24 Feb L’Orso della luna crescente: la fiaba come via di conoscenza di sé
Le fiabe non sono racconti ingenui destinati all’infanzia, ma strutture simboliche profonde che parlano direttamente alla psiche. Attraverso immagini archetipiche e situazioni estreme, mettono in scena conflitti universali: la paura, la collera, l’amore, la perdita, la trasformazione. Il loro potere non sta nell’offrire spiegazioni razionali, ma nel rendere visibile ciò che accade dentro di noi quando attraversiamo una crisi.
Nel coaching umanista questo linguaggio simbolico diventa uno strumento prezioso. Il coaching, nella sua dimensione più autentica, non è un intervento correttivo né un percorso di semplice miglioramento delle prestazioni. È un processo di consapevolezza e di attivazione delle potenzialità umane. Lavora sul riconoscimento delle risorse interiori, sull’integrazione delle parti in conflitto, sulla possibilità di trasformare l’energia emotiva in crescita evolutiva.
Durante un incontro promosso dall’Associazione InSesto a Sesto San Giovanni, provincia di Milano, guidato con competenza e sensibilità da una bravissima psicologa, è stato proposto un lavoro di gruppo attraverso l’utilizzo delle fiabe. La sua conduzione ha dato al gruppo una cornice solida, fondata su anni di esperienza clinica e su una profonda conoscenza delle dinamiche relazionali e simboliche. La scelta di utilizzare le fiabe come strumento di lavoro non è stata casuale né puramente narrativa: è stata un’operazione metodologicamente raffinata, capace di attivare processi inconsci in modo protetto e strutturato.
Io sono stata chiamata come coach umanista, con il compito di accompagnare l’elaborazione simbolica e di offrire una chiave di lettura coerente con il paradigma del coaching umanista. La fiaba “L’Orso della Luna Crescente” si è rivelata particolarmente significativa e mi ha permesso di restituire al gruppo un’interpretazione centrata proprio sulle potenzialità che il coaching umanista riconosce e sviluppa.

La fiaba come processo, non come morale
La storia narra di una giovane donna il cui marito, tornato dalla guerra, è diventato collerico, distante, incapace di reintegrarsi nella vita familiare. Disperata, la donna si rivolge a una guaritrice, che le chiede di procurarsi un pelo dell’orso della luna crescente. Inizia così una salita faticosa verso la montagna, un incontro progressivo con l’orso, un avvicinamento lento e rispettoso alla forza più pericolosa e potente della natura. Quando finalmente riesce a ottenere il pelo e lo consegna alla guaritrice, quest’ultima lo getta nel fuoco, rivelando che la vera cura non risiede nell’oggetto ma nell’esperienza vissuta.
Il gruppo sollecitato dalla psicologa ha restituito il senso profondo della fiaba, evidenziando come il nucleo trasformativo non sia l’ottenimento del pelo, ma il processo attraversato dalla protagonista. È in quel processo che si manifestano le potenzialità che ogni uomo e donna può avere in sé.
All’interno di questo quadro, il mio ruolo come coach umanista è stato complementare: ho affiancato il lavoro psicologico offrendo una chiave interpretativa orientata alle potenzialità espresse dalla protagonista, mettendo in luce le risorse attivate nel processo narrativo e traducendole in una prospettiva di sviluppo personale.
Amore, Audacia, Perseveranza e Spiritualità.
L’Audacia: sostare davanti alla forza emotiva
La protagonista sale la montagna. Attraversa il bosco, la tempesta, la neve. Si avvicina all’orso che ringhia, mostra gli artigli, incute terrore. Trema, ma non fugge. La sua strategia la porta a fare piccoli passi di avvicinamento, a studiare i rischi, a vederli, finché riesce a fare il passo del coraggio, che la porta a parlare con l’orso. L’audacia non è avventatezza, ma il saper superare la paura, avendo calcolato i rischi.
Nel lavoro di gruppo ho sottolineato come questa sia l’espressione dell’Audacia intesa in senso umanista: non impulsività, non sfida cieca, ma capacità di restare davanti a ciò che spaventa, facendo un’analisi dei pro e dei contro. L’orso rappresenta la forza istintiva, la collera, l’energia emotiva grezza. Nel coaching umanista non si tratta di eliminare o reprimere l’emozione, ma di imparare a sostare davanti ad essa con presenza consapevole.
L’Audacia è la potenzialità che permette alla persona di non evitare la paura, di non delegare all’esterno la responsabilità della trasformazione, ma permette di entrare in relazione con la propria forza emotiva, invece di subirla o negarla. È la capacità di restare nel dialogo con l’“orso” interiore.
La Perseveranza: fiducia nel tempo del processo
La donna non si dà mai per vinta: durante tutta la fiaba va avanti con una perseveranza incrollabile. Non solo riesce a salire sulla montagna, nonostante il tempo e la natura le siano contro, ma non cede neppure davanti all’orso. Torna più volte alla tana, offre il cibo, si avvicina gradualmente. Modula la distanza. Attende. Ripete.
Nel restituire al gruppo questa immagine, ho evidenziato il valore della Perseveranza non come atto improvviso, ma processo che richiede tempo, continuità, pratica.
La Perseveranza è fiducia nel cammino. È la capacità di rimanere nel processo anche quando i risultati non sono immediatamente visibili. Nel coaching questo si traduce nell’accompagnare la persona a non scoraggiarsi di fronte alla complessità del proprio mondo interiore, ma a riconoscere il valore dei piccoli avanzamenti.
L’Amore: forza integrativa e non sacrificio
La fiaba ripete che la protagonista continua a salire “perché era una donna che amava”. Nell’interpretazione proposta al gruppo ho chiarito che questo Amore non sia sottomissione né annullamento di sé. Non è il sacrificio di chi sopporta passivamente la collera dell’altro. È una forza integrativa.
L’Amore, nel coaching umanista, è la potenzialità che permette di mantenere una postura non giudicante verso sé stessi e verso l’altro. È la scelta di non alimentare il risentimento, di non identificarsi con la ferita. È la volontà di ricomporre invece di dividere.
La protagonista non tenta di dominare l’orso. Lo rispetta, lo nutre, lo osserva. L’Amore è ciò che rende possibile l’incontro con la forza istintiva senza distruggerla e senza esserne distrutti. È la qualità che trasforma la relazione con la collera da conflitto a integrazione.
La Spiritualità: attribuire senso alla trascendenza
Un elemento centrale della fiaba è il canto che accompagna la salita. La donna ringrazia la montagna, gli alberi, il vento. Non vive la prova come un’ingiustizia, ma come un passaggio.
Nel mio intervento ho evidenziato come questa dimensione rappresenti la Spiritualità nel senso umanista del termine: la capacità di attribuire senso all’esperienza, di sentirsi parte del mondo, nonostante le difficoltà. Non si tratta di religiosità, ma di consapevolezza simbolica.
Il fuoco: la dissoluzione della soluzione magica
Quando la guaritrice getta il pelo nel fuoco, la fiaba compie il suo atto più radicale. L’oggetto tanto cercato viene distrutto. La cura non è esterna. La guaritrice chiede alla donna se ricorda ciò che ha fatto, visto, imparato.
La protagonista, nel suo viaggio, ha attivato Audacia, Perseveranza, Amore e Spiritualità. È questo il vero “ingrediente” della trasformazione. Tornando a casa, non porta con sé un oggetto magico, ma una postura nuova.
La fiaba come modello delle potenzialità umane
“L’Orso della Luna Crescente” diventa così una rappresentazione simbolica del processo di trasformazione interiore. La salita alla montagna è il percorso di consapevolezza. L’incontro con l’orso è il confronto con la propria forza emotiva. Il fuoco è la trasformazione che avviene quando si abbandona l’illusione di una soluzione esterna.
La fiaba non insegna cosa fare. Mostra cosa si può diventare attraversando il proprio cammino. E il coaching umanista, nella sua essenza, accompagna esattamente questo diventare.
Chi sono
Sono Giordana Talamona, coach umanista.
Affianco le persone in cammini di evoluzione personale e relazionale, offrendo uno spazio di ascolto autentico, presenza consapevole e profondità. Mi rivolgo a chi desidera ritrovare la propria voce interiore e riconnettersi alla propria essenza, iniziando sempre dal cuore e dalla propria verità più autentica..
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