti rossi, yogurt e delicati soffi di zolfo. Elegante al naso. Perfetta corrispondenza gusto-olfattiva degli aromi percepiti al naso. Persistente.

29 febbraio 2012

Carabineros in salsa

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Carabineros: Noël oblige!

Adoro questa ricetta, ma per eseguirla occorre superare due (dico due!) problemi: 1. trovare i Carabineros, 2. non essere costretti ad accendere un mutuo per acquistarli! :) A parte la facile ironia, questa ricetta viene dritta, dritta dal mio album natalizio, periodo nel quale è più facile trovare questi gustosi crostacei e, sì lo so, più propensi alle spese pazze! Proprio per questo ci ho abbinato un buon Champagne, di cui vi dirò più sotto… Noël oblige!

RICETTA per 4 persone

 

Ingredienti

 

  • 12 carabineros, 4 a testa
  • 1 arancia
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 radice di zenzero
  • Olio evo
  • Sale rosa dell’Himalaya, q.b. (o altro sale)
  • Pepe nero, q.b.
  • Rum, ¼ bicchiere
  • 1 cucchiaino di farina OO

Procedimento

Mondate e sgusciate i carabineros, facendo attenzione di lasciare testa e coda. Nel frattempo preparate la salsa: spremete l’arancia e mettetene il succo in un pentolino, grattugiando un cucchiaino di zenzero, e correggendo con sale e pepe nero. Fate bollire, aggiungendo il rum e facendo ridurre la salsa di ¾, con l’aggiunta di un cucchiaino di farina setacciata. Filtrate la salsa in un colino. In una padella mettete l’aglio, tagliato a metà, con dell’olio e fate soffriggere. Mettete i carabineros facendoli cuocere 2 minuti per parte e sfumando con del rum. Servite, irrorando con la salsa.

Abbinamento

Blanc des Blancs 1er Cru Millésime 2006 -  Julien Chopin: giallo paglierino, perlage lungo e fine. Al naso emerge un bouquet fruttato (susina goccia d’oro), floreale (camomilla), intervallato a un ricordo di caramella al miele. In bocca fresco, avvolgente, con grande finezza ed eleganza gustativa. 

 

 

 

 

21 dicembre 2011

Spiedini di mare con salsa allo zenzero. Ci ho preso gusto!

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Zenzero, parte seconda!

Come vi dicevo qui, ho fatto alcune sperimentazioni con lo zenzero, che ho scoperto recentemente. Questi spiedini sono ideali come antipasto natalizio, da accompagnarsi con la salsa allo zenzero. E’ un avvolgente tripudio di sensazioni, dalla tendenza dolce degli spiedini, alla delicata piccantezza speziata dello zenzero. Il vino ve l’ho consigliato già qui :) , ma a fondo pagina ve ne suggerirò un altro! :)

Ingredienti per 4 persone

  • 1 spicchio d’aglio
  • 250 g Calamari
  • 2 arance
  • totani 200 g
  • seppioline 250 g
  • 1 cucchiaio farina
  • radice di zenzero
  • sale e pepe q.b.

Procedimento

Pulite i crostacei e i molluschi, lavateli e asciugateli. Preparate una vinaigrette spremendo due arance, aggiungendo dell’olio evo, sale e pepe. Prendete la radice dello zenzero, tagliate la buccia e grattatene la polpa nella vinaigrette. Consiglio di assaggiare il succo ottenuto, senza esagerare con troppo zenzero, che ha un sapore piccante piuttosto pronunciato. Lasciate riposare, per una ventina di minuti, i crostacei nella vinaigrette. Infilate sugli spiedini di legno i molluschi e i crostacei, poi metteteli in una padella dove avrete già fatto scaldare dell’olio con uno spicchio d’aglio. Cuocere gli spiedini, facendoli rosolare da entrambi i lati. In un pentolino mettete la vinaigrette a scaldare, alzando la fiamma, ed aggiungete un cucchiaio di farina bianca setacciata. Dovrà risultare una crema piuttosto densa, avendo cura di eliminare con una forchetta gli eventuali grumi formati.
Togliete gli spiedini dal fuoco ed irrorateli con la salsa. Servite e buon appetito!

Abbinamento

Vi consiglio un ottimo Riesling alsaziano 2008 di Louis Sipp produttore di Ribeauville, grazioso paesino non troppo lontano da Colmar. Il vino si presentava con un bel colore giallo paglierino, profumi di agrumi (pompelmo giallo e lime), erbe aromatiche e discreta mineralità, che diventerà più percepibile con il tempo. Al sorso sapido e fresco, con buona persistenza. Louis Sipp si contraddistingue, a mio vedere, per un’ottimo rapporto qualità prezzo. La bottiglia è stata acquistata in azienda a circa 11 euro.

 

20 dicembre 2011

Spiedini di gamberi con salsa allo zenzero

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Lo zenzero, che scoperta!

Che giornate quelle prima di Natale! Ho pochissimo tempo per parlarvi della mia “scoperta”: lo zenzero! Non sapevo neanche come fosse fatta questa radice, così, una trovata nel bando frutta e verdura, ho deciso di “immolarmi” come cavia e di testarla. Ora, lo so che TUTTO il mondo conosce lo zenzero, ma il mio atto sacrificale era nei confronti della mia famiglia, per la quale ho fatto esperimenti su esperimenti, da risultato inaspettato. Beccatevi questa prima ricetta!

Ingredienti per 4 persone:

  • 1 spicchio d’aglio
  • 500 g di gamberi sgusciati
  • 1 cucchiaio farina
  • sale e pepe q.b.
  • 2 arance
  • 1 radice di zenzero
  • semi si sesamo q.b.

Procedimento

Pulite i crostacei, lavateli e asciugateli. Preparate una vinaigrette spremendo due arance, aggiungendo dell’olio evo, sale e pepe. Prendete la radice dello zenzero, tagliate la buccia e grattatene la polpa nella vinaigrette. Consiglio di assaggiare il succo ottenuto, senza esagerare con troppo zenzero, che ha un sapore piccante piuttosto pronunciato. Lasciate riposare, per una ventina di minuti, i crostacei nella vinaigrette. Infilate sugli spiedini di legno i crostacei, passateli nei semi si sesamo, poi metteteli in una padella dove avrete già fatto scaldare dell’olio con uno spicchio d’aglio. Cuocete gli spiedini, facendoli rosolare da entrambi i lati. In un pentolino mettete la vinaigrette a scaldare, alzando la fiamma, ed aggiungete un cucchiaio di farina bianca setacciata. Dovrà risultare una crema piuttosto densa, avendo cura di eliminare con una forchetta gli eventuali grumi formati. Togliete gli spiedini dal fuoco ed irrorateli con la salsa. Servite e buon appetito!

Abbinamento

Vi consiglio spassionatamente il Gewurztraminer di un produttore che, a mio avviso, riesce a far esprimere tutte le potenzialità di questo prezioso ed elegante vitigno: la tenuta Hofstatter. Hanno una cantina sempre aperta che permette la degustazione libera dei loro vini, con personale molto competente che vi potrà aiutare nella scelta del vino. Ad ogni modo chiedete di provare il loro Alto Adige Gewurztraminer Kolbenhof, sarà un colpo di fulmine! Colore dorato brillante, profumi suadenti di rosa, litchi, canditi esotici, pesca bianca ed una morbidezza al palato che vi conquisterà totalmente.

14 ottobre 2011

Pesce spada aromatizzato con citronette all’arancia, trito di pomodorini secchi e capperi di Pantelleria

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Gustoso!

 

Un piatto facilissimo, velocissimo e gustosissimo. Si tratta di un pesce spada lasciato aromatizzare in una citronette all’arancia, che poi ho cotto in padella con dei pomodorini secchi e dei capperi di Pantelleria, che riequilibrato in bocca il sapore, con una gradevole sapidità e persistenza gustativa.

RICETTA per 4 persone

Ingredienti per la citronette all’arancia

  • 3 cucchiai di Olio Extravergine d’Oliva
  • miele
  • succo di 1 arancia
  • succo di 1 limone
  • sale q.b.
  • pepe nero in grani

Ingredienti per il pesce spada

  •  4 fette di pesce spada spesse circa 1 centimetro
  • ½ spicchio d’aglio
  • 30 g di capperi di Pantelleria
  • 80 g di pomodorini secchi sottolio
  • Olio Extravergine d’Oliva
  • Sale e pepe q.b.

Procedimento

Citronette all’arancia: stemperate il miele nel succo d’arancia e di limone, aggiungendo, a filo, l’Olio. Sbattete molto bene con una frusta. Finite con sale e pepe in grani.

Pesce spada: lasciate marinare il pesce spada nella citronette per una ventina di minuti, avendo cura di girare le fette. In una padella mettete l’olio, il mezzo spicchio d’aglio ed adagiatevi le fette di pesce spada. Fate cuocere a fuoco vivo per 2 minuti per parte. Sfumate con la rimanente marinatura ed aggiungete i capperi e i pomodorini secchi, leggermente tritati. Cuocete per altri 7-8 minuti finchè la marinatura si sarà asciugata. Servite ben caldo.

Abbinamento

Un piatto del genere vuole sicuramente un Riesling, magari dell’Alto Adige per la piacevole morbidezza. Noi abbiamo abbinato il Riesling Steger Graf Von Meran dal giallo verdolino luminoso, con note vegetali e fruttate di grande eleganza, come l’erba falciata, il pompelmo e l’ananas. Di corpo e struttura con lungo finale sapido e ottima morbidezza. Un vino interessante.

7 ottobre 2011

Le trecce di salmone in salsa di peperoni dolci hanno vinto la pubblicazione su About Food

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Mangio da professionista! :)

Alle porte di un week end che mi vedrà nelle terre del Tignanello, ospite col mio compagno dell’Agriturismo Fonte dei Medici a Montefiridolfi alle porte di Firenze, dove avrò modo di cenare alla Trattoria della Fonte dell’azienda Antinori, grazie al concorso Santa Cristina che ho vinto l’estate scorsa, (leggi qui), mi godo un’altra, inaspettata, sorpresa. La ricetta delle “Trecce di Salmone in salsa di peperoni dolci“, infatti è stata scelta per essere pubblicata sul magazine mensile About Food (leggi qui un estratto di About Food di Ottobre 2011 )! Incredibile, proprio non ci speravo (per sapere cos’è About Food leggi qui) ! Ieri, poi, è arrivato il Coffee Kit che ho vinto in un altro contest (leggi qui).

Dicesi, davvero, la classica fortuna del principiante, lo devo dire a chiare lettere! E già, perchè come ho avuto modo di scrivere nella presentazione di questo mio piccolo spazio personale, “cucino poco e male. Tutte le ricette che troverete pubblicate su questo blog, sono il risultato di un’immane fatica, tenetene conto. In compenso mangio con estrema professionalità, non tutti possono dire la stessa cosa!:) Tutto questo è vero, verissimo!

Ho aperto questo blog, o diario che dir si voglia, per gioco, senza voler insegnare niente a nessuno. E non potrei, per  perchè in cucina sono una vera frana, lo ammetto! Collaborando con dei giornali come giornalista freelance è capitato, in questi anni, di scrivere di vari argomenti: politica, storia, scienze, tecnologie ed ultimamente di enogastronomia. Talvolta intervisto degli chef molto importanti, mi faccio dire i loro segreti, le ricette più gustose, ma spesso si rivelano troppo complicate da riprodurre. In definitiva, non sono una cuoca provetta, anzi ho ancora molto, moltissimo da imparare.

La moda di questi ultimi anni è quella di vedere sempre più “esperti“, giornalisti o foodblogger, impegnati ad insegnare in numerose trasmissioni di cucina, come spinare il pesce o preparare la “vera” carbonara. Molte sono magre come chiodi e, forse, a forza di insegnare ad altri come preparare piatti da gran gourmet, hanno smesso di mangiarli! :)  Tutta invidia la mia, ovviamente. Io sono morbida e burrosa, con qualche chilo di troppo, soprattutto sui fianchi…

Il motivo? Devo ancora imparare tutto e se non assaggio, come posso capire davvero un piatto? :) Amo mangiare lentamente, capire di un piatto le caratteristiche organolettiche, sentirne i profumi, immaginare il corretto abbinamento col vino, in un susseguirsi di emozioni che condivido col mio compagno. Amore e cibo vanno a braccetto, non lo sapevate?

Per questo dico che mangio con estrema professionalità, perchè ogni boccone è un’esperienza, ogni sorso di vino è un gioco di sensi, ogni piatto è un piacere edonistico. La promessa è che non insegnerò mai a nessuno a cucinare… semmai potrei, forse,  spiegare come degustare, ogni piatto, come fosse il primo o l’ultimo della propria vita.

 

20 settembre 2011

Sarde con pomodorini, olive e capperi

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Un piatto gustoso, gustosissimo…

Un piatto gustoso, gustosissimo. Sarebbe anche rapido se non ci fossero le sarde da pulire come mi ha spiegato la mia amica Serena al telefono: ”Prendi la sarda, tagliale la testa con un coltello, cerca la lisca dorsale con le dita e sfilala dall’alto verso il basso in modo che si stacchi per intero, portando via con sè tutte le viscere. Dai una lavatina veloce sotto l’acqua e vai con la prossima. Finita l’operazione procedi aprendo le sarde a libro, aiutandoti con un coltello affilato“.

Non avevo molto tempo così, l’ammetto, ho preferito prenderle già pulite… ma non ditelo alla mia amica Serena eh! :)

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 800 g di sarde
  • 400 g di pomodini Pachino
  • 100 g di olive verdi
  • 1 spicchio di aglio
  • 80 g di capperi
  • Olio extravergine d’Oliva
  • sale, q.b.
  • prezzemolo tritato q.b.
  • 1 mezzo bicchiere di vino bianco

Procedimento

In una padella mettete dell’olio con lo spicchio d’aglio in camicia e le sarde che dovranno cuocere per 2 o 3 minuti da entrambi i lati. Togliete le sarde ed aggiungete i pomodori Pachino tagliati in due, le olive e i capperi. Fate andare a fuoco medio per 5 minuti e sfumate col vino bianco. A questo punto aggiungete le sarde e completate la cottura. Aggiungete il prezzemolo tritato e servite.

 Abbinamento

Ci vedrei bene il  Vermentino di Gallura Superiore Monteoro 2009 di Sella & Mosca. Colore paglierino lucente, sbuffi di erbe aromatiche, camomilla a più riprese intervallati da lime e pesca bianca. Palato fresco e sapido, con gradevole nota minerale a chiudere.

13 settembre 2011

Treccia di salmone in salsa di peperoni dolci

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Un’altra ricetta dello chef Ivan Dossi…

 

Ecco un’altra ricetta dello chef Ivan Dossi  che ho scoperto durante il mio corso di cucina ideato da Rachele Carriero.

Qualche indicazione per valutare la freschezza del pesce

Durante quella lezione, Ivan ci aveva anche spiegato come valutare la freschezza del pesce per l’acquisto al dettaglio. I parametri sono l’odore che deve essere salmastro (nè sapere di alghe, nè essere sgradevole), la pelle che deve avere una pigmentazione viva e cangiante, (senza tracce di decolorazione, nè pigmentazione spenta), l’occhio che deve essere convesso (attenzione se è lievemente convesso, piatto o concavo al centro), la pulilla che deve essere nera e brillante (non opaca e grigia), branchie che non devono avere muco (attenzione se al contrario è comparso del muco chiaro, opaco e lattiginoso).

Qualche curiosità sul salmone

Il salmone è un pesce migratorio che vive in mare e risale i fiumi per la riproduzione. I giovani salmoni ( su Rieducational Channel! :) ) si trattengono in acqua dolce per 2 o 3 anni, mentre la permanenza in mare va da 1 a 6 anni prima del ritorno al fiume d’origine… questo delizioso salmone, risalendo la corrente, si è fermato a casa mia! :) buono!!!

RICETTA per 4 persone

Ingredienti

  • 600 g di filetto di salmone
  • 200 g di peperoni dolci (ho usato i gialli)
  • 60 g di cipolle
  • 1 dl di vino bianco
  • 100 g di panna fresca
  • 50 g di burro
  • sale, pepe bianco (io ho usato il pepe nero) q.b.

Procedimento

Spellate il salmone, togliendo bene tutte le lische, e tagliatelo obliquamente a fette di 1 cm, nel senso della larghezza. Con due o tre fette, formate delle trecce, che disporrete in una pirofila imburrata. Salate, pepate e bagnate con metà del vino bianco. In una pentola rosolate le cipolle, tagliate grossolanamente, con il burro. Aggiungete i peperoni puliti, lavati e tagliati a pezzi. Lasciate stufare per cinque minuti, quindi bagnate col vino restante, facendo evaporare, e proseguento ancora la cottura. Nel caso serva, aggiungete dell’acqua calda. A fine cottura unite la panna, il pepe, il sale e portate a ebollizione per alcuni minuti. Frullate la salsa, passatela al colino e conservatela in caldo. Ora passate alla cottura del salmone che metterete in forno per 10 minuti a 180°C. Una volta pronto, potete impiattare: versate su ogni piatto della salsa di peperoni ed adagiatevi una treccia di salmone. Potete accompagnare con verdure cotte al vapore.

Abbinamento

Come potete vedere dalla prima foto in alto, avevo scelto un vino altoatesino semi-aromatico, il Muller Thurgau dell’Abbazia di Novacella. Ebbene, nonostante fosse un vino molto piacevole, delicatamente agrumato, con richiami di erbe aromatiche, buona sapidità e freschezza, non si abbinava adeguatamente al salmone. Questo piatto, infatti, ha una grassezza tale che, per riequilibrarlo, ha bisogno di un vino capace di ripulire la bocca, boccone dopo boccone. Ecco quindi che l’anidride carbonica di un buon Metodo Classico, ad esempio, può venirci in aiutoCosì ritappato il Muller, ho aperto la Francesco Iacono Riserva 2002 dei Fratelli Muratori, come potete vedere nell’ultima foto . Il vino era brillante, paglierino intenso tendente al dorato con perlage fine e lunghissimo. Al naso emergeva una fine fragranza, con bella complessità di cedro e mandarino canditi, miele di acacia e marzapane. All’assaggio fine ed elegante con una nota, in chiusura, di amaretto sbriciolato. Uno dei miei vini preferiti! :)

 

 

Con questa ricetta partecipo al contest di About Food

Ho vinto la pubblicazione su About Food ! :) cliccate qui per scaricare la rivista !

30 agosto 2011

Rana pescatrice con capperi, pinoli e uvetta passa nel passito… Sicilia chiama gola!

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Ottimo piatto siciliano!

Come ho già avuto modo di dirvi, quest’anno sono stata a Lampedusa, scoprendo non solo un’isola meravigliosa, dal mare turchese pennellato dal blu cobalto e dall’azzurro tenue, ma anche una cucina di pesce che mi ha conquistata! :) Avevamo preso un appartamentino molto grazioso a Cala Creta, una delle zone più belle dell’isola, dove la trasparenza dell’acqua permette di guardare i pesci sin dal picco della scogliera e dove i gabbiani reali nidificano sin dal mese di maggio.

Tra una cenetta e l’altra, mi è capitato di assaggiare del pescespada (o era il povero ed aggressivo Mako, piccolo squalo pescato ogni giorno dai lampedusani? pare che a Palermo, voce di popolo, lo vendano abitualmente come pescespada…), cucinato in questo delizioso sughetto fatto con capperi, pinoli ed uvetta passa. Io ho scelto la rana pescatrice, anche detta coda di rospo (leggi qui per approfondire :) ), per la carne soda e compatta rispetto agli altri pesci ed il gusto tendenzialmente delicato. Provate, è una bontà! :)

RICETTA per 2 persone

Ingredienti

  • due filetti di coda di rospo
  • 80 g di pinoli
  • 40 g di uvetta passa
  • 10 pomodori perino
  • 1 cucchiaino di capperi di Pantelleria
  • 1/2 spicchio d’aglio
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • 1/2 bicchiere di passito di Pantelleria
  • sale e pepe bianco q.b.
  • Olio extravergine d’oliva

Procedimento

In una padella fate soffriggere l’olio con capperi ed aglio. Nel frattempo fate riprendere l’uvetta passa nel passito di Pantelleria per 5 minuti. Aggiungete nella padella i due filetti di pescatrice, i pinoli tagliati in due (così il si sente meglio il profumo), l’uvetta passa scolata dal passito, sale, pepe, sfumato col vino bianco. Cuocere per 10 minuti circa. Aggiungere i pomodori a pezzetti e cuocere per altri 7-8 minuti. Servite subito e… buon appetito.

Abbinamento:

Vi consiglio un vino che ho provato in vacanza, il Leone del produttore palermitano Tasca d’Almerita. Un vino da uve Cataratto, Sauvignon e Chardonnay dal colore giallo paglierino, con sentori di frutti e fiori gialli, corposo e leggerissimo retrogusto di mandorle. Un vino dal buon rapporto qualità prezzo (circa 8 euro), dalla buona struttura e discreta persistenza. Per me un buon abbinamento con questo piatto.  

2 luglio 2011

Finger Food: spiedini di tonno in crosta di semi di papavero, pistacchi e semi di sesamo

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Un Finger Food riuscitissimo per l’estate, molto buono che…

 

Da quando ho visto un servizio su Super Quark che provava le proprietà benefiche dei semi di papavero, li utilizzo in molte preparazioni. Cosa non si fa per mantenersi giovani e belle ! :) Così, per estensione mi sono convinta che anche i semi di sesamo “debbano” avere per “forza” le stesse proprietà, così come i pistacchi…  Questa la motivazione ufficiale (e non tanto credibile eh? ) di questa ricetta… quella ufficiosa è che è un Finger Food riuscitissimo per l’estate, molto buono che utilizza, semmai ne avesse, le proprietà della salsa di soia… insomma ogni scusa è buona per mangiarli ! :)  

RICETTA per 4 persone

Ingredienti:

  • 4 fette di tonno tagliate piuttosto alte
  • salsa di soia dolce
  • olio extravergine di oliva
  • 1/2 bicchiere di vino bianco
  • pomodori ciliegino

Procedimento:

Tagliate a tocchettini il tonno e fatelo marinare per cinque minuti nella salsa di soia, avendo cura di girarlo su entrambi i lati. Calcolando due spiedini per persona, dovreste ricavare 24 tocchetti. Fate un trito grossolano di pistacchi, senza togliere la pelle. Passate i tocchetti di tonno, sgocciolati dalla salsa di soia, nel trito di pistacchi (8), nei semi di sesamo (8), e nei semi di papavero (8). In una pentola mettete dell’olio e cuocete i tocchetti di tonno, 2 minuti per parte. Fateli raffreddare e infilzateli negli spiedini, separandoli con i pomodorini ciliegino. Accendete il forno nella parte alta del grill ed infornate per 5 minuti. Create una salsina col fondo di cottura, aggiungendo mezzo bicchiere di vino bianco. Servite tiepidi cospargendo con la salsina.

Consiglio:

Se il Finger Food è da mangarsi in piedi (come da consuetudine) sconsiglio la salsa. Io li ho mangiati così ed erano ottimi!

Abbinamento

Consiglio l’Ischia Forastera Doc caratterizzato dal bel colore giallo intenso, dai profumi di gelsomino, susina e agrumi. Sapido e fresco in bocca.  

Con questa ricetta partecipo al contest L’Estate in un Boccone ideato da About Food e Cassandra.it

22 giugno 2011

Primo classificato al concorso Perle di Gusto 2011: Involtini di Tonno e Mozzarella di bufala campana Dop al profumo di Sicilia

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Quando la Campania sposa la Sicilia non può che essere un gustoso matrimonio d’amore.

Qualche giorno fa il mio amore, Fabio Orlandi, ha ricevuto l’inaspettata notizia d’aver vinto il primo premio della IV edizione del concorso”Perle di Gusto“, ideato dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Formaggi (ONAF). L’obiettivo era quello di proporre delle ricette fantasiose, dalla facile realizzazione, che reinterpretassero il gustoso sapore della mozzarella di Bufala. 

Riflettendo in coppia davanti ai fornelli (mumble, mumble…), ci siamo inventati questa ricetta che sposa la Campania alla Sicilia in un profumatissimo matrimonio d’amore. Eh già, perchè tra gli ingredienti base, oltre alla Mozzarella di Bufala Campana Dop, ci sono il tonno, i capperi di Pantelleria e i pistacchi di Bronte. Come si sarà capito, salgo anch’io sul carro del vincitore :)   (sport italico più famoso del calcio), e  mi prendo parte del merito di questa vittoria…

A parte gli scherzi, posso dire in tutta onestà d’aver partecipato anch’io al concorso con altre ricette ( Frittelline di zucchine alla menta con cuore di Bufala e Risotto alle fragole e Mozzarella di Bufala con Aceto Balsamico Tradizionale di Modena e Reggio Emilia Dop), ma evidentemente non hanno convinto :( .

La cosa strepitosa di questa inaspettata vittoria, decisa da un’autorevole commissione di esperti del settore, assaggiatori, ristoratori e giornalisti, è stato il premio: una treccia di Bufala di oltre tre chili ! Quando Fabio l’ha portata a casa era in una confezione enorme, tipo cassa del tesoro, dal peso di 8-10 chili!

Divina! Al primo assaggio abbiamo capito che “questa” è la vera mozzarella di bufala, non quelle che, purtroppo, talvolta arrivano al nord, prive di nerbo e dal gusto inesistente (non tutte per fortuna)!

Questa mozzarella del caseificio Barlotti “La Bufalara” (guarda qui) era intensa al naso, con profumi tipici del latte di bufala, elastica in bocca, giustamente consistente nella parte interna della treccia filata. Un gusto meraviglioso!

Ecco quindi che con questa treccia abbiamo rifatto la ricetta degli involtini di tonno che hanno assunto un sapore molto più sfizioso e intenso.

RICETTA (per 4 persone)

Ingredienti

  • 8 fette di tonno fresco da 8o g l’una
  • 1 scatola di tonno da 100 g
  • 1/2 panino raffermo
  • 1 mozzarella di Bufala Campana Dop da 250 g
  • 80 g di pistacchi di Bronte
  • 1 cucchiaio di capperi di Pantelleria
  • 1 uovo sodo
  • 1 uovo fresco
  • 4 cucchiai di Olio Extravergine d’Oliva
  • 2 dl di latte
  • 1 cipolla
  • 1 bicchiere di vino bianco
  • sale e pepe q.b
  • stecchni di legno, 2 per involtino

Preparazione

Lasciate ammollare nel latte il panino raffermo, tagliato grossolanamente. Strizzatelo, aggiungete la dadolata di mozzarella di Bufala, il tonno in scatola macinato, i capperi di Pantelleria, l’uovo fresco e l’uovo sodo sminuzzato. Correggete il sapore con sale e pepe. Bollite i pistacchi di Bronte, avendo cura di togliere le pellicine, macineteli e aggiungeteli al composto. Stendete le fette  di tonno su un tagliere, battetele, infine spalmate il ripieno precedentemente ottenuto, avendo cura di fissare le estremità con degli stecchini di legno. Se avanzasse del ripieno tenetelo da parte. Tagliate la cipolla, fatela imbiondire in una pentola con dell’olio d’oliva extravergine. Aggiungete gli involtini. Dopo la prima rosolatura, bagnate col vino e fate sfumare. Abbassate la fiamma e cuocete per 20 minuti (10 per parte dell’involtino) a fuoco lento. Nel caso vi fosse avanzato del ripieno, aggiungetelo 10 minuti prima di servire. Diventerà un gustoso intingolo. Buon appetito! 

Abbinamento:

Se si volesse rimanere in regione, si potrebbe abbinare una buona Falanghina del Sannio.  Noi ci abbiamo abbinato un ottimo Riesling alsaziano 2008 di Louis Sipp produttore di Ribeauville, grazioso paesino non troppo lontano da Colmar. Il vino si presentava con un bel colore giallo paglierino, profumi di agrumi (pompelmo giallo e lime), erbe aromatiche e discreta mineralità, che diventerà più percepibile con il tempo. Al sorso sapido e fresco, con buona persistenza. Louis Sipp si contraddistingue, a mio vedere, per un’ottimo rapporto qualità prezzo. La bottiglia è stata acquistata in azienda a circa 11 euro.